PASCOLO MAGRO: ecco cosa fare una volta inserito in domanda UNICA (domanda PAC) 2019

Ai fini della corretta attivazione dei titoli in domanda, l’agricoltore è tenuto a dichiarare, nel piano di coltivazione, la modalità di mantenimento delle superfici. a) Sulle superfici individuate come Pratiche Locali Tradizionali (codice occupazione suolo 218) l’unica attività di mantenimento eseguibile è il pascolamento; pertanto, l’eventuale svolgimento di altre attività determina l’inammissibilità delle superfici. b) Sulle superfici individuate come pascolo magro (codici occupazione suolo 054, 063, 064, 103, 380, 382 e codici occupazione suolo 065, 460 e 461) il pascolamento non è obbligatorio come pratica di mantenimento, qualora l’agricoltore sia in grado di dimostrare di aver effettuato almeno un’operazione colturale, secondo le modalità stabilite dagli Organismi pagatori. A partire dalla campagna 2019, qualora il mantenimento delle superfici occupate da pascolo magro sia eseguito con modalità diverse dal pascolamento, il beneficiario dichiarante deve depositare idonea documentazione comprovante l’esecuzione dell’attività stessa secondo le modalità stabilite dagli Organismi pagatori. In mancanza, le suddette superfici sono inammissibili. Inoltre, per le sole aziende prive di allevamenti (bovini, ovicaprini e equini) e che eseguono lo sfalcio è necessario fornire anche la documentazione attestante la destinazione delle erbe sfalciate. La documentazione è sottoposta a controlli da parte dell’Organismo pagatore competente, subordinando agli esiti del controllo stesso la valutazione di ammissibilità delle superfici. In alternativa al deposito di documentazione, gli Organismi pagatori possono stabilire diverse modalità di controllo comprovanti l’esecuzione dell’attività di mantenimento. In ogni caso l’eventuale dichiarazione di mantenimento delle superfici occupate da pascolo magro con modalità diverse dal pascolamento è ritenuta elemento di rischio di mancato rispetto delle condizioni di ammissibilità ai fini della selezione dei campioni di controllo di cui agli artt. 30 e 31 del Reg. (UE) n. 809/2014. Per tali superfici è previsto un aumento (almeno 1%) della percentuale da sottoporre a controllo.

CLICCA QUI PER LE ISTRUZIONI

6768205

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInGoogle PlusYouTube

INGEGNERIA NATURALISTICA

L’ingegneria naturalistica è una disciplina tecnico- scientifica, che utilizza materiale inerte, quale pietre, sassi, legno, ecc, associato a materiale vegetale vivo (ramaglie, astoni, ecc) , per sistemare aree in frana, consolidare scarpate, fiumi, torrenti e fossi. E’ una tecnica che non utilizza il cemento, pertanto ad impatto ambientale zero. Se avete problemi di frane, instabilità del terreno, ecc, l’ingegneria naturalistica è una soluzione naturale a zero impatto ambientale.

Ci sono varie tecniche , quali : palificata, gabbionata, palizzata, grata, fascinata, viminata, ecc.

Contattami per informazioni .


Clicca qui per vedere immagini dall’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica – Sezione Marche.

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInGoogle PlusYouTube

TARI (tassa rifiuti) per aziende agricole

SONO ESONERATI I SEGUENTI FABBRICATI AGRICOLI:
l) gli immobili di stretta pertinenza di fondi destinati all’esercizio dell’agricoltura, dell’allevamento, del florovivaismo e della silvicoltura, come ad esempio i locali di ricovero delle attrezzature e delle derrate, i fienili, le stalle, le serre per l’esposizione delle piante, con esclusione della parte abitativa della casa colonica e degli spazi destinati alla vendita dei prodotti al dettaglio, alla somministrazione e alla ricettività;
E’ l’articolo n 8 . comma i) del REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA TASSA RIFIUTI TARI del Ministero delle Finanze (MEF).

CLICCA QUI PER LEGGERE IL REGOLAMENTO DEL MINISTERO

TARI

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInGoogle PlusYouTube

APICOLTURA: aumentato il valore delle Produzione Standard (PS).

