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Cooperativa agricola mista, a ogni attività la propria tassazione

TASSAZIONE COOPERATIVA AGRICOLA CON PIU’ ATTIVITA’
Cooperativa agricola mista,
a ogni attività la propria tassazione
Una cooperativa che svolge due attività diverse, una esclusa dall’imposta (cooperativa agricola) e l’altra soggetta a tassazione (cooperativa di consumo), dovrà tassare gli utili netti relativi alle due attività, riportando nel quadro RF il valore aggregato risultante dalle variazioni in aumento e in diminuzione, calcolati in base alle disposizioni che disciplinano le due attività. È la sintesi della risposta n. 245 del 5 agosto 2020.
l’Agenzia ritiene, quindi, che nel caso in esame, la società cooperativa istante debba pervenire alla tassazione degli utili netti relativi alle due attività sulla base dei dati relativi a ciascuna di esse riportando nel quadro RF il valore aggregato risultante dalla sommatoria delle variazioni in aumento e in diminuzione calcolati in base le misure fiscali che regolano le due attività.
Riguardo, poi, ai costi promiscui, il documento di prassi precisa che le variazioni da apportare in dichiarazione sono determinate ai sensi dell’articolo 109, comma 5 del Tuir.
Analogamente ai fini Irap, poiché la cooperativa svolge due attività diverse, una esclusa dall’imposta (cooperativa agricola) e l’altra no (cooperativa di consumo), l’Agenzia ritiene che la base imponibile sia determinata con riferimento alla cooperativa di consumo.

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FATTORIA DIDATTICA: ATTIVITA’ ESERCITATA DA AZIENDE AGRICOLE – COME FUNZIONA LA TASSAZIONE

La determinazione della tassazione va calcolata sul 25% del fatturato dell’attività di fattoria didattica: lo stesso meccanismo dell’attività agrituristica.
L’Agenzia delle Entrate in una risposta di interpello definisce quanto segue per quanto riguarda la tassazione:
Sulla base del delineato quadro normativo, si ritiene che per l’attività di cui al punto 5), nonché per l’attività consistente nel servizio di fattoria didattica, poste in essere dall’impresa agricola dell’Istante, il reddito d’impresa individuale debba essere determinato ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge n. 413 del 1991, che disciplina il trattamento fiscale applicabile al reddito derivante dall’esercizio dell’attività agrituristica, prevedendo che il reddito imponibile sia determinato applicando all’ammontare dei ricavi conseguiti con l’esercizio di tale attività, al netto della imposta sul valore aggiunto, il coefficiente di redditività del 25 per cento.

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PREMIO SUPPLEMENTARE GRANO DURO , CONTRATTI DI FILIERA

PREMIO SUPPLEMENTARE GRANO DURO , CONTRATTI DI FILIERA
USCITO IL DECRETO CON LE NOTE OPERATIVE
10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021, e 2022, oltre ai residui di stanziamento relativi all’esercizio finanziario 2019 pari a ulteriori 10 milioni di euro.
– Le imprese agricole devono sottoscrivere entro il 31
dicembre dell’anno precedente alla scadenza della domanda di contributo il contratto di filiera.
– Limite annuo di limite di 50 ettari.
– L’aiuto e’ concesso al soggetto beneficiario nel limite dell’importo massimo di 20.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari
– il limite massimo di 100 euro ad ettaro,
l’importo unitario dell’aiuto e’ determinato in base al rapporto tral’ammontare dei fondi stanziati e la superficie totale coltivata a grano duro per la quale e’ stata presentata domanda di aiuto.
Procedura di richiesta dell’aiuto

1. Il soggetto beneficiario presenta al soggetto gestore apposita domanda per il riconoscimento dell’aiuto di cui all’art. 2, secondo modalita’ definite con atto del soggetto gestore da emanarsi entro il termine di trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.
2. Alla domanda sono accluse:
a) la dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’, redatta ai sensi degli articoli 47 e 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sugli aiuti «de minimis» percepiti negli ultimi tre anni;
b) copia del contratto/contratti di filiera sottoscritti da tutti i soggetti interessati; nel caso in cui il contratto di filiera sia sottoscritto da cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori riconosciute, il contratto di filiera stesso deve essere integrato da copia dell’impegno/contratto di coltivazione tra la cooperativa, il
consorzio e l’organizzazione di produttori e l’impresa agricola socia;
c) dichiarazione sostitutiva di atto di notorio, redatta ai sensi degli articoli 47 e 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 riportante gli identificativi catastali delle particelle coltivate a grano duro e la relativa superficie, espressa in ettari.

