AGGIORNAMENTO DATI CATASTALI:

AGGIORNAMENTO DATI CATASTALI: aggiornamento della banca dati catastale eseguita sulla base del contenuto delle dichiarazioni presentate nell’anno 2019 agli organismi pagatori, riconosciuti ai fini dell’erogazione dei contributi agricoli, dai dati indicati nel fascicolo aziendale.
In base a ciò che avete inserito nel fascicolo aziendale, i vari organismi pagati , Agea e tutti gli altri regionali, hanno inviato i dati all’agenzia delle entrate (catasto), variando, in alcuni casi, la “qualità ” della particella, cioè se è seminativo, vigneto, oliveto frutteto , ecc. Ciò determina una variazione in aumento o in diminuzione della particella e quindi tale variazione determina:
1) aumento i diminuzione del pagamento dell’IMU
2) aumento o diminuzione del pagamento dei contributi agricoli all’INPS
3) aumento o diminuzione della tassazione ai fini irpef.
Quindi gli elenchi delle particelle interessate dall’aggiornamento, ovvero di ogni porzione di particella a diversa coltura, indicanti la qualita’ catastale, la classe, la superficie ed i redditi dominicale ed agrario, nonche’ il simbolo di deduzione ove presente, sono consultabili, per i sessanta giorni successivi alla pubblicazione del presente comunicato, presso ciascun comune interessato, presso le
sedi delle competenti direzioni provinciali e uffici provinciali –
territorio dell’Agenzia delle entrate e sul sito internet della
stessa Agenzia, alla pagina http://www.agenziaentrate.gov.it/
I ricorsi di cui all’art. 2, comma 2, del decreto legislativo 31
dicembre 1992, n. 546 e successive modificazioni, avverso la variazione dei redditi, possono essere proposti entro il termine di centoventi giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del presente comunicato nella Gazzetta Ufficiale, innanzi alla Commissione tributaria provinciale competente per territorio.
Quindi consigliabile fare una visura catastale

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Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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VOLATILI DA CORTILE

