SOCIETA’ SEMPLICE

Applicabilità della valutazione “automatica” dell’articolo 34, comma 5, d.lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, al valore dichiarato, in sede di donazione o dichiarazione di successione di quota di società semplice che non abbia redatto né bilancio nè inventario, con riguardo agli immobili della società.L’agenzia delle Entrate afferma quindi che nella fattispecie è applicabile l’articolo 34, comma 5 del Testo unico sulle successioni il quale dispone che non sono sottoposti a rettifica il valore degli immobili iscritti in catasto con attribuzione di rendita dichiarato in misura non inferiore a quello risultante con l’applicazione dei coefficienti catastali ivi previsti; la valutazione “catastale” non si applica per i terreni edificabili.

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Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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SERVITU’ DI PASSAGGIO AGRICOLO CON REGISTRO : AL 9% E NON AL 15%.

All’atto costitutivo del diritto di servitù impresso su un terreno a destinazione agricola si applica l’aliquota dell’imposta di registro del 9 per cento e non l’aliquota del 15 per cento.Lo ammette l’agenzia delle Entrate nella risoluzione 4/E/2021, con la quale gli uffici periferici vengono invitati ad abbandonare il contenzioso derivante da avvisi di accertamento con i quali l’Agenzia ha preteso di applicare l’aliquota del 15 per cento.Per la servitù, secondo la Cassazione, non c’entra nulla la natura del fondo (agricolo o non agricolo) su cui la servitù è impressa: per essa si applica in ogni caso l’aliquota del 9 per cento e mai quella del 15 per cento perché la parola «trasferimento» deve essere intesa in senso stretto, non comprensiva del concetto di «costituzione di diritto reale».

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Imprese agricole: un credito di imposta per l’e-commerce

In particolare la Legge di bilancio 2021 ha previsto che il credito di imposta del 40% spetta per i periodi di imposta dal 2021 al 2023alle reti di imprese agricole e agroalimentari anche costituite in forma cooperativa o riunite in consorsio aderenti ai disciplinari delle strade del vinoper la realizzazione e l’ampliamento di infrastrutture finalizzate al potenziamento del commercio elettronicoGli interventi devono essere rivolti:al miglioramento delle potenzialità di vendita a distanza a clienti residenti fuori del territorio nazionale; alla creazione, ove occorra, di depositi fiscali virtuali nei Paesi esteria favorire la stipula di accordi con gli spedizionieri doganali, anche ai fini dell’assolvimento degli oneri fiscali e per le attività e i progetti legati all’incremento delle esportazioni.

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Credito d’imposta più ampio nel 2021

Tra le numerose misure scali della legge di bilancio recentemente approvata, di particolare importanza è quella che allarga la possibilità di usufruire del credito d’imposta per ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica anche alle aziende agricole con determinazione catastale del reddito, nora applicabile solo dalle aziende a reddito d’impresa. L’agevolazione viene poi prolungata no al 2022.Inoltre, anche le reti d’impresa agricole e agroalimentari potranno usufruire del credito d’imposta del 40% per la tutela del made in Italy, relativamente a spese eettuate per realizzare e ampliare reti informatiche per potenziare il commercio elettronico per le vendite a distanza. Il credito d’imposta è riconosciuto per gli anni 2021, 2022 e 2023, nel limite di 50.000 euro di spesa agevolabile.Confermata inne la proroga anche per quest’anno del credito d’imposta sugli investimenti (con applicazione per quelli eettuati a decorrere dal 16 novembre scorso), con innalzamento dell’aliquota al 10% del valore, ovvero al 50% nel caso in cui si tratti di beni con le caratteristiche «Industria 4.0» e usufruibile ora in tre rateannuali già dall’anno di entrata in funzione o interconnessione. Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi (esclusi immobili e autovetture), sarà poi applicabile anche nel 2022, ma con le percentuali che torneranno al 6 e 40%. La disposizione riguarda le imprese di tutti i settori e anche le aziende agricole che determinano catastalmente il reddito.

