NOVITA’ PAC 2021-2027

NOVITA’ PAC 2021- 2027

FACCIAMO MOLTA ATTENZIONE ALLE NOVITA’ PREVISTE DALLA NUOVA PAC:
ATTENZIONE : I vecchi titoli scadono il 31 dicembre 2020 e i nuovi titoli vengono riassegnati nel 2021, sulla base dell’anno di riferimento 2020.

-la soppressione del pagamento greening, i cui impegni sono in parte inclusi nelle condizionalità;
-l’inserimento di regimi volontari per il clima e l’ambiente (eco-schema);
-la non obbligatorietà del pagamento ambientale (eco-schema) e del pagamento per i giovani agricoltori.
– Gli agricoltori presentano annualmente la domanda con le superfici ammissibili e ricevono un pagamento uniforme ad ettaro, senza la necessità di possedere i titoli.

LEGGI QUI L’ARTICOLO DEL PROF. ANGELO FRASCARELLI

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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RECUPERO DANNI DA FREDDO SU OLIVO: metodologie per recuperare le piante con danni da freddo.

RECUPERO DANNI DA FREDDO SU OLIVO – GELATA FEBBRAIO 2018
ASSAM MARCHE

Autori: F. Famiani, G. Pannelli, B. Alfei, 2012. “Come e quando intervenire contro i danni da gelo”. Olivo e Olio n. 4 – 2012, pp 38-42

I danni indotti dalla gelata del febbraio 2018 sono stati abbastanza diversificati in relazione a fattori climatici ed ambientali ma anche a fattori agronomici, che ne hanno accentuato/attenuato gli effetti. I primi organi ad essere danneggiati sono stati gemme e foglie, seguiti dai rametti più piccoli, fino ai rami più grandi, alle branche secondarie, alle primarie e al tronco, proporzionalmente all’intensità ed alla durata del freddo, in combinazione con l’umidità atmosferica.
I danni potranno essere osservati con esattezza solo dopo il collaudo ambientale del periodo estivo, quando l’elevata domanda traspiratoria metterà alla prova l’integrità del sistema vascolare, per cui gli interventi di potatura possono essere rimandati a dopo ferragosto quando la pianta darà chiari segnali sulla capacità di ripresa, evidenziando le parti danneggiate e quelle sane.
Gli interventi andranno differenziati in base all’entità del danno, come di seguito descritto:
Interventi su olivi con danni limitati alle foglie e ai rami di 1-2 anni
• Danno alle foglie di intensità limitata, foglie leggermente clorotiche/imbrunite e livelli di defogliazione fino al 20-25%: potatura normale
• Defogliazione elevata, con ricaccio diffuso dai rami di un anno: intensità di potatura leggermente superiore, mantenendo la struttura della pianta e diradando le ramificazioni defogliate, per avere un ricaccio vigoroso
• Danni ben evidenti sui rami di un anno, con ricacci su legno di due anni: asportare parti disseccate e quelle con vegetazione stentata, che presentano pochi e deboli germogli; raccorciare le branchette fino ad arrivare a porzioni che presentano una buona emissione di nuovi germogli.
Interventi su olivi con danni alle branche laterali fino alle secondarie
Accorciale le branche laterali fino ad arrivare dove c’è un buon sviluppo di nuovi germogli ed il legno e la corteccia sono integri. Ridurre l’altezza delle branche principali per favorire lo sviluppo di vegetazione nelle porzioni basse della chioma.
Nell’anno successivo, limitare gli interventi di potatura perché la chioma è ancora di dimensioni ridotte rispetto all’apparato radicale: eliminare solo succhioni molto vigorosi che crescono sul dorso delle branche e gli eventuali polloni cresciuti alla base. I succhioni di piccole dimensioni, sia verticali che inclinati, vanno temporaneamente lasciati per contribuire alla conservazione della sanità e della funzionalità del ramo e della pianta.
Interventi su olivi con danni più o meno estesi alle branche primarie
Accorciare le branche fino ad arrivare alla parte basale ad alla porzione completamente integra. Approfittare anche per “ringiovanire” (ridurre il legno) le branche di grosso diametro nella porzione alta. Nell’anno successivo, intervenire in maniera limitata solo per eliminare succhioni vigorosi cresciuti nelle parti più interne ed eventuali polloni. Progressivamente completare la ricostituzione. Interventi su olivi con gravi danni su tutta la parte aerea
Taglio al ciocco, liscio e leggermente inclinato il più vicino possibile al terreno, prima della ripresa vegetativa, in modo che i polloni non si siano ancora sviluppati. In piante innestate non tagliare sotto il punto di innesto.
In caso di potature di ricostituzione su oliveti danneggiati dal freddo approfittare per risolvere eventuali problemi strutturali: abbassare piante eccessivamente alte, ridurre legno in eccesso (ringiovanimento delle chiome), adattare le piante alla raccolta meccanica.
In caso di forti danni, in oliveti costituiti da piante vecchie, disposte con densità inadeguata e/o sesti irregolari, ecc., valutare l’ipotesi del reimpianto se l’ambiente è vocato ed il terreno ha una pendenza che consente un facile utilizzo delle macchine.
Dopo il taglio devono rimanere solo tessuti integri, nel dubbio è preferibile sovrastimare piuttosto che sottostimare il danno. I riscoppi di vegetazione devono essere numerosi e non stentati; i tessuti sulla superficie di taglio devono essere completamente vitali (assenza di imbrunimenti e di zone necrotiche); la corteccia non deve presentare lesioni o placche da freddo (zone depresse imbrunite più o meno estese).
F. Famiani, G. Pannelli, B. Alfei, 2012. “Come e quando intervenire contro i danni da gelo”. Olivo e Olio n. 4 – 2012, pp 38-42