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I VALORI OMI NON DEFINISCONO IL VALORE DI UN BENE

VALORI OMI NON DEFINISCONO IL VALORE DI UN BENECorte di cassazione – sezione V civile – sentenza n. 13369Imposta di registro: non si determina affidandosi solamente ai valori OmiLa Cassazione ricorda come le quotazioni Omi risultanti dal sito web delle Entrate non costituiscono una fonte tipica di prova del valore venale in comune commercio del bene oggetto di accertamento, ai fini dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale, ma strumento di ausilio e indirizzo per la potestà estimativa, idonee solamente a “condurre a Ai fini della determinazione dell’imposta di registro non basta fare riferimento ai valori Omi disponibili on line. Lo chiarisce la Cassazione con la sentenza n. 13369/20 .I fatti. Alla base della decisione due sentenze di merito (Ctp e Ctr) che avevano rettificato parzialmente a favore del contribuente l’imposta di registro senza però prendere in considerazione gli strumenti corretti per effettuare una giusta valutazione. Rimanendo in tema la Ctr erroneamente aveva determinato il valore, mettendo a confronto la stima dell’Ufficio, derivante dall’applicazione della valutazione Omi con quella della parte, espressa in una minuziosa relativa tecnica tenuto conto dell’ubicazione dell’immobile, della categoria catastale D/8 e della rendita di 18mila euro già accertata dall’Agenzia del territorio. La Cassazione ricorda come le quotazioni Omi risultanti dal sito web delle Entrate non costituiscono una fonte tipica di prova del valore venale in comune commercio del bene oggetto di accertamento, ai fini dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale, ma strumento di ausilio e indirizzo per la potestà estimativa, idonee solamente a “condurre a indicazioni di valori di massima” e quindi in riferimento alla stima effettuata sulla basa dei valori Omi, per aree edificabili del medesimo comune.Conclusioni. Quindi non sono strumento idoneo e sufficiente a rettificare il valore dell’immobile, tenuto conto che quest’ultimo può variare in base a una serie di diversi parametri.

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ACQUISTO TERRENI AGRICOLI DA PARTE DI COLTIVATORE DIRETTO O IAP

ACQUISTO TERRENI AGRICOLI DA PARTE DI COLTIVATORE DIRETTO O IAP
Se l’acquirente è un coltivatore diretto o uno IAP iscritti all’INPS, nel momento in cui acquista un terreno agricolo, se non è in grado di rispettare i 5 anni di possesso e di coltivazione, invece di ottenere l’agevolazione dell’1% di tassazione ,evitando di pagare il 15% di tassazione ordianria, può pagare il 9%.
Questa situazione si verifica nel momento in cui l’acquirente presume di non rispettare il possesso per 5 anni.

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AREE MONTANE E AREE INTERNE DEL PAESE – BANDO DI SELEZIONE DELLE PROPOSTE PROGETTUALI PER LA COSTITUZIONE DI FORME ASSOCIATIVE O CONSORTILI DI GESTIONE DELLE AREE SILVO-PASTORALI

AREE MONTANE E AREE INTERNE DEL PAESE – BANDO DI SELEZIONE DELLE PROPOSTE PROGETTUALI PER LA COSTITUZIONE DI FORME ASSOCIATIVE O CONSORTILI DI GESTIONE DELLE AREE SILVO-PASTORALI – Ministero Politiche Agricole
«Multifunzionalita’ della foresta e uso sostenibile delle risorse rinnovabili nelle aree rurali» -SCADENZA 10 DICEMBRE 2020
CONTRIBUTO DEL 100% dei costi ammissibili e fino ad un massimo di euro 200.000,00 (duecentomila).
finalità:
• contrastare il frazionamento delle proprietà silvo-pastorali nelle aree montane e nelle aree interne del paese;
• incrementare la pianificazione e la gestione attiva del territorio avviando progettualità pluriennali di gestione;
• valorizzare le vocazioni produttive, ambientali e sociali locali;
• promuovere la creazione di nuove strutture associate o consortili per la gestione delle proprietà silvo-pastorali (pubbliche, private e collettive).
Il contributo è in conto capitale diretto alla realizzazione dei seguenti interventi:
1. animazione territoriale per la promozione della gestione sostenibile e la valorizzazione delle risorse silvo-pastorali di proprietà privata, pubblica e collettiva, conformemente alla sezione 2.6 degli Orientamenti dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale nelle zone rurali 2014-2020;
2. costituzione e prima gestione di forme associative o consortili a cui possono aderire i proprietari o gestori delle proprietà silvo-pastorali, pubbliche, private e collettive, singoli o associati, per la redazione di un piano pluriennale che favorisca una gestione attiva e sostenibile del patrimonio fondiario e lo sviluppo di filiere produttive ad essa legate, conformemente alla sezione 2.6 degli Orientamenti dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale nelle zone rurali 2014-2020.