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LEGGE DI BILANCIO 2021 : MISURE SETTORE AGRICOLO

LEGGE DI BILANCIO 2021 : MISURE SETTORE AGRICOLOapprovata il 30/12/2020- agevolazione contribuzione INPS ai nuovi giovani agricoltori- detassazione reddito agrarioe altre misure qui di seguito indicate: MISURE PER LO SVILUPPO DELLA FILIERA AGRICOLAIstituzione del Fondo per la competitività delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura150 milioni di euro per un Fondo dedicato alla promozione e al sostegno delle filiere, per accrescere competitività, qualità della produzione, qualità e quantità dei livelli occupazionali, favorendo le migliori forme di organizzazione di filiera.Rifinanziamento ed estensione delle finalità del Fondo suinicolo.10 milioni di euro destinati anche al miglioramento delle condizioni di sostenibilità nelle aziende zootecniche, di produzione e trasformazione della carne.Istituzione del Fondo per la tutela e il rilancio della filiera apistica, brassicola, della canapa e della frutta a guscio.10 milioni di euro per il 2021Stoccaggio privato di vini DOC, DOCG e IGT.10 milioni di euro per la misura dello stoccaggio privato di vini DOC, DOCG e IGT certificati o atti a divenire tali e detenuti in impianti situati nel territorio nazionale.Iniziative finalizzate alla valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche, delle produzioni agroalimentari e industriali italiane e della dieta mediterranea e del contrasto al fenomeno dell’Italian sounding.3 milioni di euro nel triennio 2021-2023INFRASTRUTTURE E RETI IRRIGUEInvestimenti infrastrutturali per il rafforzamento del settore, la tutela del suolo, la mitigazione ambientale, il contrasto al dissesto idrogeologico.630 milioni nei prossimi 7 anni Si confermano e si rafforzano gli investimenti per le infrastrutture irrigue, l’agricoltura di qualità, il contrasto al dissesto idrogeologico e la tutela di beni non rinnovabili come aria, acqua, suolo.MISURE A FAVORE DELLE EMERGENZE ALIMENTARI E CONTRO LO SPRECOFondo emergenza alimentareIncremento di 40 milioni di euro per l’anno 2021 del Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone con fragilità sociali e alimentari, per garantire la tutela alimentare delle fasce di popolazione più fragili, limitando e riducendo e lo spreco alimentare.MISURE DI SOSTEGNO FISCALE E CONTRIBUTIVOEsenzione IRPEF nel 2021 per i redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali.82 milioni di euro per l’esenzione IRPEF dei redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali.Esonero contributivo per i giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli.55 milioni di euro per l’esonero contributivo totale per 24 mesi per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli under 40 che si iscrivono nella previdenza agricola nel 2021.Rifinanziamento della misura “Donne in campo”.15 milioni di euro per la concessione di mutui a tasso zero per iniziative volte allo sviluppo e al consolidamento di aziende agricole condotte da imprenditrici attraverso investimenti nel settore agricolo, nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Mutui concessi nel limite di 300 mila euro, della durata massima di 15 anni comprensiva del periodo di preammortamento.Proroga delle agevolazioni IVA per le cessioni di animali vivi, bovini e suini e riduzione IVA al 10% per piatti pronti e pasti cotti.20 milioni di euro per il 2021Credito di imposta per le reti di imprese agricole e agroalimentari aderenti alle “Strade del Vino”.15 milioni di euro nel triennio 2021-2023 per la realizzazione di infrastrutture informatiche per commercio elettronico.Esenzione dal pagamento dell’imposta di registro minima per i terreni agricoli.1,5 milioni di euro per il 2021 per l’esenzione dell’imposta di registro nella misura fissa di 200 euro agli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni agricoli di valore fino a 5 mila euro.”Bonus Verde”.Proroga del bonus che prevede l’agevolazione fiscale per la sistemazione a verde di abitazioni private. Detrazione d’imposta lorda del 36% per una spesa massima di 5 mila euro.CREAZIONE DI FORESTE URBANE E PERIURBANE NELLE CITTA’ METROPOLITANE3 milioni di