Normativa Fitosanitaria dal 14 dicembre 2019

Quali sono le modifiche principali apportate dal nuovo contesto normativo fitosanitario?
·Estensione dell’obbligo del passaporto fitosanitario a tutti i vegetali destinati alla piantagione . Il passaporto, che rappresenta la condizione imprescindibile per la libera circolazione delle merci nella UE, si presenterà sotto forma di etichetta apposta sull’unita di vendita (lotto), con un formato semplificato e armonizzato in tutto il territorio unionale.
·Maggiori responsabilità dell’operatore professionale . Gli operatori professionali autorizzati all’emissione di un passaporto delle piante devono assumersi maggiori responsabilità per il proprio operato. Questi sono tenuti a controllare regolarmente lo stato di salute delle loro merci e a disporre delle conoscenze necessarie per identificare i segni della presenza degli organismi nocivi regolamentati dalla nuova legislazione. In futuro la frequenza dei controlli ufficiali di un operatore professionale autorizzato dipenderà anche dalle modalità con cui attua le misure di prevenzione. Anche nel settore del materiale da imballaggio in legno viene promossa una maggiore responsabilità individuale da parte delle aziende sulla base della norma internazionale per le misure fitosanitarie ISPM n.15.
·Sospetta presenza di un Organismo nocivo : quando vi sia anche il solo sospetto della presenza di un Organismo nocivo da quarantena rilevante per il territorio dell’Unione europea o di un organismo che può soddisfare le condizioni per essere considerato tale, un operatore professionale ha l’obbligo di informare subito il Servizio fitosanitario competente e adottare tutte le misure precauzionali per impedirne la diffusione.
·Sistemi di tracciabilità . Ogni operatore professione che acquista o vende piante e prodotti delle piante deve registrare tutti i dati che gli consentono di identificare il fornitore o l’acquirente di ogni unità movimentata. La tracciabilità deve essere mantenuta anche per lo spostamento di piante all’interno e tra i propri siti di produzione;
·Inasprimento delle condizioni per l’importazione da Paesi terzi e controlli frontalieri rafforzati . L’importazione di materiale vegetale vivo (piante, frutta, ortaggi, fiori recisi, sementi, ecc.) da Paesi terzi è consentita unicamente se tale materiale è scortato da un certificato fitosanitario. Ciò vale anche per i materiali vegetali introdotti nel bagaglio dei viaggiatori.
·Nuova catalogazione degli organismi nocivi. Gli organismi nocivi delle piante sono suddivisi in quattro categorie principali al fine di una migliore definizione delle priorità delle azioni e delle misure da adottare nonché una migliore assegnazione delle risorse:
1. Organismi da quarantena: sono organismi nocivi la cui identità è stata accertata, che non sono presenti nel territorio, oppure, se presenti, non sono ampiamente diffusi e sono in grado di introdursi, di insediarsi e di diffondersi all’interno del territorio. Il loro ingresso determina un impatto economico, ambientale, sociale inaccettabile sul territorio in questione Negli organismi da quarantena rientra, ad esempio, il batterio Xylellafastidiosa.
2. Organismi da quarantena rilevanti per la UE: sono organismi nocivi da quarantena il cui territorio di riferimento è l’Unione europea. Possiedono lo status di organismi da quarantena soltanto all’interno della UE. Il Servizio Fitosanitario nazionale è tenuto a informare gli Operatori Professionali circa il rinvenimento di tali organismi
3. Organismi da quarantena rilevanti per la UE prioritari: organismi nocivi da quarantena rilevanti per l’Unione il cui potenziale impatto economico ambientale o sociale sul territorio dell’Unione è più grave rispetto ad altri organismi nocivi da quarantena. Qualora dovessero insediarsi in Europa potrebbero comportare danni economici, sociali ed ecologici considerevoli. Per tali organismi è previsto un rafforzamento delle misure di prevenzione come, per esempio, l’intensificazione di indagini di sorveglianza, l’elaborazione di piani di emergenza e di piani di azione, lo svolgimento di corsi con esercitazioni (simulazioni), che prevedono anche la formazione degli uffici competenti per la gestione di eventuali emergenze (SFN e laboratori).
4. Organismi nocivi regolamentati non da quarantena: Si tratta di OPP ampiamente diffusi in UE e trasmessi prevalentemente da determinate piante da impianto. Vista la loro diffusione non rispondono (più) ai criteri di un organismo da quarantena ma, date le ripercussioni economiche inaccettabili che la loro comparsa potrebbe comportare, occorre adottare misure fitosanitarie a livello di materiale di moltiplicazione. Appartengono a questa categoria, in particolare, gli «organismi di qualità» noti nel settore della certificazione dei materiali di moltiplicazione, incluse le sementi. Gli elenchi di tali organismi nocivi regolamentati sono in corso di definizione da parte della Commissione europea.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA NUOVA NORMATIVA DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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IMPRESE AGRICOLE E MERCATO: ancora distacco tra i due.