VOLATILI DA CORTILE: Misure di polizia veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive dei volatili da cortile.
Proroga e modifica dell’ordinanza 26 agosto 2005 e successive modificazioni, concernente: «Misure di polizia veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive dei volatili da cortile». (19A08141) (GU Serie Generale n.305 del 31-12-2019)
Requisiti strutturali degli allevamenti
1. I locali di allevamento devono essere dotati di:
a. Pavimento, in buono stato di manutenzione, in cemento o in
materiale lavabile per facilitare le operazioni di pulizia e
disinfezione, fatta eccezione dei parchetti esterni;
b. Pareti e soffitti lavabili in buono stato di manutenzione;
c. Attrezzature lavabili e disinfettabili;
d. Efficaci reti antipassero su tutte le aperture ad esclusione
dei capannoni dotati di parchetti esterni.
e. Le strutture dei locali di allevamento devono essere in
buono stato di manutenzione.
f. I capannoni devono altresi’ essere dotati di chiusure
adeguate.
g. Ciascun capannone deve essere dotato della cosiddetta
«dogana danese», rappresentata da una struttura che non consenta
l’accesso diretto del personale all’area dove si trovano gli animali,
senza aver prima indossato calzature dedicate al singolo capannone.
2. Tutti gli allevamenti devono possedere:
a. Barriere (cancelli o sbarre mobili) idonee a evitare
l’accesso incontrollato di persone e automezzi, inoltre all’ingresso
devono essere apposti cartelli di divieto di accesso agli estranei;
deve essere presente un’area di parcheggio, situata preferibilmente
all’esterno dell’allevamento, chiaramente identificata, per la sosta
dei veicoli sia del personale dell’azienda sia dei visitatori. Tale
zona deve essere nettamente separata dall’area di allevamento, alla
quale deve essere possibile accedere solo attraverso la zona filtro.
Presenza di un contenitore per i rifiuti nelle vicinanze della
barriera.
b. Area di disinfezione per gli automezzi antistante l’area di
allevamento, con fondo impermeabile e per quanto possibile, in
considerazione della situazione ambientale, attrezzata con
apparecchiature fisse; in caso di ampliamenti/ristrutturazioni/nuovi
insediamenti, le apparecchiature devono essere obbligatoriamente
fisse. Tutti gli allevamenti avicoli devono essere dotati di un
impianto fisso preferibilmente automatizzato per la disinfezione
degli automezzi. Laddove non fosse possibile l’automatizzazione
dell’impianto di disinfezione dovra’ essere disponibile una procedura
di disinfezione validata dal Servizio veterinario competente. Tutti
gli automezzi che entrano in allevamento devono passare per tale area
ed essere disinfettati.
c. Piazzole di carico e scarico dei materiali d’uso e degli
animali, posizionate agli ingressi dei capannoni, lavabili,
disinfettabili, ben mantenute e di dimensioni minime pari
all’apertura del capannone e che consentano che tutte le fasi di
carico/scarico avvengano su tale area e che siano di un fondo solido
ben mantenuto;
d. Per i nuovi fabbricati destinati all’allevamento
commerciale, un sistema di caricamento del mangime dall’esterno della
recinzione;
e. Aree di stoccaggio dei materiali d’uso (attrezzature di
allevamento, materiali, lettiere vergini, mezzi meccanici ecc.)
chiuse in modo da evitare qualsiasi contatto con l’avifauna
selvatica;
f. Una zona filtro, posizionata all’ingresso dell’allevamento,
dotata di spogliatoio, lavandino e detergenti. Tale zona deve essere
mantenuta pulita e in ordine e dotata di calzature e tute specifiche.
L’accesso all’area di allevamento deve avvenire esclusivamente
attraverso tale zona filtro;
g. Uno spazio protetto per il deposito temporaneo dei rifiuti;
non e’ ammesso accumulo di qualsiasi materiale nelle zone attigue ai
capannoni;
h. Idonei cartelli informativi sulle procedure da adottare dopo
l’accesso all’allevamento, al fine di garantire una migliore
attuazione delle pratiche previste nei precedenti punti;
i. Altri edifici eventualmente presenti all’interno del
perimetro aziendale (es: abitazione, depositi materiali non inerenti
l’allevamento, etc.), non destinati all’attivita’ dell’allevamento,
devono essere separati per quanto possibile dall’area di allevamento
al fine di impedire situazioni promiscue.
3. Fermo restando quanto previsto dal Decreto del Ministro della
salute 25 giugno 2010, negli allevamenti appartenenti al circuito
rurale (svezzatori), ogni ambiente (stanza) deve essere delimitato da
pareti lavabili e disinfettabili e dotato di proprio accesso
indipendente, anche nel caso confini su uno o piu’ lati con altre
unita’ produttive.
Norme di conduzione
1. E’ fatto obbligo al proprietario dell’allevamento di:
a. Vietare l’ingresso a persone estranee. In deroga alla
presente lettera, negli allevamenti di svezzamento, il responsabile
deve limitare il piu’ possibile l’accesso di estranei all’area di
allevamento e impedire il contatto diretto con i volatili;
b. Dotare il personale di vestiario e calzature monouso o in
alternativa lavabili e puliti per ogni intervento da effettuare in
allevamento;
c. Consentire l’accesso all’area di allevamento solo agli
automezzi destinati all’attivita’ di allevamento e previa accurata
pulizia e disinfezione del mezzo all’ingresso in azienda;
d. Registrare tutti i movimenti in uscita e in ingresso
dall’azienda del personale autorizzato (indicandone le mansioni),
degli animali, delle attrezzature e degli automezzi;
e. Mantenere le aree circostanti i capannoni pulite e ordinate
con erba tagliata, assenza di oggetti e materiali;
f. Predisporre un programma di derattizzazione e lotta agli
insetti nocivi;
g. Predisporre un protocollo di pulizia e disinfezione dei
locali e degli automezzi;
h. Vietare al personale che opera anche saltuariamente
nell’allevamento di detenere volatili propri;
i. Lavarsi accuratamente le mani almeno all’inizio e alla fine
dell’attivita’ lavorativa in allevamento;
l. Verificare che il personale esterno, anche non dipendente,
che accede all’allevamento attui correttamente le procedure di
biosicurezza previste dal presente allegato.
2. Relativamente al personale che opera all’interno di un
allevamento e’ fatto obbligo al proprietario dell’allevamento di:
a. Assicurare che il personale di cui si avvale per le
operazioni in allevamento abbia ricevuto specifica formazione sulle
modalita’ operative che garantiscono il rispetto dei requisiti di
biosicurezza; tale formazione deve essere attestata da un documento
firmato dallo stesso detentore/proprietario, tale procedura deve
essere garantita anche per il personale esterno che opera
saltuariamente in allevamento;
b. Tenere registrazione del personale impiegato compreso quello
esterno (es. squadre di carico, vaccinatori, etc.), con indicazione
della mansione e dei documenti comprovanti la formazione;
c. Dichiarazione scritta e firmata da parte del personale che
opera all’interno dell’allevamento, sia in modo continuativo sia
saltuario, di non detenere volatili propri.
d. Le Ditte e i soggetti che forniscono servizi agli
allevamenti (vaccinazione, carico animali, etc.) devono assicurare
che il personale che lavora a contatto con gli animali sia in regola
con quanto previsto dalla presente Ordinanza, inoltre devono tenere
una registrazione puntuale e velocemente consultabile, di tutte le
movimentazioni del personale con le date e gli allevamenti dove
questo ha operato;
e. I veterinari e le altre figure tecnico/sanitarie che entrano
negli allevamenti a qualsiasi titolo (veterinari, mangimisti,
incaricati dalle filiere, libero professionisti, ecc.) sono tenuti a
registrare le proprie movimentazioni come previsto al precedente
punto.
3. Operazioni di pulizia e disinfezione degli automezzi
a. Tutti gli automezzi che accedono all’allevamento devono
essere puliti e disinfettati.
b. In particolare:
– deve essere presente e regolarmente verificata una
procedura di pulizia e disinfezione degli automezzi;
– gli automezzi destinati al trasporto degli animali per la
macellazione devono essere accuratamente puliti e disinfettati presso
il macello dopo ogni scarico. Deve essere posta particolare
attenzione alla pulizia delle gabbie. A tal fine deve essere
predisposto un protocollo di sanificazione e disinfestazione delle
gabbie approvato dal Servizio Veterinario e inserito nel manuale di
autocontrollo del macello;
– gli automezzi destinati al trasporto delle uova devono
essere puliti e disinfettati presso il centro di imballaggio o altra
struttura autorizzata;
– gli automezzi che trasportano il mangime devono essere
puliti e disinfettati presso il mangimificio o altra struttura
autorizzata, almeno con cadenza settimanale;
– agli automezzi che trasportano pollina si applica quanto
previsto al successivo capitolo 9.
L’avvenuta pulizia e disinfezione degli automezzi devono essere
documentate da apposita attestazione (modello 11, art. 64 del decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320). Copia di
tale documentazione deve essere consegnata al detentore/proprietario
degli animali dell’allevamento e conservata da quest’ultimo per le
eventuali verifiche da parte dell’autorita’ competente.
4. Disposizioni specifiche per la gestione degli allevamenti di
tacchini da carne
a. Negli allevamenti di tacchini da carne e’ consentito
esclusivamente l’accasamento di tacchinotti di un giorno provenienti
direttamente da un incubatoio.
b. Negli allevamenti di tacchini da carne si applicano le
misure di cui all’Accordo Stato-regioni del 25 luglio 2019.
c. In deroga alla precedente lettera a, e’ consentito
l’accasamento di tacchinotti di eta’ superiore a un giorno,
esclusivamente nelle aree del territorio non incluse nell’elenco
delle zone ad alto rischio di cui all’art. 5-ter della presente
ordinanza e richiamate nell’Accordo Stato-Regioni 25 luglio 2019.
d. In deroga alla precedente lettera b, e’ consentito allevare
tacchini all’aperto esclusivamente nelle zone non incluse nell’elenco
delle zone ad alto rischio di cui all’art. 5-ter della presente
ordinanza e richiamate nell’Accordo Stato-Regioni 25 luglio 2019.
e. Lo spostamento dei tacchini tra i diversi capannoni e’
limitato alle situazioni in cui e’ strettamente necessario e deve
essere effettuato con mezzi adeguati evitando il contatto diretto o
indiretto con selvatici. In presenza di situazione epidemiologica a
rischio, l’accasamento dei tacchinotti di un giorno dovra’ avvenire
per singolo capannone, inoltre l’accasamento a sessi misti dovra’
prevedere la separazione degli animali all’interno dello stesso
capannone in modo che, dopo il carico delle femmine, non sia
necessario spostare i maschi.
f. Il carico dei tacchini al macello deve essere effettuato
nell’arco di un tempo massimo di 10 giorni.
g. In deroga alla precedente lettera f, i Servizi Veterinari
possono autorizzare il carico degli animali, per l’invio al macello
in piu’ soluzioni, negli allevamenti situati al di fuori di zone
soggette a provvedimenti restrittivi per malattie infettive e
diffusive dei volatili e nelle aree del territorio non incluse
nell’elenco delle zone ad alto rischio, di cui all’art. 5-ter della
presente ordinanza e richiamate nell’Accordo Stato-Regioni 25 luglio
2019. La deroga puo’ essere concessa a seguito di verifica della
scrupolosa applicazione dei requisiti strutturali e gestionali di
biosicurezza e l’effettuazione di controlli virologici e sierologici,
che prevedano almeno il prelievo trascorsi 14 giorni dal carico delle