euro per il 2021: integrazione del finanziamento del programma sperimentale di messa a dimora di alberi e per la creazione di foreste urbane e periurbane, nelle città metropolitane.TUTELA DELLE AZIENDE AGRICOLE DANNEGGIATE DA CALAMITA’ NATURALI E FITOSANITARIERifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale interventi assicurativi.60 milioni di euro nel triennio 2021-2023 per il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per interventi assicurativi, al fine di dare continuità agli interventi pubblici sulla spesa assicurativa agricola.Rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale interventi indennizzatori.70 milioni di euro nel 2021 per il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale interventi indennizzatori, per il ristoro delle aziende agricole danneggiate da avversità atmosferiche e fitosanitarie.MISURE A SOSTEGNO DELLE FILIERE DELLA PESCA E DELL’ACQUACOLTURAIstituzione del Fondo a sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura (vedi sopra)Programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura.7 milioni di euro per il 2021 per finanziare il Programma finalizzato all’adozione di azioni per lo sviluppo del settore della pesca e dell’acquacoltura, nel campo della formazione, informazione e qualificazione professionale.Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura.14 milioni di euro nel triennio 2021-2023 per il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura, per il supporto economico alle imprese e le famiglie degli operatori del settore ittico colpiti da disgrazie in mareProroga dei termini per il rilascio di concessioni di beni demaniali.Estensione della platea di beneficiari delle proroghe di termini per il rilascio di concessioni di beni demaniali marittimi lacuali e fluviali con finalità turistiche-ricreative, ad uso pesca e acquacoltura, ed attività produttive connesse.TUTELA REDDITUALE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORITrattamento di sostegno al reddito in favore dei lavoratori adibiti alla pesca.31 milioni di euro per il 2021 per il trattamento di sostegno al reddito, riconosciuto per una durata massima di 90 giorni nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 ed il 30 giugno 2021, per i lavoratori della pesca che hanno subito una sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, o una riduzione del reddito, a causa del Covid-19.Finanziamento indennità per fermo pesca obbligatorio e non obbligatorio.19 milioni di euro nel 2021 per l’indennità, pari a 30 euro giornaliere, per ciascun lavoratore dipendente da impresa adibita alla pesca marittima, compresi i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca, in caso di sospensione dal lavoro derivante da misure di arresto temporaneo obbligatorio e non obbligatorio.Proroga della concessione della Cassa integrazione salariale operai agricoli (CISOA).Proroga della possibilità di ricorso alla CISOA per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica, per n massimo di 90 giorni nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021.RAPPORTI CON LE REGIONIRientro debiti nei confronti delle Regioni.20 milioni di euro per l’anno 2021 per la restituzione delle risorse anticipate dalle Regioni per interventi di concorso pubblico nel pagamento degli interessi sul credito di soccorso alle imprese agricole danneggiate da calamità e da avversità atmosferiche eccezionali.RAFFORZAMENTO DELL’AMMINISTRAZIONERafforzamento attività MIPAAF.1milione di euro per il 2021 e 6,6 milioni annui dal 2022. Sono previste 86 nuove assunzioni nel 2021 e 54 nuove assunzioni nel 2022Integrazione dell’indennità agli ispettori dell’ICQRF.1,5 milioni di euro per il 2021: per lo svolgimento delle attività di controllo e tutela, anche durante la pandemia, della qualità dei prodotti del settore agroalimentare italiano.Completamento del processo di stabilizzazione dei lavoratori precari del CREA.5 milioni annui dal 2021.Rafforzamento del personale e del fabbisogno finanziario AGEA.2 milioni di euro per il 2021 e 4 milioni di euro annui dal 2022 per 61 assunzioni nel 202110 milioni per il 2021, per garantire la corretta erogazione dei servizi affidati all’Agenzia.