IMPRESE AGRICOLE E MERCATO: ancora distacco tra i due.
Il caso del mercato dei piccoli frutti e delle esigenze delle industrie di trasformazione ne è un esempio eclatante . Le imprese agricole prima di pianificare le colture, devono studiare il mercato per capire ciò che richiede l’industria di trasformazione: o producono per tali realtà economiche, o devono oltre a coltivare, trasformare il il proprio prodotto.

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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SEMINA SU SODO GRANO DURO

Semina su sodo del grano duro su terreno coltivato precedentemente a trifoglio da seme.

Anche per questo tipo di tecnica coltura è importante pianificare le concimazioni: alla semina fosforo e potassio sono necessari per un corretto sviluppo delle radici da parte delle piantine, previa analisi del terreno.

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Distillazione dei sottoprodotti della vinificazione – alcool uso industriale – Reg. UE n. 1308/2013 – Art. 52 – Campagna 2019/2020

Ai fini della concessione degli aiuti, la distillazione dei sottoprodotti per ottenere alcool deve
avvenire entro il 20 giugno di ciascun anno, sia per le vinacce che per le fecce. Tuttavia, per
i quantitativi di fecce e vinacce non distillate entro la data menzionata del 20/06/2020 la
distillazione deve avvenire entro e non oltre la data del 31/07/2020.
Possono accedere alla misura in oggetto i distillatori riconosciuti ai sensi del D.M. 23 aprile
2001 e successive modificazioni.
I produttori e coloro che abbiano proceduto ad una qualsiasi trasformazione delle uve da vino,
in conformità all’allegato VIII, parte II, sezione D – del Reg. UE 1308/2013 (divieto di
sovrappressione delle uve) sono obbligati alla consegna dei sottoprodotti ottenuti – fecce e vinacce
A8
Documento Pubblico
ORGANISMO PAGATORE
UFFICIO MONOCRATICO
Via Palestro, 81 – 00185 Roma
Tel. 06.49499.1 – Fax 06.4453940
– ad un distillatore per la successiva trasformazione in alcool così come definito all’art. 42 del
Regolamento Delegato (UE) 2016/1149, ovvero al loro ritiro sotto controllo, salvo i soggetti
esonerati di cui all’art. 2 del D.M. 5396 del 27.11.08.
Ai fini del pagamento della misura in oggetto, l’alcool ottenuto deve avere la destinazione
per usi industriali o energetici, secondo quanto stabilito all’art. 52 del Reg. UE 1308/2013.
Gli aiuti relativi alla misura in causa, per grado e per ettolitro, secondo quanto stabilito
dall’art. 18 del Reg. di esecuzione (UE) 1150/2016 e dall’art. 10 del D.M. n. 5396 del 27.11.2008
sono i seguenti:
EURO
✓ alcool greggio di vinaccia 1,10
✓ alcole greggio di vino e fecce 0,50
L’aiuto è comprensivo dei costi sostenuti per la raccolta e trasporto dei sottoprodotti; se tali
costi sono sostenuti dal produttore, il distillatore riconoscerà l’importo di 0,016 euro per Kg. al
produttore dietro presentazione della fattura riguardante la vendita dei sottoprodotti.
L’importo di detta fattura dovrà essere uguale o superiore ad €. 0,016/ Kg..
Nel caso di conferimento presso un centro di raccolta, istituito dalle distillerie a propria cura e
spese in conformità a quanto disposto dall’ art. 14 comma 3 della Legge 82/2006, ove il trasporto
dal centro di raccolta fino all’impianto di distillazione sia a carico del distillatore, quest’ultimo non
sarà tenuto a riconoscere al produttore l’importo di €. 0,016/Kg.
L’aiuto verrà corrisposto nel limite massimo del 10% rispetto al volume di alcool contenuto nel
vino prodotto su base nazionale, ovvero, non verrà versato alcun aiuto per il volume di alcool
contenuto nei sottoprodotti da distillare che sia superiore al 10% rispetto alla media del volume di
alcool contenuto nel vino prodotto in Italia nelle ultime 5 campagne vitivinicole ,

CLICCA QUI PER LEGGERE LA CIRCOLARE AGEA

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BAMBU’: il terreno è molto importante.