APICOLTURA: aumentato il valore delle Produzione Standard (PS).
Tali valori consentiranno agli apicoltori di poter partecipare ai bandi PSR: contributi per investimenti. 
In precedenza avendo un valore di Produzione Standard basso , non riuscivano ad avere il punteggio minimo per accedere ai contributi previsti dai BANDI PSR.

CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO

CLICCA QUI PER LEGGERE I NUOVI VALORI DI PRODUZIONE STANDARD (PS)

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInGoogle PlusYouTube

ALLEVAMENTI E FISCALITA’

“Determinazione del reddito derivante dall’allevamento di animali per il biennio 2018 – 2019”.
Anche gli allevamenti di tartarughe e i camelidi (Alpaca, Lama e Guanaco) hanno la tassazione in base al reddito agrario.
L’emanazione del decreto è prevista dall’articolo 32, comma 3 e dall’articolo 56, comma 5, del Tuir, ogni due anni, al fine di individuare:
per ciascuna specie animale il numero dei capi che rientra nei limiti di cui alla lettera b) del comma 2, dell’articolo 32 del Tuir, tenuto conto della potenzialità produttiva dei terreni e delle unità foraggere occorrenti a seconda della specie allevata;
il valore medio del reddito agrario riferibile a ciascun capo allevato e un coefficiente idoneo a tener conto delle diverse incidenze dei costi, di cui all’articolo 56, comma 5, del Tuir, necessari per determinare il reddito d’impresa relativo alla parte eccedente per le attività di allevamento di animali esercitate oltre tale limite.
Il nuovo decreto, che riguarda il biennio 2018 – 2019, ha aggiunto le tartarughe e i camelidi (Alpaca, Lama e Guanaco) alle categorie di animali il cui allevamento, nei limiti previsti, dà luogo a reddito agrario

CLICCA QUI PER LEGGERE LA NORMA

D.M.-15-marzo-2019

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInGoogle PlusYouTube

P.U.A. – PIANO DI UTILIZZAZIONE AGRONOMICA: per aziende agricole con allevamenti e altri materiali contenenti azoto.

Il Piano di Utilizzazione Agronomica è uno strumento che raccoglie le informazioni utili alla gestione della fertilizzazione con particolare riguardo all’azoto e si basa sul bilancio degli elementi nutritivi. Tale bilancio è realizzato a scala di appezzamenti aziendali (Unità di Paesaggio Aziendale di cui alla Sez. 2 Allegato 4 paragrafo 2.1 del presente atto e Programma d’Azione) considerati uniformi per tipologia di suolo, livello di fertilità, rotazione delle colture e gestione agronomica. Il Piano di Utilizzazione Agronomica è finalizzato a dimostrare l’equilibrio tra il fabbisogno prevedibile di azoto delle colture e l’apporto alle stesse così come previsto nella sezione 2 , allegato 4 del presente atto e Programma d’Azione. Sulla base della classe dimensionale dell’allevamento la compilazione del P.U.A. (allegato 4), è prevista nei casi riportati nello schema delle procedure contenuto nella “sezione 2 – paragrafo 3” ed alla tabella riportata alla “sezione 2 paragrafo 3.1” del presente atto e Programma d’Azione. In particolare devono provvedere alla compilazione del Piano di Utilizzazione Agronomica (P.U.A.), gli allevamenti ricadenti nelle classi dimensionali riportati nella tabella 3. Si precisa inoltre che per la classe dimensionale compresa tra 3001 e 6000 Kg/anno di azoto, è prevista in allegato alla comunicazione (all.2 o all.3) la compilazione del “P.U.A. semplificato” (P.U.A.S.). In particolare il P.U.A.S dovrà contenere i dati riportati ai punti 1, 2.1, 2.2, 3, 4, 5.1, 5.2 e 6 dell’allegato 4, sezione 2 del presente atto. Nel caso di allevamenti che producono esclusivamente letame bovino (con produzione > 3001 Kg/anno), dovrà essere presentato un P.U.A. specifico. Questo, per esaltare le proprietà ammendanti e quindi a scarso impatto ambientale, che sono proprie del letame maturo il cui uso va pertanto assoggettato al semplice rispetto della buona pratica agricola rispettando comunque il limite massimo di azoto al campo ammissibile come media aziendale (170 Kg/ha per ZVN e 340 Kg/ha per le zone ordinarie non vulnerabili); pertanto il P.U.A. specifico per il letame dovrà contenere le seguenti informazioni: – Dati aziendali (punto 1 allegato 4 sezione 2); – Individuazione delle Unità di Paesaggio Aziendale (U.P.A.) comprese nei siti di spandimento degli effluenti (punto 2.1 allegato 4 sezione 2); – Osservazioni pedologiche (punto 2.2 allegato 4 sezione 2); – Geomorfologia (punto 3 allegato 4 sezione 2); – Idrologia (punto 4 allegato 4 sezione 2) – Sistemi colturali e tipo di gestione aziendale adottato con particolare riferimento al sito di spandimento (punto 5.1 allegato 4 sezione 2); – Indicazione delle dosi di azoto (media aziendale); – Tecniche di spandimento agronomico (punto 6 allegato 4 sezione 2) Tabella 3. Classi dimensionali di allevamento con obbligo di presentazione del P.U.A.