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bilancio

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AZIENDE AGRICOLE: NIENTE CUMULO TRA CREDITO D’IMPOSTA DEL 40% E CONTRIBUTI DA PROGRAMMI PSR.

AZIENDE AGRICOLE: NIENTE CUMULO TRA CREDITO D’IMPOSTA DEL 40% E CONTRIBUTI DA PROGRAMMI PSR.Articolo de Il Sole 24 Ore.La Commissione Ue conferma che il credito di imposta previsto dalla legge 160/2019 non si configura come aiuto di Stato, mentre il programma di sviluppo rurale introduce aliquote di sostegno massime vincolanti che non possono essere superate in alcun caso. La percentuale massima stabilita dal regolamento UE considera qualsiasi contributo pubblico quale è anche una esenzione dall’onere fiscale che rappresenta comunque un sostegno pubblico. Conclude la Commissione che il sostegno Psr per le spese ammissibili può essere concesso in combinazione con il credito di imposta, ma la somma degli aiuti deve rimanere entro i limiti dell’allegato II al regolamento Ue. Le Regioni hanno subito preso atto e divulgato il blocco posto dalla Comunità.

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“COMPENDIO UNICO”: Risposta n. 396 Agenzia delle Entrate . Applicazione agevolazione ‘compendio unico’ generale in caso ditrasferimento di fondo agricolo per successione.

ll compendio unico consente all’Imprenditore agricolo, iscritto nella posizione INPS come coltivatore diretto o Iap, di :• esenzione dall’imposta di bollo, ipotecaria, catastale e di registro e di ogni altro genere. Nessuna esenzione è prevista con riguardo a tributi diversi dalle imposte. Restano pertanto dovuti la tassa ipotecaria e i tributi speciali catastali;• riduzione ad 1/6 dei compensi notarili;• concessione di mutui decennali a tasso agevolato con copertura degli interessi pari al 50 per cento a carico del bilancio dello Stato. Questa agevolazione è prevista solo per il compendio montano al comma 3 dell’articolo 5-bis, decreto legislativo 97/1994.VINCOLI: – vietato il frazionamento dei terreni, fabbricati e pertinenze destinati in compendio per almeno 10 anni.-Per effetto di tale vincolo di indivisibilità tutti gli atti tra vivi, mortis causa o le disposizioni testamentarie che frazionano il compendio unico sono nulli. Afferma infatti il quarto comma dell’articolo 5-bis del decreto legislativo 228/2001 come modificato dalla riforma del 2004 che “Sono nulli gli atti tra vivi e le disposizioni testamentarie che hanno per effetto il frazionamento del compendio unico“.L’Agenzia delle Entrate chiarisce cosa fare nel caso di successione ereditaria.

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AGEVOLAZIONI FISCALI PER IL SETTORE AGRITURISTICO, ALBERGHI, STRUTTURE RICETTIVE, STRUTTURE TERMALI DECRETO-LEGGE 14 agosto 2020, n. 104

Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia. (20G00122) (GU Serie Generale n.203 del 14-08-2020 – Suppl. Ordinario n. 30)
note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/08/2020
Per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive è riconosciuto, nella misura del 65%, per i due periodi di imposta successivi a quello in corso alla data del 31 dicembre 2019. Il credito di imposta di cui al primo periodo e’ utilizzabile esclusivamente in compensazione.

CLICCA QUI PER LEGGERE L’ART. N 79

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EVENTI CALAMITOSI: Perdite per mancata coltivazione e per eventi naturali