femmine, e 10 giorni prima del carico dei maschi.
h. Nelle zone individuate ad alto rischio, le regioni e
Province autonome di Trento e Bolzano definite ad alto rischio ai
sensi del decreto del Ministro della salute 14 marzo 2018, possono
stabilire una procedura di gestione del territorio che preveda
l’accasamento dei tacchini per aree omogenee con tempistiche di
accasamento che comportino il carico degli animali in modo
sincrono/concomitante.
Le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, definite
ad alto rischio dal decreto del Ministro della salute 14 marzo 2018,
possono estendere a tutto il territorio di loro competenza quanto
previsto alle lettere a, b ed f.
5. Disposizioni specifiche per i centri di imballaggio, centri di
lavorazione uova e depositi
In tutti i centri di imballaggio:
a. Deve essere presente e regolarmente verificata una
procedura di pulizia e disinfezione degli automezzi e dei materiali
monouso;
b. Se i materiali vengono spediti ad altro stabilimento per
la pulizia e disinfezione, quest’ultimo non deve essere annesso ad
allevamento; deve essere presente inoltre e correttamente applicata
una procedura per garantire la rintracciabilita’ di tali
movimentazioni;
c. E’ vietato l’utilizzo dei bancali di legno. In deroga ne
e’ consentito l’utilizzo per l’invio di uova esclusivamente verso
centri di imballaggio non annessi ad allevamento, centri di
lavorazione, depositi o clienti finali.
Inoltre nei centri di imballaggio annessi ad allevamento:
a. e’ vietato ricevere e lavorare uova provenienti da altri
allevamenti e/o centri di imballaggio;
b. e’ vietato completare il carico delle uova su automezzi
provenienti da altri allevamenti;
c. e’ consentito il carico di uova su automezzi che
trasportano materiali (contenitori per uova e bancali) a condizione
che questi ultimi siano correttamente lavati e disinfettati;
d. in deroga ai precedenti punti a, b, c, i centri di
imballaggio annessi ad allevamenti che lavorano fino a un massimo di
100.000 uova al giorno, possono essere autorizzati a ricevere uova da
allevamenti di piccole dimensioni.
L’autorizzazione viene rilasciata dai Servizi veterinari locali
territorialmente competenti previa verifica del rispetto dei
requisiti previsti, che comunque dovranno essere monitorati almeno
annualmente, anche in occasione di altri controlli ufficiali.
6. Pulizie e disinfezioni
a. Alla fine di ogni ciclo produttivo e prima dell’inizio del
successivo, i locali e le attrezzature devono essere accuratamente
sottoposti a pulizia e disinfezione, da eseguire secondo un
protocollo scritto che deve essere disponibile per le verifiche da
parte dell’Autorita’ competente.
b. Le attrezzature impiegate durante il ciclo produttivo per
attivita’ anche al di fuori dei capannoni (es: trasporto tacchini tra
un capannone e l’altro, fresatrici, muletti, etc.) devono essere
correttamente pulite e disinfettate dopo il loro utilizzo e comunque
prima di quello successivo.
c. La procedura deve inoltre garantire che le attrezzature, una
volta pulite e disinfettate, vengano correttamente gestiste e
stoccate in modo da evitare la successiva contaminazione.
d. Nel caso di allevamenti che effettuano il tutto pieno/tutto
vuoto, i silos devono essere puliti e disinfettati a ogni nuovo
ingresso di animali. Non e’ obbligatorio pulire i silos nei quali e’
presente ancora del mangime alla fine del ciclo produttivo.
e. In tutti gli altri allevamenti la pulizia e disinfezione dei
silos deve essere effettuata almeno una volta l’anno.
f. Negli allevamenti di svezzamento la pulizia dei capannoni
deve essere effettuata almeno una volta l’anno.
7. Vuoto biologico e vuoto sanitario
Per vuoto sanitario si intende il periodo di tempo che trascorre
dal momento del completamento delle operazioni di pulizia e
disinfezione al momento del successivo accasamento. Dopo le
operazioni di pulizia e disinfezione, prima dell’inizio del nuovo
ciclo, e’ obbligatorio effettuare un vuoto sanitario di almeno 3
giorni dell’intero allevamento, o del capannone come previsto nei
successivi punti.
Per vuoto biologico si intende il periodo di tempo che trascorre
dal momento del completamento del carico degli animali al momento del
successivo accasamento.
Il vuoto biologico minimo per allevamento e’ il seguente:
i. 7 giorni: per i polli da carne;
ii. 21 giorni: per i tacchini, gli anatidi destinati alla
produzione di carne e per i riproduttori di qualsiasi specie sia in
fase pollastra sia in fase deposizione.
In deroga al precedente punto i., e’ consentito ridurre il
periodo del vuoto biologico per i tacchini da 21 a 14 giorni
esclusivamente negli allevamenti non situati nelle zone ad alto
rischio di cui all’art. 5-ter della presente ordinanza e richiamate
nell’Accordo Stato-regioni 25 luglio 2019 e al di fuori di zone
soggette a provvedimenti restrittivi per malattie infettive e
diffusive dei volatili.
Il vuoto biologico minimo per capannone da rispettare delle altre
aziende di allevamento e’ il seguente:
i. 14 giorni per i galli golden e livornesi, i capponi, le
faraone destinate alla produzione di carne, quaglie, piccioni da
carne, polli a collo nudo e comunque polli da carne a lento
accrescimento;
ii. 21 giorni per le galline per uova da consumo sia in fase
deposizione sia in fase pollastra;
iii. 14 giorni per la selvaggina da penna;
iv. 8 giorni per gli allevamenti di svezzamento.
Nel caso in cui nella medesima azienda (con l’esclusione degli
svezzatori) siano allevate specie avicole per le quali e’ previsto il
vuoto biologico per allevamento e altre per le quali e’ previsto il
vuoto biologico per unita’ produttiva, deve essere garantito il vuoto
biologico per allevamento. Eventuali deroghe possono essere valutate
nelle zone non a rischio e solo nel caso trattasi di allevamenti di
piccole dimensioni, che non effettuano vendita di animali vivi a
terzi e conferiscono esclusivamente al proprio macello aziendale
(macellazione sino a 10.000 capi di pollame/anno), annesso
all’allevamento di origine degli animali e che macella
prevalentemente volatili da questo provenienti, la cui attivita’ sia
finalizzata alla vendita diretta delle carni degli animali macellati
al consumatore finale o a dettaglianti a livello locale che
forniscano direttamente il consumatore locale.
Nelle zone ad alto rischio di cui all’art. 5-ter della presente
ordinanza e richiamate nell’Accordo Stato-regioni 25 luglio 2019, in
considerazione del rischio legato alle peculiari modalita’ di
allevamento, non e’ possibile allevare selvaggina da penna per
ripopolamento insieme ad altre specie di volatili.
8. Animali morti
a. Per lo stoccaggio degli animali morti devono essere
installate idonee celle di congelamento collocate all’esterno del
perimetro dell’area di allevamento, assicurando che il ritiro sia
effettuato da ditte regolarmente autorizzate. Le celle possono essere
collocate anche all’interno degli impianti a condizione che
l’operazione di carico avvenga all’esterno dell’allevamento. La
capienza delle celle deve essere proporzionale alle capacita’
produttive dell’allevamento e delle specie avicole allevate.
b. Al termine di ogni ciclo di allevamento, o anche piu’ volte
nel corso del ciclo produttivo nel caso di celle collocate
all’esterno dell’allevamento, gli animali morti devono essere inviati
a stabilimenti autorizzati ai sensi della vigente normativa.
c. In deroga a quanto previsto nel precedente punto 1, e’
consentito il carico delle carcasse anche durante il ciclo di
allevamento nel caso di:
i. mortalita’ eccezionale; in questo caso il Veterinario
ufficiale anche effettuando idonei prelievi per escludere la presenza
del virus dell’influenza aviaria, accerta che la causa non sia
imputabile a malattie infettive denunciabili e rilascia il
certificato per il ritiro delle carcasse; tale procedura e’
obbligatoria anche qualora la mortalita’ eccezionale interessi
allevamenti in cui le celle siano collocate all’esterno
dell’allevamento;
ii. allevamenti con superficie dei locali superiore ai 10.000
mq., allevamenti a ciclo lungo (riproduzione) e allevamenti a ciclo
continuo (galline ovaiole) e gli svezzatori; detti impianti devono
dotarsi di celle di congelamento che permettano il ritiro con cadenza
superiore al mese, posizionate in modo che l’automezzo non acceda
all’area di allevamento.
9. Gestione della lettiera e della pollina
Trasporto
Gli automezzi che accedono in allevamento per il ritiro della
pollina, qualora questo non avvenga a fine ciclo senza presenza di
animali, ma a cadenza ravvicinata (es. per destinazione biogas):
a. Dopo ogni scarico e comunque prima di accedere
all’allevamento, gli automezzi devono essere sottoposti ad accurata
pulizia e disinfezione, presso un apposito impianto. Un documento che
attesti tale operazione deve essere lasciato a disposizione
dell’allevatore;
b. L’automezzo deve essere attrezzato in modo da non disperdere
materiale nel tragitto; inoltre il materiale deve essere
adeguatamente coperto;
c. Qualora la pollina/lettiera esausta sia destinata a uso
agronomico:
i. Gli allevatori devono accertarsi che nella giornata
l’automezzo non sia precedentemente entrato in un altro allevamento a
meno che il proprio allevamento non risulti vuoto;
ii. Nel caso di ripetuti carichi nella stessa giornata nello
stesso allevamento, non e’ necessario effettuare la pulizia e
disinfezione dell’automezzo tra un carico e l’altro, fermo restando
l’obbligo di disinfezione all’ingresso dell’allevamento.
d. Per i nuovi allevamenti, e anche per gli esistenti dove la
situazione lo consenta, deve essere previsto un ingresso dedicato che
permetta il ritiro del materiale senza che gli automezzi entrino in
allevamento;
e. Per gli allevamenti preesistenti: gli automezzi devono
accedere al punto di carico attraverso percorsi dedicati che evitino
il piu’ possibile l’accesso all’area di allevamento. In ogni caso i
percorsi devono avere una superficie lavabile e disinfettabile.
Qualora cio’ non fosse possibile, deve essere garantita la
disinfezione degli automezzi in ingresso e in uscita e il
mantenimento dei percorsi in buone condizioni e puliti. Se la
situazione ambientale non consente una corretta separazione delle
attivita’, per quanto possibile, il carico deve essere effettuato
all’esterno dell’allevamento.
f. Sul registro di entrata/uscita automezzi devono essere
registrate le informazioni relative agli automezzi deputati al ritiro
del materiale, anche se destinato per uso agronomico.
Stoccaggio
Gli allevamenti che detengono galline in gabbia e in voliera,
devono garantire lo stoccaggio della pollina, in condizioni adeguate,
per almeno sessanta giorni qualora sia richiesto dalle Autorita’
competenti in relazione alla situazione epidemiologica.
Gestione della pollina in focolaio
La pollina presente in un allevamento sede di focolaio, trascorso
il periodo previsto dalla vigente normativa in materia di influenza
aviaria, non puo’ in alcun caso essere destinata a uso agronomico, ma
deve essere trattata presso un impianto in grado di garantire
l’inattivazione del virus.
Impianti che ricevono/utilizzano pollina
a. Per i nuovi insediamenti produttivi avicoli la distanza da
un impianto (di biogas) che riceve/utilizza pollina non puo’ essere
inferiore a 500 metri.
b. Per i nuovi impianti (di biogas) che ricevono/utilizzano
pollina la distanza da insediamenti produttivi avicoli non puo’
essere inferiore a 500 metri.