Le classi dimensionali di allevamento con obbligo di presentazione del P.U.A. le trovate alla pagina 21 e 22 del decreto regionale:

CLICCA QUI PER LEGGERE LE PAGINE 21 E 22 DEL DECRETO REGIONALE

zvn_pianoazione07

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInGoogle PlusYouTube

COADIUVANTI AGRICOLI: STESSE AGEVOLAZIONI FISCALI DEL CAPO AZIENDA COLTIVATORE DIRETTO.

COADIUVANTI AGRICOLI ISCRITTI NEL MEDESIMO NUCLEO DEL CAPO AZIENDA: HANNO LE STESSE AGEVOLAZIONI FISCALI DEL CAPO AZIENDA COLTIVATORE DIRETTO.
articolo 1, comma 705, della legge 145/2019

I familiari coadiuvanti del coltivatore diretto, appartenenti
al medesimo nucleo familiare, che risultano iscritti nella gestione assistenziale e previdenziale agricola quali coltivatori diretti, beneficiano della disciplina fiscale propria dei titolari dell’impresa agricola al cui esercizio i predetti familiari partecipano attivamente. 
articolo 1, comma 705, della legge 145/2019

CLICCA PER LEGGERE LA NORMA

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInGoogle PlusYouTube

TARI (servizio rifiuti) per AGRITURISMI

TARI (servizio rifiuti) per AGRITURISMI:
la sentenza del Consiglio di Stato , n 1162 del 19 febbraio 2019 chiarisce che la TARI per un agriturismo non può essere paragonato e applicata con la stessa tariffa di un albergo o Hotel, ma deve avere una tariffa propria.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA SENTENZA

cons-di-stato-1162-2019

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInGoogle PlusYouTube

Decreto Emergenze Agricoltura, (07.03.2019)

Approvato in CDM Decreto Emergenze Agricoltura, Centinaio: “Confermato quello che ho sempre ribadito”

DECRETO-LEGGE

recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi e di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per fronteggiare la grave crisi che ha colpito i settori olivicolo-oleario, agrumicolo e lattiero caseario del comparto del latte ovi-caprino, e di sviluppare un piano di interventi per il recupero della capacità produttiva e sostenere concretamente le imprese agricole che versano in situazione di crisi anche per il perdurare degli effetti dei danni causati dagli eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale e dalle infezioni di organismi nocivi ai vegetali;

Considerata la straordinaria necessità e urgenza di intervenire per sostenere le imprese agricole dei settori olivicolo-oleario, agrumicolo e lattiero caseario del comparto del latte ovi-caprino, altamente strategici per la nostra alimentazione nella complessa opera di ammodernamento, rafforzamento e recupero della solidità economica delle imprese agricole operanti nelle rispettive filiere, attraverso interventi finanziari finalizzati alla ristrutturazione del debito;

