BORO: microelemento essenziale per le piante.

BORO: microelemento essenziale per le piante.
Il boro è necessario per :
– germinazione del polline
– formazione dei fiori, frutti e radici
– regola il metabolismo dei carboidrati, favorendone la traslocazione da certi siti e l’accumulo in altri;
– a livello cellulare influenza grandemente la permeabilità della membrana, permette una ordinata divisione cellulare, è determinante per la fertilità del polline;
– partecipa alla sintesi dei grassi ed al loro metabolismo;
– influenza notevolmente l’assorbimento e la traslocazione di calcio, potassio e fosforo;
– favorisce l’azotofissazione nelle leguminose.
Pertanto è necessario apportarlo ad esempio all’Olivo, perchè riduce anche la cascola dei frutticini (olive) e nella Vite migliora la formazione del grappolo (uva).
Si può apportare con concimi solidi a microgranuli oppure con concimi fogliari.

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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PIANTE MELLIFERE: elenco specie per il rispetto del Greening – Domanda Unica (Domanda PAC).

DOMANDA UNICA 2019 (DOMANDA PAC 2019): novita’ per il rispetto del greening per aziende con superficie seminabile maggiore di 15 ettari.
Da questo anno è possibile utilizzare ai fini EFA (obbligo greening per aziende con superficie maggiore di 15 ettari) dei terreni a riposo (dalla data del 1 gennaio- al 31 luglio) con copertura vegetale di specie mellifere, individuando le specie erbacee bottinate dalle api non rilevanti ai fini dell’alimentazione umana o animale. Il fattore di conversione è di 1,5: ciò significa che 1 ettaro coltivato con specie mellifere , corrisponde a 1,5 ettari di greening, pertanto molto interessante a livello di occupazione di terreno, rispetto ad un terreno incolto o destinato a colture azotofissatrici (favino, cece, pisello preteico, ecc.).
Di seguito l’elenco delle specie mellifere da seminare:

Fiordaliso (Centaurea)
Dondolino (Coronilla)
Radichiella (Crepis)
Rughetta selvatica (Diplotaxis)
Trifoglino (Dorycnium)
Calcatreppolo (Eryngium)
Viperina azzurra (Echium)
Sparviere (Hieracium)
Sferracavallo (Hippocrepis)
Ambretta (Knautia)
Falsa ortica (Lamium)
Liniola, Erba strega (Linaria)
Facelia (Phacelia)
Asfodelo (Asphodelus)
Ferula (Ferula)
Siderite, Mascarenna (Sideritis)
Scarlina, Spina janca (Galactites)
Busnaga (Daucus Visnaga)
Mentuccia, Nepetella (Calamintha)

Lettera__OP_per_scelte_nazionali

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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ATTIVITA’ ENOTURISTICA

Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio
dell’attività enoturistica.

Articolo 1 (Ambito di applicazione e definizioni) 1.Il presente decreto definisce indirizzi e linee guida in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità, con particolare riferimento alle produzioni vitivinicole del territorio, per l’esercizio dell’attività enoturistica, ai sensi dell’articolo l, comma 504, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”. 2. L’attività enoturistica, di cui all’articolo 1, comma 502 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è considerata attività agricola connessa ai sensi del terzo comma dell’articolo 2135 del codice civile ove svolta dall’imprenditore agricolo, singolo o associato, di cui al medesimo articolo 2135 del codice civile 3.Coerentemente con la definizione di “enoturismo” di cui all’’articolo l, comma 502, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono considerate attività enoturistiche, ai fini del presente decreto, tutte le attività formative ed informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio e la conoscenza del vino, con particolare riguardo alle indicazioni geografiche (DOP, IGP) nel cui areale si svolge l’attività, quali, a titolo esemplificativo, le visite guidate ai vigneti di pertinenza dell’azienda, alle cantine, le visite nei luoghi di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, della storia e della pratica dell’attività vitivinicola ed enologica in genere; le iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo svolte nell’ambito delle cantine e dei vigneti, ivi compresa la vendemmia didattica; le attività di degustazione e commercializzazione delle produzioni vitivinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, da intendersi quali prodotti agro-alimentari freddi preparati dall’azienda stessa, anche manipolati o trasformati, pronti per il consumo e aventi i requisiti e gli standard di cui all’articolo 2, comma 1 e 2. Articolo 2 (Linee guida ed indirizzi in merito ai requisiti e standard minimi di qualità per lo svolgimento dell’attività enoturistica) 1. Fermi i requisiti generali, anche di carattere igienico-sanitario e di sicurezza, previsti dalla normativa vigente, si prevedono i seguenti requisiti e standard di servizio per gli operatori che svolgono attività enoturistiche: 1) apertura settimanale o anche stagionale di un minimo di 3 giorni, all’interno dei quali possono essere compresi la domenica, i giorni prefestivi e festivi; 2) strumenti di prenotazione delle visite, preferibilmente informatici; 3) cartello da affiggere all’ingresso dell’azienda che riporti i dati relativi all’accoglienza enoturistica, ed almeno gli orari di apertura, la tipologia del servizio offerto e le lingue parlate; 4) sito o pagina web aziendale; 5) indicazione dei parcheggi in azienda o nelle vicinanze; 6) materiale informativo sull’azienda e sui suoi prodotti stampato in almeno 3 lingue, compreso l’’italiano; 7) esposizione e distribuzione del materiale informativo sulla zona di produzione, sulle produzioni tipiche e locali con particolare riferimento alle produzioni con denominazione di origine sia, in ambito vitivinicolo che agroalimentare, sulle attrazioni turistiche, artistiche, architettoniche e paesaggistiche del territorio in cui è svolta l’attività enoturistica; 8) ambienti dedicati e adeguatamente attrezzati per l’accoglienza e per la tipologia di attività in concreto svolte dall’operatore enoturistico;