Nel caso di aziende agricole che hanno subito danni a causa di eventi calamitosi (grandine, ventio, ecc) sulle colture agricole e con una perdita di almeno il 30 per cento del prodotto ordinario del fondo rustico preso a base per la formazione delle tariffe d’estimo, il reddito dominicale, per l’anno in cui si e’ verificata la perdita, si considera inesistente.
Questa agevolazione della non dichiarazione del Reddito Dominicale si applica nel momento in cui si compila la denuncia dei redditi (Unico o 730).
‘evento dannoso deve essere denunciato dal possessore danneggiato entro tre mesi dalla data in cui si e’ verificato ovvero, se la data non sia esattamente determinabile, almeno quindici giorni prima dell’inizio del raccolto. La denuncia deve essere presentata all’ufficio tecnico erariale, che provvede all’accertamento della diminuzione del prodotto, sentito l’ispettorato provinciale dell’agricoltura, e la trasmette all’ufficio delle imposte.
Se l’evento dannoso interessa una pluralita’ di fondi rustici gli uffici tecnici erariali, su richiesta dei sindaci dei comuni interessati o di altri soggetti nell’interesse dei possessori danneggiati, sentiti gli ispettorati provinciali dell’agricoltura, provvedono alla delimitazione delle zone danneggiate e all’accertamento della diminuzione dei prodotti e trasmettono agli uffici delle imposte nel cui distretto sono situati i fondi e le corografie relative alle zone delimitate, indicando le ditte catastali comprese in detta zona e il reddito dominicale relativo a ciascuna di esse.
Ai fini del presente articolo il fondo rustico deve essere costituito da particelle catastali riportate in una stessa partita e contigue luna all’altra in modo da formare un unico appezzamento. La contiguita’ non si considera interrotta da strade, ferrovie e corsi di acqua naturali o artificiali eventualmente interposti.

CLICCA QUI PER LEGGERE GLI ARTICOLI 31 e 35 del Tuirhttps://www.altalex.com/documents/leggi/2014/09/03/tuir-titolo-i-capo-ii-redditi-fondiari?fbclid=IwAR1h4fEUlEOm_OSnmNk88QCvrtT9khUAz7oz-fPCiwoLFkPHZWYO5nJqCVE

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Legge di bilancio per il 2020 – 7: nuovo bonus per i beni strumentali

Il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo; fruizione accelerata, in tre anni, per chi punta sugli “immateriali”

Cambiano gli incentivi per chi investe in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato: escono di scena le discipline del super e dell’iper ammortamento, che premiavano con una maggiorazione del costo di acquisizione e, di conseguenza, con la deduzione di quote di ammortamento e di canoni di leasing più consistenti, e scende in campo un nuovo credito d’imposta, la cui entità è diversificata in funzione della tipologia dei beni agevolabili.
La riforma, contenuta nell’articolo 1, commi da 185 a 197, della legge di bilancio per il 2020 (legge 160/2019), riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020 ovvero fino al 30 giugno 2021 a condizione che, entro il 31 dicembre 2020, l’ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione.

Chi può beneficiarne e chi no
Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito. La fruizione del beneficio è subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.
Sono escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive (articolo 9, comma 2, Dlgs 231/2001) e quelle in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, dal Dlgs 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) o da altre leggi speciali oppure che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.
Il credito d’imposta spetta anche per gli investimenti effettuati dagli esercenti arti e professioni, purché riguardi beni diversi da quelli ad alto valore tecnologico, individuati nell’ottica di “Industria 4.0” ed elencati negli allegati A e B della legge 232/2016.

I beni che danno diritto al credito
Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, esclusi:

  • i veicoli e gli altri mezzi di trasporto a motore indicati all’articolo 164, comma 1, Tuir
  • i beni per i quali il decreto Mef 31 dicembre 1988 stabilisce coefficienti di ammortamento ai fini fiscali inferiori al 6,5%, quindi con un ammortamento superiore a 15 esercizi
  • i fabbricati e le costruzioni
  • i beni elencati nell’allegato 3 della legge 208/2015, come le condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali naturali o dagli stabilimenti balneari e termali, le condotte utilizzate dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale, gli aerei completi di equipaggiamento, il materiale rotabile, ferroviario e tramviario
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti. 

Danno accesso al credito d’imposta anche gli investimenti in beni immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa di cui all’allegato B della legge 232/2016.