Considerata l’emergenza del mercato del latte ovino e dei prodotti lattiero-caseari da esso derivati, e l’urgenza di intervenire per favorire la qualità e la competitività del latte ovino attraverso il sostegno ai contratti e agli accordi di filiera, l’adozione di misure temporanee di regolazione della produzione, compreso lo stoccaggio privato dei formaggi ovini a DOP, nonché attraverso la ricerca, il trasferimento tecnologico e gli interventi infrastrutturali nel settore di riferimento;

Vista la necessità di consentire un accurato monitoraggio sulle produzioni lattiero casearie realizzate sul territorio nazionale o provenienti da Paesi dell’Unione Europea o da Paesi terzi, con la rilevazione dei quantitativi delle consegne di latte ovino e caprino, analogamente a quanto già previsto dall’articolo 151 del Regolamento Ue 1308/2013 per il latte vaccino;

Vista la necessità di adempiere a quanto stabilito dalla decisione della Corte di Giustizia 24 gennaio 2018, n.C-433/15 in materia di prelievo supplementare del latte;

Considerata la straordinaria necessità e urgenza di riordinare le relazioni commerciali nel settore agroalimentare, in coerenza con la politica agricola comune (PAC), con l’obiettivo di tutelare i redditi degli imprenditori agricoli e garantire una maggiore trasparenza nelle relazioni contrattuali, nonché di rafforzare la competitività del settore agroalimentare e assicurare una maggiore tutela dei consumatori attraverso una riqualificazione delle tecniche di allevamento e dei relativi standard;

Visto il susseguirsi di calamità naturali dovute anche ai cambiamenti climatici che richiedono interventi di sostegno economico straordinari;

Vista la necessità e l’urgenza di ridurre gli sprechi del latte e ridestinare il prodotto nell’ambito dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti;

Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del ………….. 2019;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze;

Emana

il seguente decreto-legge

Capo I

Misure di sostegno al settore lattiero caseario

ART. 1

(Misure di sostegno al settore lattiero caseario del comparto del latte ovino)

1. Al decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n.160, dopo l’articolo 23, è aggiunto il seguente:

“Art. 23.1 (Misure per la competitività della filiera e il miglioramento della qualità del latte ovino e dei suoi derivati)1. È istituito, nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, un Fondo con una dotazione iniziale pari a 10 milioni di euro per l’anno 2019, destinato a favorire la qualità e la competitività del latte ovino attraverso il sostegno ai contratti e agli accordi di filiera, l’adozione di misure temporanee di regolazione della produzione, compreso lo stoccaggio privato dei formaggi ovini a denominazione di origine protetta (DOP), nonché attraverso la ricerca, il trasferimento tecnologico e gli interventi infrastrutturali nel settore di riferimento. 

2. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro trenta  giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definiti i criteri e le modalità di ripartizione delle risorse del Fondo di cui al comma 1, tenendo conto, fra l’altro, delle specificità territoriali, con particolare riguardo alle aree di montagna, della consistenza numerica dei capi bestiame, dell’adozione di iniziative volte a favorire l’imprenditoria giovanile, nonché della promozione della qualità dei prodotti made in Italy

3. Per gli interventi di cui al comma 1, il contributo è concesso ad ogni singolo produttore, nel rispetto dei massimali stabiliti dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativi all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti de minimis.

4. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, pari a 10 milioni di euro per l’anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse del fondo di cui all’articolo 1, comma 748, della legge 30 dicembre 2018, n. 145.”

ART. 2

 (Disposizioni urgenti per il settore lattiero-caseario del comparto del latte ovino e caprino)

1. Dopo l’articolo 3 del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2015, n. 91, è inserito il seguente:

“Art. 3-bis. (Disposizioni urgenti per il settore lattiero-caseario del comparto del latte ovino e caprino) 1. Al fine di contribuire alla ristrutturazione del settore lattiero-caseario del comparto del latte ovino e caprino, considerate le particolari criticità produttive e la necessità di recupero e rilancio della produttività e della competitività, è riconosciuto, nel limite complessivo di spesa di 5  milioni di euro per l’anno 2019, un contributo destinato alla copertura, totale o parziale, dei costi sostenuti per gli interessi dovuti per l’anno 2019 sui mutui bancari contratti dalle imprese entro la data del 31 dicembre 2018.