9) personale addetto dotato di competenza e formazione, anche sulla conoscenza delle caratteristiche del territorio, compreso tra il titolare dell’azienda o i familiari coadiuvanti, i dipendenti dell’azienda ed i collaboratori esterni. 10) l’attività di degustazione del vino all’interno delle cantine deve essere effettuata con calici in vetro o altro materiale, purché non siano alterate le proprietà organolettiche del prodotto; 11) svolgimento delle attività di degustazione e commercializzazione da parte di personale dotato di adeguate competenze e formazione, compreso tra: a) titolare dell’azienda o familiari coadiuvanti; b) dipendenti dell’azienda; c) collaboratori esterni 2. L’abbinamento ai prodotti vitivinicoli aziendali finalizzato alla degustazione deve avvenire con prodotti agro-alimentari freddi preparati dall’azienda stessa, anche manipolati o trasformati, pronti per il consumo nel rispetto delle discipline e delle condizioni e dei requisiti igienico sanitari previsti dalla normativa vigente, e prevalentemente legati alle produzioni locali e tipiche della Regione in cui è svolta l’attività enoturistica: DOP, IGP, STG, prodotti di montagna, prodotti che rientrano nei sistemi di certificazione regionali riconosciuti dalla UE, prodotti agroalimentari tradizionali presenti nell’elenco nazionale pubblicato ed aggiornato annualmente dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, della Regione in cui è svolta l’attività enoturistica. Dall’attività di degustazione sono in ogni caso escluse le attività che prefigurano un servizio di ristorazione. 3. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono promuovere autonomamente, o in collaborazione con le Organizzazioni più rappresentative dei settori vitivinicolo e agroalimentare, e con gli enti preposti o abilitati, la formazione teorico-pratica per le aziende e per gli addetti, anche al fine di garantire il rispetto dei requisiti e degli standard minimi di cui al presente decreto e di promuovere il miglioramento della qualità dei servizi offerti. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, in collaborazione con i Comuni che ricevono la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, possono altresì istituire, provvedendo con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, elenchi regionali degli operatori che svolgono attività enoturistiche. 4. Ferma l’applicazione delle disposizioni previste dalla normativa vigente, le Regioni definiscono le funzioni di vigilanza, di controllo e sanzionatorie sull’osservanza delle disposizioni di cui al presente decreto. 5. Alle aziende agricole che svolgono attività di degustazione, di fattoria didattica o di agriturismo e multifunzionalità se intraprendono anche l’attività enoturistica, continueranno ad applicarsi altresì le disposizioni regionali nelle relative materie.

Articolo 3 (Logo) 1. Il Ministero con apposito decreto può istituire un logo identificativo per l’indicazione facoltativa dell’enoturismo di cui potranno beneficiare i soggetti che svolgono l’attività enoturistica. Articolo 4 (Entrata in vigore) 1. Il presente decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.

CLICCA QUI PER LEGGERE LE LINEE GUIDA

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INCENTIVI PER VEICOLI ELETTRICI E ECOTASSA PER CHI ACQUISTA VEICOLI INQUINANTI.