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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MODALITA’ DI COLTIVAZIONE DELLA CANAPA: importante circolare del Ministero delle Politiche Agricole , del 23/05/2018

MODALITA’ DI COLTIVAZIONE DELLA CANAPA:
importante circolare del Ministero delle Politiche Agricole , del 23/05/2018

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stata pubblicata sul sito internet del Mipaaf la circolare riguardante le disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa della varietà Cannabis Sativa. L’obiettivo di questa circolare è di chiarire la portata e le regole di attuazione dalla legge 2 dicembre 2016, n. 242, recante disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa, entrata in vigore il 14 gennaio 2017. La circolare ribadisce che la coltivazione è consentita senza necessità di autorizzazione, richiesta, invece, per la coltivazione di canapa ad alto contenuto di Delta-9-tetraidrocannabinolo e Delta-8-trans-tetraidrocannabinolo, di seguito THC, per gli usi consentiti dalla legge.

“Si tratta di un provvedimento necessario per chiarire i possibili usi della canapa coltivata nell’ambito del florovivaismo in modo da attuare pienamente una buona legge e precisarne il suo campo di applicazione” – dichiara il Vice Ministro Andrea Olivero -, “in questo modo agevoliamo anche l’attività di controllo e repressione da parte degli organi preposti”.

La legge citata riguarda:
a) la disciplina della coltivazione e della trasformazione;
b) l’incentivazione dell’impiego e del consumo finale di semilavorati di canapa provenienti da filiere prioritariamente locali;
c) lo sviluppo di filiere territoriali integrate che valorizzino i risultati della ricerca e perseguano l’integrazione locale e la reale sostenibilità economica e ambientale;
d) la produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori;
e) la realizzazione di opere di bioingegneria, bonifica dei terreni, attività didattiche e di ricerca.