2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le modalità per la concessione del contributo di cui al comma 1, la disciplina dell’istruttoria delle relative richieste nonché i relativi casi di revoca e decadenza.

3. Per gli interventi di cui al presente articolo, il contributo è concesso in identico ammontare ad ogni singolo produttore, nel rispetto dei massimali stabiliti dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativi all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti de minimis.

4. Agli oneri previsti per l’assegnazione dei contributi di cui al presente articolo, pari a 5 milioni di euro per l’anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell’ambito del Programma Fondi di riserva e speciali della missione “Fondi da ripartire”  dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.”.

ART. 3

(Monitoraggio della produzione di latte vaccino, ovino e caprino e dell’acquisto di latte e prodotti lattiero-caseari a base di latte importati da Paesi dell’Unione Europea e da Paesi terzi)

  1. Allo scopo di consentire un accurato monitoraggio delle produzioni lattiero-casearie realizzate sul territorio nazionale, i primi acquirenti di latte crudo, come definiti dall’articolo 151, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1308/2013, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, fermo restando quanto stabilito dall’allegato III, punto 9, del regolamento di esecuzione UE n. 2017/1185 della Commissione, del 20 aprile 2017, per il latte vaccino, sono tenuti a registrare mensilmente, nella banca dati del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) di cui all’articolo 15 del decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 74, i quantitativi di latte ovino, caprino e il relativo tenore di materia grassa, consegnati loro dai singoli produttori nazionali nonché di latte e prodotti lattiero-caseari semilavorati introdotti nei propri stabilimenti importati da altri Paesi dell’Unione europea o da Paesi terzi.
  2. Le aziende che producono prodotti lattiero-caseari contenenti latte vaccino, ovino o caprino registrano mensilmente, per ogni unità produttiva, nella banca dati del SIAN, i quantitativi di ciascun prodotto fabbricato, i quantitativi di ciascun prodotto ceduto e le relative giacenze di magazzino.
  3. Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
  4. Chiunque non adempie agli obblighi di registrazione di cui ai commi 1 e 2 entro il quinto giorno del mese successivo a quello al quale la registrazione si riferisce, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 20.000. Nel caso in cui le violazioni di cui al presente articolo riguardino quantitativi di latte bovino vaccino, ovino e caprino superiori a 500 ettolitri non registrati mensilmente nel rispetto del termine di cui al primo periodo,  si applica la sanzione amministrativa accessoria del divieto di svolgere l’attività di cui ai commi 1 e 2 sul territorio italiano da sette a trenta giorni.
  5. Le sanzioni di cui al presente articolo sono irrogate dal Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.
  6.  Il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, le regioni, gli enti locali e le altre autorità di controllo, nell’ambito delle rispettive competenze, esercitano i controlli per l’accertamento delle infrazioni delle disposizioni di cui al presente articolo.

ART. 4

(Modifiche all’articolo 8-quinquies del decreto legge 10 febbraio 2009, n.5 convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33)

  1. All’articolo 8-quinquies del decreto-legge 10 febbraio 2009 n. 5 convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, i commi 10, 10-bis e 10-ter sono sostituiti dai seguenti: “10. A decorrere dal 1° aprile 2019 la riscossione coattiva degli importi dovuti relativi al prelievo supplementare latte, nei casi di mancata adesione alla rateizzazione e in quelli di decadenza dal beneficio della dilazione di cui al presente articolo, è effettuata ai sensi degli articoli 17, comma 1, e 18, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46.

10-bis. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, adottato di concerto con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e del turismo, sono determinati i termini e le modalità di trasmissione, in via telematica, all’agente della riscossione, dei residui di gestione relativi ai ruoli emessi dall’AGEA fino alla data del 31 marzo 2019, ai sensi del comma 10. La consegna dei residui è equiparata a quella dei ruoli, anche ai fini di cui agli articoli 19 e 20 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n.112. 