IMPIANTO DI BAMBU’ : impiantato con giovani piantine nel settembre 2014. Uno dei più interessanti impianti di bambu’ in Italia.
Premessa: non sono un venditore di impianti di bambu’. Questo è un impianto di bambu’ di un mio cliente nel territorio della provincia di Ancona, precisamente a Filottrano. Impiantato nel settembre 2014 utilizzando piante molto piccole in vaso, all’inizio aveva difficoltà di crescita e di attecchimento E’ un impianto in buone condizioni di accrescimento: questo perchè sono state realizzate le analisi del terreno e poi eseguita la corretta concimazione. Quanti impianti di bambu’ sono in queste condizioni? chi possiede impianti di bambu’ impiantati dal 2014 può postare un commento inviando delle foto, per capire la situazioni dei bambuseti in Italia. Se non conosci il tuo terreno, non può raggiungere buoni risultati di crescita delle piante.

Dott. Alessio Santoni

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IMPRESA AGRICOLA CON reddito agrario e con redditto d’impresa extragricolo: gli Isa si applicano solo alla seconda attività.

IMPRESA AGRICOLA CON reddito agrario e con redditto d’impresa extragricolo: gli Isa si applicano solo alla seconda attività.
In presenza di tipologie di reddito tra loro diverse, uno agrario e l’altro d’impresa, derivanti da attività rientranti nello stesso studio Isa, a quello d’impresa si applicano gli indici, all’agrario no, perché non riconducibile ad attività di impresa o di lavoro autonomo. Il chiarimento, fornito dall’Agenzia a un imprenditore ittico con la risposta n. 418 del 18 ottobre 2019, origina direttamente dalle disposizioni relative alle cause di esclusione dagli Isa.
In particolare, rilevano i tecnici del Fisco, il comma 6 dell’articolo 9-bis, Dl n. 50/2017, al punto b), dove è scritto a chiare lettere che “gli indici non si applicano ai periodi d’imposta nei quali il contribuente… dichiara ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e), o compensi di cui all’articolo 54, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, di ammontare superiore al limite stabilito dal decreto di approvazione o revisione dei relativi indici” (articolo 2 Dm 28 dicembre 2018).

Il richiamo ai ricavi o ai compensi per individuare i limiti di applicazione degli Indici consente di affermare che questi sono stati istituiti esclusivamente per gli esercenti “attività di impresa, arti o professioni”, riferendosi, perciò, a coloro che dichiarano redditi d’impresa di cui all’articolo 55 del Tuir, ovvero redditi derivanti dall’esercizio di arti o professioni di cui al precedente articolo 53.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA RISPOSTA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

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CONCIMAZIONI: il giusto approccio moderno all’uso dei concimi.