Primi chiarimenti sugli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e non inquinanti, sulle detrazioni fiscali delle spese per le infrastrutture di ricarica e sull’imposta (c.d. ECOTASSA). Il contributo, che non è cumulabile con altri incentivi di carattere nazionale, è compreso tra i 1.500 e i 6.000 euro ed è differenziato sulla base di due fasce di
emissioni di CO2 e della circostanza per cui l’acquisto avvenga o meno alla contestuale consegna per la rottamazione di un veicolo della medesima categoria
omologato alle classi Euro 1, Euro 2, Euro 3 o Euro 4. 
Clicca qui sotto per leggere la circolare dell’Agenzia delle Entrate:

RISOLUZIONE AGENZIA DELLE ENTRATE

Dott. Alessio Santoni

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REGISTRO DEI TRATTAMENTI: recepisce le direttive del PAN.

Tutte le aziende agricole che utilizzano fitofarmaci e che effettuano concimazioni nei terreni in zone ZVN, devono compilare il registro dei trattamenti. La novità è quella di registrare “Regolazione/Taratura effettuata per conto proprio “, nelle pagine finali del registro dei trattamenti. Esistono però 3 casi:
1) se la taratura non è stata effettuata dal centro controllo funzionale che ha controllato l’irroratrice, in questo caso l’agricoltore deve registrare ogni hanno la taratura eseguita in proprio, come indicato nell’ultima pagina del registro;
2) se la taratura è stata effettuata dal centro controllo funzionale che ha controllato l’irroratrice, in questo caso l’agricoltore deve semplicemente annotare nell’ultima pagina del registro, che la taratura è stata eseguita dal centro controllo “NOME” in DATA”. 
3) se la distribuzione dei fitofarmaci viene svolta dal contoterzista e non dal titolare dell’azienda agricola, in questo caso il titolare deve farsi rilasciare l’ALLEGATO 4bis Scheda Trattamenti Contoterzisti, in cui viene indicato il numero e l’anno del controllo funzionale dell’irroratrice del conto terzista. Questo allegato è importante ai fini della PAC e l’imprenditore agricolo non può far svolgere la distribuzione dei fitofarmaci se il contoterzista non ha controllato la sua irroratrice: per questo l’ALLEGATO 4bis è fondamentale per verificare questo dato. Di seguito il nuovo registro e l’Allegato 4bis.

CLICCA QUI PER I MODELLI DA SCARICARE

RdT-2016-5-1

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APICOLTURA: norme per produttori primari e laboratori di smielatura

Qui di seguito le linee guida per la registrazione ed il controllo ufficiale degli opemtori del seUore apistico in particolare dei labomtori di smielatul’3 che rientrano nella produzione primaria di cui al Reg. (CE) n.852/2004 – revoca del DDPF n.169/2012

CLICCA QUI PER COLLEGARTI ALLE LINEE GUIDA

SMIELATURA-APICOLTURA

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GIRASOLE: tecnica di concimazione.

GIRASOLE: tecnica di concimazione (attenzione alle carenze di microelementi)
Il girasole è una coltura che si avvicenda molto bene con il grano duro. Per avere un’ottima produzione, occorre avere degli accorgimenti per la concimazione:
– la base di un perfetto piano di concimazione , sono le analisi del terreno, da cui reperire le carenze nutrizionali del terreno
– il girasole è avido di azoto, fosforo e potassio e pertanto occorre concimare con fosforo e potassio io presemina, mentre l’azoto va somministrato in due passaggi. 
– microelementi necessari per una buona produzione e per una buona qualità dell’olio sono : il boro e lo zolfo, da somministrare con la concimazione.
Pianificate bene la concimazione.

Dott. Alessio Santoni

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FERTILIZZANTI CON IL MARCHIO UE

FERTILIZZANTI CON IL MARCHIO UE: nuovo regolamento sulla commercializzazione dei fertilizzanti con il marchio UE.

CLICCA QUI PER LEGGERE IL REGOLAMENTO UE

Dott. Alessio Santoni

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REVISIONE MACCHINE AGRICOLE E MACCHINE OPERATRICI

REVISIONE MACCHINE AGRICOLE E MACCHINE OPERATRICI: pubblicate le date ufficiali.

Le scadenze per le revisioni per macchine agricole ed operatrici sono:
– veicoli immatricolati entro il 31 Dicembre 1983, revisione entro il 30 Giugno 2021 ;
– veicoli immatricolati dal 1 Gennaio 1984 al 31 Dicembre 1995, revisione entro il 30 Giugno 2022 ;
– veicoli immatricolati dal 1 Gennaio 1996 al 31 Dicembre 2018, revisione entro il 30 Giugno 2023 ;
– veicoli immatricolati dopo il 1 Gennaio 2019 , revisione al 5° anno entro la fine del mese di prima immatricolazione.

CLICCA QUI PER LEGGERE IL DECRETO

Decreto_numero_80_del_28-02-2019

Dott. Alessio Santoni

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