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Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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MOLTIPLICAZIONE DELLE PIANTE DA FRUTTO

modifica la direttiva di esecuzione 2014/96/UE relativa alle prescrizioni in materia di etichettatura, chiusura e imballaggio dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti rientranti nell’ambito di applicazione della direttiva 2008/90/CE del Consiglio per quanto riguarda il colore dell’etichetta per le categorie certificate dei materiali di moltiplicazione e delle piante da frutto e il contenuto del documento del fornitore,
considerando quanto segue:
(1) La direttiva di esecuzione 2014/96/UE della Commissione (2 ) stabilisce le prescrizioni in materia di etichettatura dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti per garantire l’identità e la tracciabilità di tali materiali di moltiplicazione e di tali piante da frutto durante la commercializzazione.
(2) (2) Ai sensi di tale direttiva, l’uso di etichette colorate per i materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e le piante da frutto delle categorie pre-base, di base e certificate doveva essere sottoposto a revisione da parte della Commissione entro il 1o gennaio 2019.
(3) (3) Da un sondaggio condotto dalla Commissione risulta che la maggioranza degli Stati membri è a favore dell’uso obbligatorio di un’etichetta colorata per le categorie pre-base, di base e certificate dei materiali di moltiplicazione e delle piante da frutto. Dal sondaggio emerge anche che vari Stati membri commercializzano materiali Conformitas Agraria Communitatis («CAC») corredati di un documento del fornitore di colore giallo sotto forma di etichetta apposta ai materiali CAC.
(4) (4) Al fine di tener conto della prassi esistente negli Stati membri e di garantire una chiara distinzione tra il documento del fornitore per i materiali CAC e le etichette ufficiali per i materiali pre-base, di base e certificati, quando il documento del fornitore è apposto ai materiali CAC il colore dell’etichetta CAC dovrebbe essere giallo. Non dovrebbe essere imposto alcun colore speciale per il documento del fornitore quando questo non è apposto ai materiali CAC poiché in tal caso non sussiste alcun rischio di confusione con altri documenti o etichette.
(5) (5) La direttiva di esecuzione 2014/96/UE non prescrive un colore specifico per il documento del fornitore quando questo è apposto ai materiali CAC sotto forma di etichetta. Alcuni Stati membri utilizzano attualmente un colore diverso dal giallo per queste etichette. Al fine di evitare perturbazioni degli scambi, dovrebbe essere consentito agli Stati membri di autorizzare, per un periodo transitorio, la commercializzazione sul proprio territorio di materiali CAC ai quali sono state apposte etichette di un colore diverso dal giallo qualora tali etichette colorate fossero già in uso fino al 1o aprile 2020.