10-ter. Per consentire l’ordinato passaggio all’agente della riscossione dei residui di gestione di cui al comma 10-bis, entro e non oltre la data del 15 luglio 2019, sono sospesi, con riferimento ai relativi crediti:

a) i termini di prescrizione;

b) le procedure di riscossione coattiva;

c) i termini di impugnazione e di opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi.

10-quater. Le procedure di riscossione coattiva sospese ai sensi del comma 9-quater sono successivamente proseguite dall’agente della riscossione, che resta surrogato negli atti esecutivi eventualmente già avviati dall’AGEA e nei confronti del quale le garanzie già attivate mantengono validità e grado.”.

  • Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dal 1° aprile 2019.
  • Il Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, adottato di concerto con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e del turismo di cui al comma 1 è adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

ART. 5

(Integrazione del Fondo indigenti)

  1. Al fine di favorire la distribuzione gratuita di alimenti ad alto valore nutrizionale, la dotazione del fondo di cui all’articolo 58, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, come stabilita all’articolo 1, comma 399, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, è incrementata, per l’anno 2019, di ulteriori 14milioni di euro, per l’acquisto di formaggi DOP fabbricati esclusivamente con latte di pecora, con stagionatura minima di 5 mesi, contenuto in proteine non inferiore al 24,5 per cento, umidità superiore al 30 per cento, cloruro di sodio sul tal quale inferiore al 5 per cento.
  2. L’efficacia delle disposizioni di cui al comma 1 è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, previa notifica della misura effettuata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo.
  3. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, si provvede mediante l’utilizzo delle risorse iscritte per l’anno 2019 nel Fondo per il federalismo amministrativo di parte corrente, di cui alla legge 15 marzo 1997, n. 59 nello stato di previsione del Ministero dell’interno.

Capo II

Misure di sostegno al settore olivicolo-oleario

ART. 6

(Gelate nella Regione Puglia nei mesi di febbraio e marzo 2018)

1. Le imprese agricole ubicate nei territori della Regione Puglia che hanno subito danni dalle gelate eccezionali verificatesi dal 26 febbraio al 1° marzo 2018, e che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi, in deroga all’articolo 1, comma 3 lettera b), del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, possono accedere agli interventi previsti per favorire la ripresa dell’attività economica e produttiva di cui all’articolo 5 del decreto legislativo n. 102 del 2004, nel limite della dotazione ordinaria finanziaria del Fondo di solidarietà nazionale.

2. La Regione Puglia può conseguentemente deliberare la proposta di declaratoria di eccezionalità degli eventi di cui al comma 1 entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

ART. 7

(Misure a sostegno delle imprese del settore olivicolo-oleario)

  1. Dopo l’articolo 4 del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2015, n. 91, è inserito il seguente:

“Art. 4-bis. (Misure a sostegno delle imprese del settore olivicolo-oleario) 1. Al fine di contribuire alla ristrutturazione del settore olivicolo-oleario, considerate le particolari criticità produttive e la necessità di recupero e rilancio della produttività e della competitività, in crisi anche a causa degli eventi atmosferici avversi e delle infezioni di organismi nocivi ai vegetali, è riconosciuto, nel limite complessivo di spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2019, un contributo destinato alla copertura, totale o parziale, dei costi sostenuti per gli interessi dovuti per l’anno 2019 sui mutui bancari contratti dalle imprese entro la data del 31 dicembre 2018.

2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite  le modalità per la concessione del contributo di cui al comma 1 e per la disciplina dell’istruttoria delle relative richieste nonché i relativi casi di revoca e decadenza.

3. Il contributo di cui al comma 1 è concesso in identico ammontaread ogni singolo produttore, nel rispetto dei massimali stabiliti dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativi all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti de minimis.

4. Agli oneri previsti per l’attuazione del presente articolo, pari a 5 milioni di euro per l’anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell’ambito del Programma Fondi di riserva e speciali della missione “Fondi da ripartire”   dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.”.