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QUALIFICA “IAP” (IMPRENDITORE AGRICOLO PROFESSIONALE) : una stessa persona fisica può essere IAP in diverse società di persone.

La sezione Tributaria della Corte di Cassazione, nell’ordinanza 30 aprile 2020 n. 8430 (Pres. Stalla, Rel. Pepe) ha riiconosciuto la possibilità per una persona fisica di risultare IAP in più società semplici agricole. Mentre nelle società di capitali la persona IAP può essere riconosciuto solamente in una società.
REQUISITI FONDAMENTALI PER LE QUALIFICHE IAP NELLE SOCIETA’:
– Il primo requisito è che la sócietà deve avere come oggetto esclusivo l’esercizio dell’agricoltura e delle attività connesse ex art 2135 cc (art 2);
– il secondo è che esse devono qualificarsi come società agricola (art 2);
– il terzo si differenzia in base al modello societario prescelto, laddove nel caso di società di persone almeno uno dei soci deve essere in possesso della qualifica di IAP, diversamente, nel caso di società in accomandita semplice (s.a.s.) almeno un socio accomandatario deve essere qualificabile come IAP, mentre per nelle società di capitali deve possedere il requisito di IAP almeno un amministratore.

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DECRETO “Rilancio” LEGGE 19 maggio 2020 n 34

TUTTE LE MISURE SARANNO DETTAGLIATE CON CIRCOLARI APPLICATIVE PER OGNI SETTORE
ALCUNE MISURE PER IL SETTORE AGRICOLO
1 – Contributo a fondo perduto
Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che
l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.
Il contributo spetta esclusivamente ai titolari di reddito
agrario di cui all’articolo 32 del citato testo unico delle imposte sui redditi, nonche’ ai soggetti con ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, lettere a) e b), del medesimo testo unico delle imposte sui redditi, o compensi di cui all’articolo 54, comma 1, del medesimo testo unico delle imposte sui redditi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto.
L’ammontare del contributo a fondo perduto e’ determinato
applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 come segue:
20% di contributo con fatturato non superiori a quattrocentomila euro
15% di contributo con fatturato superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro
10% di contributo con fatturato superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di euro

2 – Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi
istituito un fondo, denominato “Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi”, con una dotazione di 500 milioni di euro per l’anno 2020, finalizzato all’attuazione di interventi di ristoro per i danni subiti dal settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura.

3 – Settore vitivinicolo
stanziato l’importo di 100 milioni di euro
per l’anno 2020, da destinare alle imprese viticole che si impegnano alla riduzione volontaria della produzione di uve destinate a vini a denominazione di origine ed a indicazione geografica attraverso la pratica della vendemmia verde parziale da realizzare nella corrente campagna.

4 – Promozione del lavoro agricolo
i percettori di ammortizzatori sociali, limitatamente al periodo di sospensione a zero ore della prestazione lavorativa, di NASPI e DIS-COLL nonche’ di reddito di cittadinanza possono stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2000 euro per l’anno 2020.

5 – Aiuti sotto forma di garanzie sui prestiti alle imprese
Le garanzie riguardano sia prestiti per gli investimenti sia
prestiti per il capitale di esercizio e sono concesse a favore delle imprese in modo diretto o attraverso banche o altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, nel rispetto delle condizioni di cui alle sezioni 3.2 e 3.4 della Comunicazione di cui al comma 1.

6 – Aiuti sotto forma di tassi d’interesse agevolati per i prestiti alle imprese
Gli aiuti riguardano sia i prestiti per il fabbisogno per gli
investimenti sia per il capitale di esercizio e sono concessi a favore delle imprese in modo diretto o attraverso banche o altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, nel rispetto delle condizioni di cui alle sezioni 3.3 e 3.4 della Comunicazione di cui al comma 1.

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PAGAMENTI SALDO DOMANDA PAC (DOMANDA UNICA) 2019 – PREMI ACCOPPIATI

Agea sta per effettuare il saldo della domanda Pac 2019, qui di seguito i premi accoppiati ad ettaro:
Premio alla coltivazione di soia nelle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna: € 74,18

Premio alla coltivazione delle colture proteaginose, delle leguminose da granella e di erbai annuali di sole leguminose nelle Regioni Toscana, Umbria, Marche e Lazio : € 47,72

Premio alla coltivazione di frumento duro nelle Regioni Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna: € 101,93

Premio alla coltivazione di leguminose da granella e erbai annuali di sole leguminose nelle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna: € 24,37

Premio per il settore riso: € 153,22

Premio per il settore pomodoro da destinare alla trasformazione: € 174,34

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