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Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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DOMANDE UNICHE (DOMANDA PAC) E DOMANDE DI PAGAMENTO

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2019/1804 della Commissione del 28 ottobre 2019 che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 809/2014 per quanto riguarda le modifiche delle domande di aiuto o delle domande di pagamento, i controlli nel sistema integrato di gestione e di controllo e il sistema di controllo in materia di condizionalità.
Tale norma consente di modificare la domanda unica, per quanto riguarda l’uso delle parcelle agricole dichiarate, dopo la scadenza del termine ultimo per la presentazione della domanda medesima. Durante la stagione vegetativa i beneficiari potrebbero dover adeguare il piano colturale per quanto riguarda la coltura o la sua ubicazione. L’adeguamento potrebbe essere dovuto al mutamento delle condizioni meteorologiche o di altre condizioni agricole. I beneficiari del pagamento di cui all’articolo 30 del regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (4 ) potrebbero trovarsi in una situazione analoga, in particolare per quanto riguarda le colture intercalari. Gli Stati membri dovrebbero pertanto autorizzare anche tali beneficiari a modificare la domanda unica o la domanda di pagamento per quanto riguarda l’uso delle parcelle dichiarate ai fini del pagamento di cui all’articolo 30 del regolamento (UE) n. 1305/2013.

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CALENDARIO DIVIETI DI CIRCOLAZIONE TRATTORI AGRICOLI E SEMOVENTI ANNO 2020

Direttive e calendario per le limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati nell’anno 2020 nei giorni festivi e particolari, per veicoli di massa superiore a 7,5 tonnellate.
Oggi in gazzetta ufficiale è uscito il calendario del divieto di circolazione .
SONO ESENTI I MEZZI AGRICOLI, COME INDICATO NEL DECRETO CON IL SEGUENTE ARTICOLO:
f) macchine agricole ai sensi dell’art. 57 del C.d.S., e macchine
agricole eccezionali ai sensi dell’art. 104 del C.d.S., fermi
restando la necessita’ dell’autorizzazione di cui al comma 8 del
medesimo art. 104, nonche’ il divieto di circolazione, ai sensi
dell’art. 175, comma 2 del C.d.S., sulle strade classificate di tipo
A e B ai sensi dell’art. 2 del C.d.S.
RICORDO CHE LE AZIENDE AGRICOLE CON TRATTORI IN SAGOMA, CIOE’ ENTRO I 2,55 METRI DI LARGHEZZA NON DEVONO FARE NULLA, NEMMENO IL PERMESSO IN PREFETTURA.
Solamente per i trattori fuori sagoma, maggiore di 2,55 metri di larghezza, devono richiedere il permesso di circolazione, con validità di 2 anni, alle Regioni, Anas , Province, e nell’eventualità ad altri enti, quali ad esempio Comuni, ecc.

