NORMATIVA PER AGRITUSIMI – REGIONE MARCHE “DISPOSIZIONI REGIONALI IN MATERIA DI MULTIFUNZIONALITÀ DELL’AZIENDA AGRICOLA E DIVERSIFICAZIONE IN AGRICOLTURA”). Regolamento regionale n. 2 del 19 marzo 2020

Nuovo regolamento per il settore agriturismo

Il nuovo simbolo per identificare l’agriturismo sarà il girasole

http://www.agriturismoitalia.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17

Variazioni al vecchio regolamento sul settore agriturismo della REGIONE MARCHE

Qui di seguito il file pdf sulle nuove disposizioni

Se volete una consulenza precisa e puntuale, chiamate oppure inviate una email per fissare un appuntamento.

N27_26-marzo-2020-4-39

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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LAVORO PRESTATO DA FAMILIARI SINO AL SESTO GRADO – DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18

CORONAVIRUS: LAVORO PRESTATO DA FAMILIARI SINO AL SESTO GRADO.
E’ possibile l’utilizzo di familiari sino al sesto grado per le attività nelle aziende agricole in modo meramente occasionale o ricorrente di breve periodo, a titolo di aiuto, mutuo aiuto, obbligazione morale senza corresponsione di compensi, salvo le spese di mantenimento e di esecuzione dei lavori, senza nessuna regolarizzazione ai fini INPS e INAIL
Riporto qui di seguito l’articolo 105
” All’articolo 74 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.
276, le parole «quarto grado» sono sostituite dalle seguenti: «sesto grado». Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 126. ”

CLICCA QUI PER LEGGERE IL DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18 

Dott. Alessio Santoni

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VITIVINICOLO: applicazione della misura della riconversione e ristrutturazione dei vigneti

VITIVINICOLO: applicazione della misura della riconversione e ristrutturazione dei vigneti
La domanda di aiuto è presentata entro il 31 maggio di ogni anno all’OP competente
Attività ammesse:
a) la riconversione varietale che consiste: 1) nel reimpianto sullo stesso appezzamento o su un altro appezzamento, con o senza la modifica del sistema di allevamento, di una diversa varietà di vite, ritenuta di maggior pregio enologico o commerciale; 2) nel sovrainnesto su impianti ritenuti già razionali per forma di allevamento e per sesto di impianto e in buono stato vegetativo.
b) la ristrutturazione, che consiste: 1) nella diversa collocazione del vigneto attraverso il reimpianto del vigneto stesso in una posizione più favorevole dal punto di vista agronomico, sia per l’esposizione che per ragioni climatiche ed economiche; 2) nel reimpianto del vigneto attraverso l’impianto nella stessa particella ma con modifiche alla forma di allevamento o al sesto di impianto;
c) il miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti anche attraverso azioni di razionalizzazione degli interventi sul terreno e delle forme di allevamento. È esclusa l’ordinaria manutenzione.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA CIRCOLARE AGEA

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NUOVA IMU ANNO 2020

Chiarimenti in caso di comproprietà di un’area fabbricabile sulla quale persiste l’utilizzazione agro-silvo-pastorale.
RISOLUZIONE N. 2/DF DIPARTIMENTO DELLE FINANZE
UN TERRENO EDIFICABILE E’ EQUIPARABILE AD UN TERRENO AGRICOLO ANCHE PER IL COMPROPRIETARIO NON COLTIVATORE DIRETTO, L’IMPORTANTE CHE UN COMPROPRIETARIO SIA COLTIVATORE DIRETTO (O IAP) E CHE CONDUCA IL TERRENO COME DITTA INDIVIDUALE O SOTTO FORMA DI SOCIETA’ AGRICOLA.
L’area edificabile come terreno agricolo ha quindi carattere oggettivo e, come tale, si estende a ciascuno dei contitolari dei diritti dominicali. Ciò in quanto la persistenza della destinazione del fondo a scopo agricolo integra una situazione incompatibile con la possibilità del suo sfruttamento edilizio e tale incompatibilità, avendo carattere oggettivo, vale sia per il
comproprietario coltivatore diretto che per gli altri comproprietari non coltivatori diretti.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA RISOLUZIONE N. 2/DF DIPARTIMENTO DELLE FINANZE

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DISCIPLINARE DI TECNICHE AGRONOMICHE DI PRODUZIONE INTEGRATA REGIONE MARCHE

la nuova versione del disciplinare di tecniche agronomiche della produ­zione integrata, allegato A alla presente deliberazione della quale costituisce parte in­tegrante e sostanziale, che sostituisce l’allegato A della DGR 963 del 16.07.2018 che, pertanto, viene revocata

CLICCA QUI PER LEGGERE IL NUOVO DISCIPLINARE

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I rifiuti da potatura non rappresentano un reato se riutilizzati in agricoltura

I rifiuti da potatura non rappresentano un reato se riutilizzati in agricoltura
I residui di verde, in particolare dalle potature di alberi, non costituiscono rifiuto solo se derivano da buone pratiche colturali o dalla manutenzione del verde pubblico. Lo stabilisce la sentenza n. 9348/20 della Corte di Cassazione

CLICCA QUI PER LEGGERE LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

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DOMANDA UNICA 2020 (PAC 2020): domanda pac su terreni abbandonato ai fini della richiesta del contributo.

Sugli appezzamenti oggetto di domanda, l’agricoltore deve esercitare le attività di mantenimento di una superficie agricola e un’attività agricola.
Svolgere attività con cadenza annuale consistente in almeno una pratica colturale ordinaria che, fermo restando il rispetto dei criteri di condizionalità consenta il mantenimento delle superfici in uno stato idoneo al pascolo o alla coltivazione, assicurando la loro accessibilità, rispettivamente, per 7 il pascolamento o per lo svolgimento delle operazioni colturali ordinarie, senza interventi preparatori che vadano oltre il ricorso ai metodi e ai macchinari agricoli ordinari, e che risponda ai criteri di cui all’art. 4, comma 9, del decreto D.M. 7 giugno 2018
Tali attività servono a:
a) previene la formazione di potenziali inneschi di incendi;
b) limita la diffusione delle piante infestanti;
c) nel caso di colture permanenti, mantiene in buone condizioni le piante con un equilibrato sviluppo vegetativo, secondo le forme di allevamento, gli usi e le consuetudini locali;
d) non danneggia il cotico erboso dei prati permanenti;
la dichiarazione di mancato mantenimento corrisponde ad una variazione di destinazione della superficie, che da “uso agricolo” diviene “uso non agricolo” e quindi non utile per il contributo della domanda pac, Le superfici non mantenute da tre anni sono ritenute abbandonate.
QUINDI I TERRENI ABBANDONATI O INCOLTI DEVONO ESSERE IN MANUTENZIONE ALTRIMENTI AGEA LI CONSIDERERA’ COME “TERRENI NON COLTIVATI” E QUINDI NON UTILI PER PRENDERE IL CONTRIBUTO PAC.

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