ART. 8

(Norme per il contrasto della Xylella fastidiosa e di altre fitopatie)

  1. Al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, dopo l’articolo 18 è inserito il seguente:

<<Art. 18-bis. (Misure di contrasto della Xylella fastidiosa e di altre fitopatie) 1. Al fine di proteggere l’agricoltura, il territorio, le foreste, il paesaggio e i beni culturali dalla diffusione di organismi nocivi per le piante, le misure fitosanitarie ufficiali e ogni altra attività ad esse connessa,  ivi compresa la distruzione delle piante contaminate, anche monumentali, sono attuate in deroga a ogni disposizione vigente, nei limiti e secondo i criteri di cui all’articolo 6, comma 2-bis, della decisione di esecuzione (UE) 2015/789 della Commissione, del 18 maggio 2015, e di quelli indicati nei provvedimenti di emergenza fitosanitaria. Le piante monumentali presenti nelle zone di cui all’articolo 6 della predetta decisione non sono rimosse se non è accertata la presenza dell’infezione, fermo restando il rispetto delle ulteriori misure stabilite dalla medesima decisione.

2. Nei casi di misure fitosanitarie derivanti da provvedimenti di emergenza, i Servizi fitosanitari competenti per territorio attuano tutte le misure ufficiali ritenute necessarie a evitare la possibile diffusione di una malattia, ivi compresa la distruzione delle piante contaminate, anche sui materiali di imballaggio, sui recipienti, sui macchinari o su quant’altro possa essere veicolo di diffusione di organismi nocivi. A tale fine, gli ispettori fitosanitari e il personale di supporto, muniti di autorizzazione del servizio fitosanitario, previo avviso da comunicare almeno cinque giorni prima della verifica, accedono ai luoghi in cui si trovano i vegetali e i prodotti vegetali, di cui all’articolo 2 del presente decreto, in qualsiasi fase della catena di produzione e di commercializzazione, nonché ai mezzi utilizzati per il loro trasporto e ai magazzini doganali, fatte salve le normative in materia di sicurezza nazionale ed internazionale.

3. Il proprietario, il conduttore o il detentore, a qualsiasi titolo, di terreni sui quali insistono piante infettate dagli organismi nocivi di cui al comma 1 che, quando l’infezione è conosciuta o manifesta omette di farne tempestiva denuncia ai Servizi fitosanitari competenti per territorio è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 516 a euro 30.000.

4. I medesimi soggetti di cui al comma 4, in caso di omessa esecuzione delle prescrizioni di estirpazione di piante infette dagli organismi nocivi di cui al comma 1, sono puniti con la sanzione amministrativa da euro 516 a euro 30.000 e gli ispettori fitosanitari, coadiuvati dal personale di supporto, muniti di autorizzazione del servizio fitosanitario, procedono all’estirpazione coattiva delle piante stesse. Chiunque impedisce l’estirpazione coattiva delle piante è soggetto alla sanzione di cui al primo periodo aumentata fino al doppio.

5. In caso di irreperibilità dei proprietari, dei conduttori o dei detentori a qualsiasi titolo dei terreni sui quali insistono piante infette dagli organismi nocivi di cui al presente articolo ovvero nell’ipotesi in cui questi rifiutino l’accesso ai fondi medesimi, gli ispettori fitosanitari ed il personale di supporto muniti di autorizzazione del servizio fitosanitario, per l’esercizio delle loro attribuzioni, accedono comunque a detti fondi al fine di attuare le misure fitosanitarie di urgenza di cui al comma 3. A tale scopo i servizi fitosanitari competenti per territorio possono richiedere al prefetto l’ausilio della forza pubblica.

6. All’attuazione della disposizione si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.>>

2. Il comma 661 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n.145, è abrogato.

3. All’articolo 6, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo la lettera c-bis), è aggiunta la seguente: “c-ter) i piani, i programmi e i provvedimenti di difesa fitosanitaria adottati dal Servizio fitosanitario nazionale che danno applicazione a misure fitosanitarie di emergenza.”