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Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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OLEOTURISMO: opportunità per le aziende agricole

OLEOTURISMO: Nuova attività dell’oleoturismo per le aziende agricole, approvata con la finanziaria 2020: una grande opportunità da cogliere per le aziende agricole. Ti spiego di cosa si tratta.

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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LEGGE FINANZIARIA 2020: agevolazioni per giovani agricoltori, aziende agricole al femminile, investimenti in innovazione, ecc

DIGESTATO: NUOVA UTILIZZAZIONE AGRONOMICA
UTILIZZAZIONE AGRONOMICA DEL DIGESTATO EQUIPARATO
Art. 31-bis. – (Condizioni di equiparabilità) – 1. Sono condizioni di equiparabilità del digestato ai prodotti ad azione sul suolo di origine chimica: a) una percentuale di azoto ammoniacale su azoto totale superiore al 70 per cento; b) un livello di efficienza di impiego superiore all’80 per cento rispetto alle condizioni di utilizzo; c) un’idonea copertura dei contenitori di stoccaggio e della frazione liquida ottenuta dalla separazione; d) una distribuzione in campo con sistemi a bassa emissività; e) un utilizzo di sistemi di tracciabilità della distribuzione con sistemi GPS.
Art. 31-ter. – (Modalità di utilizzo) – 1. Al fine di risanare le zone vulnerabili dall’inquinamento da nitrati, la quantità di apporto del digestato equiparato non deve, in ogni caso, determinare la presenza di tenori in azoto superiori a quelli ammessi per ogni singola coltura.
2. Le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano possono disporre l’applicazione del digestato equiparato anche nei mesi invernali in relazione agli specifici andamenti meteorologici locali, agli effetti sulle colture e alle condizioni di praticabilità dei suoli, da escludersi nelle zone vulnerabili.
Art. 31-quater. – (Controlli) – 1. L’utilizzazione agronomica del digestato equiparato è subordinata all’esecuzione di almeno due analisi chimiche che dimostrino il rispetto delle caratteristiche dichiarate, da trasmettere, a cura dell’interessato, alla competente autorità regionale o provinciale. 2. Le analisi di cui al comma 1 sono svolte dai laboratori di analisi competenti a prestare i servizi necessari per verificare la conformità dei prodotti di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75, e sono sottoposti al controllo del Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari ».
PAGINE 192 E 193

FONDO PER L’AGRICOLTURA BIOLOGICA: Al fine di dare attuazione a inter- venti a favore delle forme di produzione agricola a ridotto impatto ambientale e per la promozione di filiere e distretti di agricoltura biologica e di ogni attività a queste connessa, nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è istituito un fondo denominato « Fondo per l’agricoltura biologica », con una dotazione pari a 4 milioni di euro per l’anno 2020 e a 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021. Con appositi provvedimenti normativi, nei limiti delle risorse di cui al primo periodo, che costituiscono il relativo limite di spesa, si provvede a dare attuazione agli interventi ivi previsti.
COMMA N 522 A PAGINA N 190

SISTEMI DI GESTIONE AVANZATA DELLE AZIENDE AGRICOLE: blockchain, agricoltura di precisione , tracciabilità dei prodotti e processi innovativi.
Al fine di favorire l’efficienza economica, la redditività e la sostenibilità del settore agricolo e di incentivare l’adozione e la diffusione di sistemi di gestione avanzata attraverso l’utilizzo delle tecnologie innovative, sono concessi alle imprese agricole un contributo a fondo perduto fino al 35 per cento della spesa ammissibile e mutui agevolati di importo non superiore al 60 per cento della spesa ammissibile per il finanziamento di iniziative finalizzate allo sviluppo di processi produttivi innovativi e dell’agricoltura di precisione o alla tracciabilità dei prodotti con tecnologie blockchain.
Dotazione finanziaria di 1 milione di euro per l’anno 2020 da intendere come limite massimo di spesa.
COMMA 520 pagina 189

FILIERE AGRICOLE: dotazione finanziaria iniziale di 15 milioni di euro per l’anno 2020 e di 14,5 milioni di euro per
l’anno 2021, finalizzato a sostenere lo sviluppo e gli investimenti delle filiere.
LEGGI A PAGINA 186

IMPRENDITORIA FEMMINILE IN AGRICOLTURA: per le imprese agricole al femminile, concessione di mutui a tasso zero in favore di iniziative finalizzate allo sviluppo o al consolidamento di aziende agricole condotte da imprenditrici attraverso investimenti nel settore agricolo e in quello della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. I mutui di cui al comma 504 sono concessi nel limite di 300.000 euro, per la durata massima di quindici anni comprensiva del periodo di preammortamento, nel rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato per il settore agricolo e per quello della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Dotazione finanziaria iniziale pari a 15 milioni di euro per l’anno 2020.
COMMI 504 , 505 E 506 A PAGINA 185 E 186

INSEDIAMENTO GIOVANI AGRICOLTORI: nuove
iscrizioni nella previdenza agricola effettuate tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, l’esonero dal versamento del 100 per cento dell’accredito contributivo presso l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti.
Comma 503 pagina n 185
L’esonero di cui al primo periodo non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente. L’INPS provvede, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, al monitoraggio del numero di nuove iscrizioni effettuate ai sensi del presente comma e delle conseguenti minori entrate contributive, inviando relazioni mensili al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministero dello sviluppo economico, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano nei limiti previsti dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativi all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti « de minimis ».
ALLA PAGINA N 185