Come agricoltura di precisione sta migliorando la nutrizione delle piante L’agricoltura di precisione utilizza una gamma crescente di tecnologie e dati da realizzarel’agricoltura, compresa la nutrizione delle piante, più efficiente mentre aumenta la resa delle colture e qualità. Ecco alcuni degli strumenti che gli agricoltori stanno usando per applicare i fertilizzanti in maniera permanente modo più preciso per coltivare più cibo sui terreni agricoli esistenti riducendo
perdite di nutrienti nell’ambiente.
– Sensori in azienda
I sensori misurano il contenuto nutrizionale dei suoli e
stabilimenti. Questo aiuta gli agricoltori a selezionare i nutrienti giusti per applicare nella giusta quantità e al momento giusto e
posto giusto, che minimizza le perdite di nutrienti nell’aria
e l’acqua massimizzando la qualità e la resa delle colture.
– Software di supporto alle decisioni
Le app per computer e smartphone utilizzano algoritmi per
analizzare dati su suolo, colture, condizioni meteorologiche e agricoltura pratiche per offrire fertilizzanti sempre più precisi
raccomandazioni sull’applicazione
– Prescrizioni a tasso variabile
Poiché i fabbisogni nutrizionali possono variare in un determinato momento campo, misurazioni dettagliate dei nutrienti consentono agli agricoltori di tracciare i requisiti nutrizionali specifici per ciascuna area di il campo, garantendo la gestione dei nutrienti specifica per sito.
– Mappe di resa
Mappe di resa create tramite GPS e raccolta
i monitor aiutano gli agricoltori a monitorare la distribuzione dei raccolti all’interno di un campo di anno in anno e migliorare
le loro applicazioni di fertilizzanti.
– Imaging multispettrale
Immagini multispettrali da droni e satelliti riflettere i livelli nutritivi nel baldacchino della pianta, he consente agli agricoltori di identificare rapidamente e rispondere alle carenze di fertilizzanti nelle colture cruciali fasi di crescita.
– Sistemi di guida automatica
I trattori automatici con guida GPS consentono agli agricoltori di farlo monitorare accuratamente e metodicamente i campi e
applicare esattamente la giusta quantità di fertilizzanti a le aree giuste per evitare perdite di nutrienti e crescere più produrre.
– fertirrigazione
Combinazione di concimazione precisa con irrigazione
assicura un eccellente consumo di nutrienti e acqua efficienza, che aiuta gli agricoltori a coltivare colture più efficace nelle aree con scarsità d’acqua o siccità
– Mappatura del suolo
Mappe di fertilità del suolo basate sul campionamento intensivo del suolo fornire una stima del contenuto e dell’acidità dei nutrienti del suolo per regione. La mappatura del suolo aiuta gli agricoltori, in particolare a paesi in via di sviluppo con accesso limitato alle prove del suolo, per comprendere meglio le esigenze nutrizionali delle loro colture.
– microdosaggio
Utilizzando tappi di bottiglia per applicare costantemente piccoli quantità di fertilizzanti, durante la semina o Permette da 3 a 4 settimane dopo la comparsa della pianta piccoli agricoltori per migliorare la loro produttività ad un costo gestibile
– Grafici di colore foglia
Questo semplice ma efficace strumento ne consente di meno
agricoltori tecnologicamente avanzati da analizzare
il colore delle loro foglie del raccolto per vedere se
è necessario ulteriore fertilizzante a base di azoto
per migliorare i rendimenti.

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CONDIZIONALITA’ 2019

Condizionalità Anno 2019: norme da rispettare ai fini della domanda Unica (domanda PAC) e domande PSR, ecc.
Il regolamento della condizionalità anno 2019, prevede alcuni punti da rispettare da parte delle aziende agricole:
– rispetto delle accque
– norme sulle concimaie e sugli allevamenti
– divieti di fertilizzazione
– ecc.
Norme da rispettare per il percepire il premio PAC.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA NORMA SULLA CONDIZIONALITA’ 2019, SUDDIVISA PER REGIONI.

Dott. Alessio Santoni

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IMU: l’area agricola con permesso di costruire e comunicazione inizio dei lavoro, la rende edificabile.

La sezione tributaria della Cassazione con la sentenza 23234/2019 , conferma le precedenti sentenze 15566/2010 e 27096/2016 adducendo che : un’area edificabile con permesso di costruire e con la comunicazione al Comune dell’inizio dei lavori, è da considerare edificabile anche per i possessori coltivatori diretti e IAP, iscritti ai contributi INPS agricoli, i quali pertanto devono versare l’IMU come area edificabile e non agricola. Il tutto sino alla fine dei lavori urbanistici ed edilizi.

Di seguito il testo della sentenza:

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere Dott. BOTTA Raffaele – rel. Consigliere ha pronunciato la seguente: SENTENZA sul ricorso iscritto al n. 22214/2017 R.G. proposto da: Comune di Caldogno, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso l’avv. (OMISSIS), rappresentato e difeso dagli avv.ti (OMISSIS) e (OMISSIS) giusta procura speciale autenticata dal Segretario Generale del Comune del 28 agosto 2017 autorizzato con delib. della Giunta Comunale n. 73 del 2 agosto 2017; – ricorrente – contro (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS), quali eredi di (OMISSIS); – intimati – avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Veneto (Venezia), Sez. 1, n. 249/01/17 del 14 novembre 2016, depositata il 20 febbraio 2017, non notificata. Udita la relazione svolta nella pubblica udienza del 4 luglio 2019 dal Consigliere Raffaele Botta; Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Giovanni Giacalone, che ha concluso chiedendo che sia accolto il ricorso. Preso atto che e’ presente per la parte ricorrente l’avv. (OMISSIS) che si riporta alle proprie difese. FATTI DI CAUSA La controversia concerne l’impugnazione di un avviso di accertamento ai fini ICI per l’anno 2008 relativamente ad un’area edificabile di proprieta’ del contribuente che ne sosteneva (allegando la propria qualita’ di coltivatore diretto) il perdurante utilizzo agricolo, nonostante la stipula di una convenzione urbanistica denominata “Lottizzazione del (OMISSIS)” (4 ottobre 2014 a seguito della relativa approvazione con delib. del consiglio comunale 9 agosto 2004, n. 43) e del conseguente rilascio (4 maggio 2005) da parte del Comune del permesso di costruire con successiva comunicazione di inizio lavori (15 luglio 2005). Il ricorso era accolto in primo grado, e la decisione era confermata in appello con la sentenza in epigrafe avverso la quale l’ente locale propone ricorso per cassazione con unico motivo. Resiste il contribuente con controricorso. RAGIONI DELLA DECISIONE 1. Con l’unico motivo, la parte ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione del Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 2, comma 1, lettera b), secondo periodo e articolo 5, commi 2 e 6, nonche’ del Decreto Legge n. 223 del 2006, articolo 36, comma 2. 1.2. Il motivo dedotto e’ fondato, in quanto non emerge dall’accertamento condotto dal giudice di merito l’esistenza, nel caso, di quella condizione (a carattere forte perche’ destinata a superare l’edificabilita’ dell’area prescritta dagli strumenti urbanistici) di incompatibilita’ tra: – supposta persistenza della destinazione del fondo a scopo agricolo e – sfruttamento edilizio in atto del medesimo fondo che, ad avviso di questa Corte, osta all’applicabilita’ dell’agevolazione reclamata dal contribuente. Si vedano in proposito: – Cass. n. 15566 del 2010: “In tema di ICI, il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, articolo 2, comma 1, lettera b), nel considerare agricolo un terreno, pur suscettibile di utilizzazione edificatoria, a condizione che sia posseduto e condotto dai soggetti indicati nell’articolo 9, comma 1 (coltivatori diretti od imprenditori agricoli) e che persista l’utilizzazione agro – silvo – pastorale mediante l’esercizio di attivita’ dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all’allevamento di animali, si riferisce ad una situazione incompatibile con la possibilita’ dello sfruttamento edilizio dell’area, avente carattere oggettivo”; – Cass. n. 27096 del 2016: “In tema di ICI, nel periodo in cui il terreno agricolo sia distolto dall’esercizio delle attivita’ previste dall’articolo 2135 c.c., poiche’ su di esso sono in corso opere di costruzione, demolizione, ricostruzione o esecuzione di lavori di recupero edilizio, la base imponibile e’ costituita, giusta il Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 5, comma 6, dal valore dell’area utilizzata a tale scopo, la quale, per tale motivo, e’ considerata fabbricabile, indipendentemente dal fatto che lo sia, o non, in base agli strumenti urbanistici, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, venendo meno la ragione agevolativa della natura agricola, connessa ai rischi di tale attivita’”. 1.3. Ne emerge con chiarezza l’orientamento di questa Corte in ordine alla corretta interpretazione del Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 2, comma 1, lettera b) e articolo 5, comma 6, cui, come fondatamente rilevato nel ricorso in esame, non si e’ adeguato il giudice di merito. Quest’ultimo, in particolare, ha peraltro dato rilievo decisivo ad una perizia di parte, relativa alla presenza di ortaggi in un’epoca di molto posteriore all’annualita’ oggetto di accertamento ed in contraddizione con la Relazione Geologica e Geotecnica redatta il data 4 giugno 2008 che certifica lo stato “incolto” del terreno in questione. 2. Pertanto il ricorso deve esser accolto e la sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale del Veneto in diversa composizione che provvedera’ anche in ordine alle spese della presente fase del giudizio. P.Q.M. Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Commissione Tributaria Regionale del Veneto in diversa composizione.

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