Capo III

Misure di sostegno al settore agrumicolo

ART. 9

 (Misure a sostegno delle imprese del settore agrumicolo)

  1. Dopo l’articolo 4 del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, convertito, con modificazioni, dalla legge il 2 luglio 2015, n. 91, è inserito il seguente:

“Art. 4-bis. (Misure a sostegno delle imprese del settore agrumicolo) 1. Al fine di contribuire alla ristrutturazione del settore agrumicolo, è riconosciuto, nel limite complessivo di spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2019, un contributo destinato alla copertura, totale o parziale, dei costi sostenuti per gli interessi dovuti per l’anno 2019 sui mutui bancari contratti dalle imprese entro la data del 31 dicembre 2018.

2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le modalità per la concessione del contributo di cui al comma 1 e per la disciplina dell’istruttoria delle relative richieste, nonché i relativi casi di revoca e decadenza.

3. Per gli interventi di cui al comma 1, il contributo è concesso in identico ammontare ad ogni singolo produttore, nel rispetto dei massimali stabiliti dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativi all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti de minimis.

4. Agli oneri previsti per l’attuazione del presente articolo, pari a 5 milioni di euro per l’anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell’ambito del Programma Fondi di riserva e speciali della missione “Fondi da ripartire”   dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.”.

Capo IV

(Ulteriori misure per il sostegno e la promozione

dei settori agroalimentari in crisi)

ART. 10

(Rifinanziamento Fondo di solidarietà nazionale)

1. La dotazione del Fondo di solidarietà nazionale-interventi indennizzatori di cui all’articolo 15 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102 è incrementata di 20 milioni di euro per l’anno 2019.

2. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, pari a 20 milioni di euro per l’anno 2019, si provvede mediante riduzione delle risorse del fondo di cui all’articolo 1, comma 748, della legge 30 dicembre 2018, n.145.

ART. 11

(Campagne promozionali o di comunicazione istituzionali)

1. Al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo è destinata la somma di 2milioni di euro per l’anno 2019 per la realizzazione di campagne promozionali e di comunicazione istituzionale al fine di incentivare il consumo di olio extra-vergine di oliva, di agrumi e del latte ovi-caprino e dei prodotti da esso derivati.

2. Agli oneri previsti per l’attuazione del presente articolo, pari a 2 milioni di euro per l’anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell’ambito del Programma Fondi di riserva e speciali della missione “Fondi da ripartire”   dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInGoogle PlusYouTube

ALBERI MONUMENTALI: Linee guida per gli interventi di cura e salvaguardia – Gennaio 2019

Riporto quanto indicato nelle premesse della linea guida:

” La Direzione generale delle foreste del Mipaaft, in attuazione dell’articolo 7, comma 3, della Legge 14 gennaio 2013, n. 10 recante “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, e del relativo decreto attuativo del 23 ottobre 2014, ha, fino ad oggi, riconosciuto la monumentalità di 2.739 alberi o sistemi omogenei di alberi distribuiti su territorio nazionale. Gli elenchi, approvati con decreti ministeriali n. 5450 del 19.12.2017 e n. 661 del 9.08.2018, infatti, si compongono, il primo di n. 2.407 alberi/sistemi omogenei, il secondo, che rappresenta un aggiornamento, di n. 332 alberi/sistemi omogenei. Appartenenti a specie sia autoctone che alloctone, singoli o riuniti in filari, gruppi o alberature, radicati in contesti sia urbani che agro-silvo-pastorali, gli alberi finora iscritti in elenco rispondono a uno o più dei criteri di attribuzione del carattere di monumentalità identificati dal decreto attuativo della legge, sulla base di quella che è la definizione di albero monumentale fornita in modo univoco dalla norma stessa. Le indicazioni ivi contenute, frutto di esperienze e competenze condivise a più livelli, lungi dall’essere ritenute definitive hanno una validità di un anno, passato il quale, in funzione delle 4 osservazioni pervenute da parte dei vari portatori di interesse, verranno riviste ed aggiornate dal gruppo di lavoro Mipaaft/Regioni appositamente costituito. Le presenti Linee guida vogliono rappresentare, inoltre, un documento utile per le attività istruttorie nell’ambito dei procedimenti amministrativi di cui al comma 4 dell’articolo 7 della L. n. 10/2013. “

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LINEE GUIDA

linee_guida_AMI_gennaio_2019-2

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInGoogle PlusYouTube