DANNI DA CIMICE ASIATICA (Halyomorpha halys) –
Comma n 501 e n 502 a pagina 184 e 185
Per far fronte ai danni subiti dalle imprese agricole danneggiate dagli attacchi della cimice asiatica (Halyomorpha halys), la dotazione del Fondo di solidarietà nazionale – interventi indennizzatori di cui all’articolo 15 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, è incrementata di 40 milioni di euro per l’anno 2020 e di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.
Le imprese agricole ubicate nei territori che hanno subìto danni dagli attacchi della cimice asiatica (Halyomorpha halys) e ad essa correlati e che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi, in deroga all’articolo 1, comma 3, lettera b), del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, possono accedere agli interventi previsti per favorire la ripresa dell’attività economica e produttiva di cui all’articolo 5 del citato decreto legislativo n. 102 del 2004. Le regioni nel cui territorio si è verificato l’attacco da parte della cimice asiatica possono conseguentemente deliberare la proposta di declaratoria di eccezionalità degli eventi di cui al presente comma entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
PAGINE 184 E 185

INVESTIMENTI IN BENI MATERIALI STRUMENTALI NUOVI DA PARTE DI AZIENDE AGRICOLE – FINANZIARIA APPROVATA
Pagina n 48, Comma 123. Al fine di favorire gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi da parte delle imprese agricole che determinano il reddito agrario ai sensi dell’articolo 32 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o per i soggetti che effettuano investimenti in beni immateriali strumentali compresi nell’elenco di cui all’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico è istituito un apposito Fondo per gli investimenti innovativi delle imprese agricole, con la dotazione di 5 milioni di euro per l’anno 2020 che costituisce limite massimo di spesa. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sono stabilite le modalità attuative delle risorse del Fondo di cui al presente comma.
GLI INVESTIMENTI CONSENTITI SONO:
Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni)

PAGINA N 48 , COMMA 123

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Dott. Alessio Santoni

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CONTROLLO FUNZIONALE IRRORATRICI ED ATOMIZZATORI: Il 31 dicembre 2020 scade l’agevolazione dei 5 anni di durata per le aziende agricole.

Il 31 dicembre 2020 scade l’agevolazione dei 5 anni di durata per le aziende agricole.
• Se contoterzisti – scaduto il 26/11/2014 – Ogni 2 anni – Le attrezzature nuove devono essere controllate entro 2 anni dalla data di acquisto
• Tutte le altre aziende agricole – entro il 26/11/2016 – Ogni 5 anni (fino 31/12/2020), Ogni 3 anni (dopo 31/12/2020) – Le attrezzature nuove acquistate dopo 26/11/11 devono effettuare almeno 1 controllo entro 5 anni dalla data d’acquisto.

facebook: https://www.facebook.com/AgronomoAlessioSantoni/

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LEGGE FINANZIARIA 2020: articoli e commi di interesse per il settore agricolo

TASSAZIONE 2020 e 2021 per coltivatori diretti e IAP iscriti all’INPS – LEGGE FINANZIARIA APPROVATA
Estesa al 2020 l’esenzione Irpef per i redditi dominicali e agrari dei terreni dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Per il 2021, gli stessi redditi concorreranno alla base imponibile Irpef al 50%.
Precisamente a pagina 67 del della legge finanziaria al Comma 183. All’articolo 1, comma 44, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: « e 2019 » sono sostituite dalle seguenti: « , 2019 e 2020 »; b) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Per l’anno 2021, i redditi dominicali e agrari dei soggetti indicati nel periodo precedente, iscritti nella previdenza agricola, concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche nella misura del 50 per cento ».

IMPRENDITORI AGRICOLI FLOROVIVAISTICI – legge finanziaria approvata
Per le attività dirette alla commercializzazione di piante vive e prodotti della floricoltura, acquistate da imprenditori agricoli florovivaistici, nei limiti del 10% del volume di affari, da altri imprenditori florovivaistici, il reddito si calcola applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni rilevanti ai fini Iva, il coefficiente di redditività del 5%.

A pagina n 89 della legge finanziaria, comma n 225. All’articolo 56-bis del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3-bis. Per le attività dirette alla commercializzazione di piante vive e prodotti
della floricoltura acquistate da imprenditori agricoli florovivaistici di cui all’articolo 2135 del codice civile, nei limiti del 10 per cento del volume di affari, da altri imprenditori agricoli florovivaistici, il reddito è determinato applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni registrate o
soggette a registrazione agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto il coefficiente di redditività del 5 per cento ».

COLTURE ARBOREE PLURIENNALI – LEGGE FINANZIARIA

Incrementata del 20%, per il triennio 2020-2022, la quota di ammortamento deducibile dalle imposte sui redditi, a fronte di spese sostenute per investimenti in nuovi impianti di colture arboree pluriennali, con l’esclusione dei costi relativi all’acquisto dei terreni.

A pagina 187 , comma 509. Ai soli fini della determinazione
della quota deducibile negli esercizi 2020, 2021 e 2022, a norma dell’articolo 108, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le spese sostenute per gli investimenti in nuovi impianti di colture arboree pluriennali sono incrementate del 20 per cento
con esclusione dei costi relativi all’acquisto dei terreni.

RICAMBIO GENERAZIONALE IN AGRICOLTURA – LEGGE FINANZIARIA

A pagina n 187 , comma 510. Al fine di favorire il ricambio generazionale in agricoltura, agli atti derivanti dalle procedure di vendita di cui all’articolo 13, comma 4-quater, del decretolegge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 46, comma 5, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e 40, sesto comma, della legge 28 febbraio 1985, n. 47.

OLEOTURISMO – LEGGE FINANZIARIA

aziende agricole produttrici di olio di oliva

Le disposizioni dettate dalla legge di bilancio 2018 per l’enoturismo, in particolare la determinazione forfetaria dell’imponibile Irpef con un coefficiente di redditività del 25% e, a talune condizioni, l’applicazione di un regime forfettario Iva, dal 2020 sono estese alle attività di oleoturismo: visite nei luoghi di coltura, produzione o esposizione degli strumenti utili alla coltivazione dell’ulivo; degustazione e vendita delle produzioni aziendali; iniziative didattiche e ricreative nei luoghi di coltivazione e produzione

A pagina n 188 , i seguenti due commi di interesse:

– comma 513. A decorrere dal 1° gennaio 2020, le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 502 a 505, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono estese alle attività di oleoturismo.