La misura del bonus
Come accennato, la misura del beneficio fiscale cambia in funzione della tipologia dei beni oggetto dell’investimento:

  • per i beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” (allegato A alla legge 232/2016), il credito d’imposta è pari al 40% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, e al 20% del costo, per la quota eccedente i 2,5 milioni e fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 10 milioni di euro. Per gli investimenti effettuati mediante contratti di leasing, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni
  • per i beni immateriali (software, sistemi, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali “Industria 4.0” (allegato B alla legge 232/2016), il credito d’imposta è pari al 15% del costo, entro il limite massimo di costi ammissibili pari a 700mila euro. Sono agevolabili anche le spese per servizi relativi all’utilizzo di tali beni mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza
  • per i beni diversi da quelli di cui ai due punti precedenti, il credito d’imposta è pari al 6% del costo, determinato ai sensi dell’articolo 110, comma 1, lettera b), Tuir, entro il limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro. Anche in questo caso, per gli investimenti in leasing, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

Caratteristiche del credito e suo utilizzo
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali. La fruizione può avvenire a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni, per gli investimenti in beni non ad alto valore tecnologico, ovvero, per gli investimenti nell’ottica di “Industria 4.0”, dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
Al bonus in questione non si applicano i limiti generale di 700mila euro, relativo all’utilizzo annuale di crediti, e particolare di 250mila euro, riguardante i crediti che vanno riportati nel quadro RU della dichiarazione dei redditi; lo stesso, inoltre, non concorre alla formazione né del reddito né della base imponibile Irap e non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi (articoli 61 e 109, comma 5, Tuir).
Il credito d’imposta, che non può essere ceduto o trasferito neanche all’interno del consolidato fiscale, è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano a oggetto i medesimi costi, a condizione il cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile Irap, non comporti il superamento del costo sostenuto.
Per consentire al Ministero dello sviluppo economico di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative, le imprese che se ne avvalgono dovranno effettuare una comunicazione allo stesso Mise, utilizzando il modello e seguendo le modalità che saranno stabiliti da un successivo decreto direttoriale.
 
Cessione dei beni agevolati
Se entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento i beni agevolati sono ceduti a titolo oneroso o sono destinati a strutture produttive ubicate all’estero, anche se appartenenti allo stesso soggetto, il credito d’imposta è corrispondentemente ridotto, escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo. La maggiore quota di bonus eventualmente già sfruttata in compensazione dovrà essere riversata, senza sanzioni e interessi, entro il termine per il saldo dell’imposta sui redditi dovuta per l’anno in cui si verifica l’evento che genera la riduzione del credito.
Per gli investimenti sostitutivi, si applicano le disposizioni dettate per la disciplina dell’iper ammortamento dall’articolo 1, commi 35 e 36, legge 205/2017.
 
Documentazione da conservare
Per non perdere il beneficio, i contribuenti che fruiscono del credito d’imposta, ai fini dei successivi controlli, sono tenuti a conservare la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili:

  • le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni devono contenere l’espresso riferimento alla norma agevolativa
  • per i beni in ottica “Industria 4.0”, va prodotta la perizia tecnica di un ingegnere o di un perito industriale iscritto al rispettivo albo professionale ovvero l’attestato di conformità di un ente di certificazione accreditato da cui risulti che i beni hanno caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui agli allegati A e B della legge 232/2016 e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per i beni di costo unitario non superiore a 300mila euro, è sufficiente una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

Disciplina transitoria
Per evitare la sovrapposizione della nuova misura agevolativa con le discipline del super e dell’iper ammortamento, è previsto che il credito d’imposta non si applica:

  • agli investimenti riguardanti i beni diversi da quelli “Industria 4.0” effettuati tra il 1 º gennaio e il 30 giugno 2020 e per i quali, entro il 31 dicembre 2019, è stato accettato il relativo ordine e sono stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione. A essi continua ad applicarsi il super ammortamento (articolo 1, Dl 34/2019)
  • agli investimenti riguardanti i beni “Industria 4.0” effettuati tra il 1º gennaio e il 31 dicembre 2020 e per i quali, entro il 31 dicembre 2019, è stato accettato il relativo ordine e sono stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione. Per essi, continuano a trovare applicazione l’iper ammortamento e la maggiorazione del 40% (articolo 1, commi 60 e 62, legge 145/2018).

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Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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