PUA: PIANO DI UTILIZZAZIONE AGRONOMICA – INTEGRAZIONI DA PARTE DELLA REGIONE MARCHE

PUA: PIANO DI UTILIZZAZIONE AGRONOMICA – INTEGRAZIONI DA PARTE DELLA REGIONE MARCHEProgramma d’azione zone vulnerabili da nitrati di origine agricola della regione Marche: integrazioni tecnicheIl Piano di Utilizzazione Agronomica degli effluenti di allevamento, acque reflue e del digestato ha la finalità di fornire alle impresa agricola, informazioni ed indicazioni puntuali utili a garantire leseguenti condizioni:a) esecuzione di un accurato bilanciamento degli elementi fertilizzanti.b) adozione di corrette modalità di utilizzo;Si tratta di un elaborato professionale, sottoscritto da un professionista competente in materia agroforestale e dovrà essere allegato alla Comunicazione Nitrati tramite SIAR – gestione Nitrati.La valutazione dell’attitudine di un “sito” allo spandimento ed all’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento deve essere effettuata sulla base di alcune sue caratteristiche morfologiche, chimiche, fisiche e biologiche.1) Rischio di inondazione del sito.2) Capacità di infiltrazione degli effluenti.3) Capacità di ritenzione idrica.5) Capacità depurativa del suolo6) Tabella finale di interpolazione per la valutazione dell’attitudine dei siti all’utilizzazione agronomica delle matrici organiche di cui al DM 25/2/2016– Struttura minima di un Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA).DATI IDENTIFICATI AZIENDA AGRICOLAIl titolare dell’azienda agricola responsabile dello spandimento, dovrà indicare i dati di seguito elencati:a) Superficie Agricola Totale (ha)b) Superficie Agricola Utilizzata (S.A.U.) (ha)c) Superficie compresa in Zona Vulnerabile da Nitrati (ha)d) Ordinamento colturale per U.T.A. e per annoe) Quantità di effluente destinato allo spandimento in termini di volume e Kg/ha di azoto al campo. – GESTIONE DELLE TERREELABORAZIONE DEL PIANO DI FERTILIZZAZIONE AZOTATAIl piano dovrà essere sviluppato per UTA aziendale per un periodo minimo di 5 anni.Le sostanze nutritive ed ammendanti utilizzate, dovranno svolgere un ruolo utile al suolo agricolo, producendo un effetto concimante, ammendante, o correttivo, in conformità ai fabbisogni quantitativi etemporali delle colture (Titolo 1 DM Mipaaf – Art. 1). Parte A – Esecuzione di un accurato bilanciamento degli elementi fertilizzanti.A1 – Osservazioni pedologicheA2 – GeomorfologiaA3 – Idrologia A4 – “Sistemi Colturali” aziendali adottato con particolare riferimento alle coltivazioni praticate e loro avvicendamento. A5 – Calcolo dei fabbisogni colturali di azoto. Algoritmo di calcolo. A6 – Efficienza dell’azoto apportato coi fertilizzanti– Adozione di corrette modalità e tecniche di spandimento agronomico delle matrici organiche.DOCUMENTO DI TRASPORTO materiale Nella fase di trasporto è vietata la miscelazione degli stessi con acque di vegetazione o reflui agroindustriali di cui al D.lgs. 152/06, e devono essere rispettati accorgimenti tecnici e gestionali atti alimitare l’emissione di odori molesti.Il documento di trasporto deve accompagnare sempre il movimento dei materiali organici al di fuoridell’area di produzione.Dovrà essere compilato in ogni sua parte, in triplice copia, conservato per 5 anni ed esibito in caso di controllo. Delle tre copie: una copia sarà conservata a cura del titolare dell’impianto/allevamento (produttore); una copia sarà conservata dal trasportatore, tale copia dovrà accompagnare il trasporto deimateriali organici al sito di spandimento; una copia sarà conservata dal titolare del sito di spandimento.Il trasporto con mezzo proprio degli effluenti su un sito di spandimento di proprietà dell’azienda, può non essere accompagnato dal documento di trasporto è sufficiente una copia della Comunicazione.

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Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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