– comma 514. Con il termine « oleoturismo » si intendono tutte le attività di conoscenza dell’olio d’oliva espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione dell’ulivo, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni aziendali dell’olio d’oliva, anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito dei luoghi di coltivazione e produzione.

IMU E TASI UNIFICATE

Unificazione Imu Tasi – legge finanziaria
dal COMMA 738 al COMMA 783
Dal 2020, scompare il tributo per i servizi indivisibili e viene prevista una sola forma di prelievo patrimoniale immobiliare, la cui disciplina, fondamentalmente, ricalca quella preesistente per l’Imu. L’aliquota di base è fissata allo 0,86%, con possibilità per i Comuni di aumentarla fino all’1,06% o diminuirla fino all’azzeramento.
PUNTI ESSENZIALI PER IL SETTORE AGRICOLO DALL’UNIFICAZIONE IMU E TASI:
– AREE EDIFICABILI: Sono considerati, tuttavia, non fabbricabili, i terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del
decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola, comprese le società agricole di cui all’articolo 1, comma 3, del citato decreto legislativo n. 99 del
2004, sui quali persiste l’utilizzazione agrosilvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di animali.
– TERRENO AGRICOLO: per terreno agricolo si intende il
terreno iscritto in catasto, a qualsiasi uso destinato, compreso quello non coltivato.
– RIDUZIONE DEL 50% DELLA BASE IMPONIBILE PER I SEGUENTI CASI:
a) per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all’articolo 10 del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
b) per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni. L’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del
proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti la dichiarazione di inagibilità o inabitabilità del fabbricato da parte di un
tecnico abilitato, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente.
c) COMODATO TRA GENITORI E FIGLI: per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a
condizione che il contratto sia registrato e Atti Parlamentari — 259 — Camera dei Deputati XVIII LEGISLATURA A.C. 2305
che il comodante possieda una sola abitazione in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
Il beneficio di cui alla presente lettera si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest’ultimo in presenza di figli minori.
– FABBRICATI RURALI : L’aliquota di base per i fabbricati
rurali ad uso strumentale di cui all’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, è pari allo 0,1 per cento e i comuni possono solo ridurla fino all’azzeramento.
– TERRENI AGRICOLI: 752. L’aliquota di base per i terreni
agricoli è pari allo 0,76 per cento e i comuni, con deliberazione del consiglio comunale, possono aumentarla sino all’1,06 per cento o diminuirla fino all’azzeramento.
– ESENZIONE PAGAMENTO SU TERRENI AGRICOLI:
Sono esenti dall’imposta i terreni agricoli come di seguito qualificati:
a) posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti alla previdenza agricola, comprese le società agricole di cui all’articolo 1, comma 3, del
citato decreto legislativo n. 99 del 2004, indipendentemente dalla loro ubicazione;
b) ubicati nei comuni delle isole minori di cui all’allegato A annesso alla legge 28 dicembre 2001, n. 448;
c) a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile; Atti Parlamentari — 262 — Camera dei Deputati XVIII LEGISLATURA A.C. 2305
d) ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984, sulla
base dei criteri individuati dalla circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14 giugno 1993, pubblicata nel supplemento
ordinario n. 53 alla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno 1993.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA LEGGE FINANZIARIA PER IL 2020

Dott. Alessio Santoni

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ASSUNZIONI DA PARTE DI AZIENDE AGRICOLE DI PERSONE CHE PERCEPISCONO REDDITO DI CITTADINANZA

Datori di lavoro agricoli: incentivi per le aziende agricole che assumono personale beneficiario del reddito di cittadinanza .
Datori di lavoro che versano i contributi agricoli
I datori di lavoro agricoli ammessi allo sgravio, che intendono fruire del beneficio a decorrere dalla denuncia di competenza relativa al IV trimestre 2019, dovranno esporre il beneficio attenendosi alle seguenti indicazioni.
Le denunce contenenti l’agevolazione in esame saranno sottoposte nella fase di invio alla verifica dell’ammissione all’incentivo.
Nelle denunce contributive con riferimento al lavoratore agevolato, oltre ai consueti dati retributivi, il datore di lavoro dovrà indicare i seguenti ulteriori campi:
Tipo Retribuzione: “Y”;
CODAGIO: indicare il valore “CD” (per lavoratori assunti per un’attività lavorativa coerente al percorso formativo seguito) “CP” (per i lavoratori assunti per un’attività lavorativa non coerente al percorso formativo seguito);
retribuzione: l’importo dell’agevolazione autorizzata relativa al mese corrente.
Il calcolo dell’importo dell’incentivo spettante all’azienda sarà effettuato a cura dell’Istituto a seguito dell’elaborazione dei dati trasmessi con le denunce.
In sede di tariffazione, dopo il calcolo del dovuto, previa applicazione della riduzione per zone montane e svantaggiate, sarà determinato l’importo dell’incentivo mensile spettante per il lavoratore agevolato sulla base delle retribuzioni dichiarate.
Qualora l’incentivo mensile, calcolato come sopra descritto, è inferiore al valore indicato per la retribuzione relativa al tipo retribuzione “Y”, verrà riconosciuto lo sgravio calcolato dall’Istituto. Se l’incentivo mensile calcolato è superiore, verrà riconosciuto lo sgravio indicato nel tipo retribuzione “Y”, fermo restando il limite massimo autorizzato.
Per il recupero dell’incentivo relativo ai mesi di competenza da aprile 2019 a ottobre 2019, le aziende dovranno rivolgersi alla Struttura territoriale di riferimento.
Per il recupero della quota di incentivo spettante all’Ente formatore, si rinvia alle indicazioni già fornite per i datori di lavoro che operano con il sistema UniEmens (cfr. il paragrafo 2).

LEGGI QUI SOTTO LE DUE CIRCOLARI

CIRCOLARE NOVEMBRE

CIRCOLARE DICEMBRE

Dott. Alessio Santoni

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