Nel documento sono richiamate le specifiche della legge e i parametri da rispettare ai fini della coltivazione con espresso riferimento al tasso di THC il cui limite rimane invariato a 0,2% della canapa greggia così come previsto da regolamento europeo. Qualora all’esito del controllo il contenuto complessivo di THC della coltivazione risulti superiore allo 0,2 per cento ed entro il limite dello 0,6 per cento, nessuna responsabilità è posta a carico dell’agricoltore. In caso venga accertato che il contenuto di THC sia superiore al limite dello 0,6 per cento, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa.
A questo si aggiungono le specifiche riguardanti la normativa della coltivazione nell’ambito del settore florovivaistico.

In questo caso si precisa che:
1. È consentita la riproduzione di piante di canapa esclusivamente da seme certificato.
2. Non è contemplata la riproduzione per via agamica di materiale destinato alla produzione per successiva commercializzazione di prodotti da essa derivati.
3. Secondo quanto disposto dall’articolo 3, della legge n. 242 del 2016, il vivaista deve conservare il cartellino della semente certificata e la relativa documentazione di acquisto, per un periodo non inferiore a 12 mesi, e, in ogni caso, per tutta la durata della permanenza della semente stessa presso l’azienda vivaistica di produzione.
4. La vendita delle piante a scopo ornamentale è consentita senza autorizzazione.
5. L’attività vivaistica è altresì regolamentata dagli articoli 19 e 20 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, in attuazione della Direttiva 2000/29/CE concernente le misure di protezione contro l’introduzione e la diffusione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali.
6. Le importazioni a fini commerciali di piante di canapa da altri paesi non rientrano nell’ambito di applicazione della legge n. 242 del 2016 e, in ogni caso, devono rispettare la normativa dell’Unione europea e nazionale vigente in materia.

Con specifico riguardo alle infiorescenze della canapa, si precisa che queste, pur non essendo citate espressamente dalla legge n. 242 del 2016 né tra le finalità della coltura né tra i suoi possibili usi, rientrano nell’ambito delle coltivazioni destinate al florovivaismo, purché tali prodotti derivino da una delle varietà ammesse, iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, il cui contenuto complessivo di THC della coltivazione non superi i livelli stabiliti dalla normativa, e sempre che il prodotto non contenga sostanze dichiarate dannose per la salute dalle Istituzioni competenti.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA CIRCOLARE DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE SULLA CANAPA

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PAGAMENTO IMU-TASI PER AREE EDIFICABILI

PAGAMENTO IMU-TASI PER AREE EDIFICABILI:

Ancora un’ordinanza della Corte di Cassazione n 17337/2018 in cui si evidenzia e si conferma il fatto che i comproprietari di un terreno edificabile, non coltivatori diretti o Iap, pagano l’IMU – TASI come terreno agricolo, se almeno un comproprietario è conduttore-coltivatore del terreno stesso e iscritto all’INPS come coltivatore diretto o IAP.

 

CLICCA QUI PER LEGGERE L’ORDINANZA

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AGRICOLTURA BIOLOGICA ED ETICHETTATURA PRODOTTI BIOLOGICI: NUOVA NORMA EUROPEA

NUOVO REGOLAMENTO AGRICOLTURA BIOLOGICA
P8_TA-PROV(2018)0180
Produzione biologica ed etichettatura dei prodotti biologici ***I
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 19 aprile 2018 sulla proposta di
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla produzione biologica e
all’etichettatura dei prodotti biologici, che modifica il regolamento (UE) n. XXX/XXX
del Parlamento europeo e del Consiglio [regolamento sui controlli ufficiali] e che abroga
il regolamento (CE) n 834/2007 del Consiglio (COM(2014)0180 – C7-0109/2014 –
2014/0100(COD))

CLICCA QUI PER LEGGERE IL NUOVO REGOLAMENTO

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PRODOTTI VITIVINICOLI BIOLOGICI: nuova disciplina.

PRODOTTI VITIVINICOLI BIOLOGICI
NUOVO REGOLAMENTO
Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino

Circostanze calamitose

1. Ai sensi dell’art. 47 del regolamento (CE) 889/2008, comma 1,
lettera e) le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano,
autorizzano, in determinate zone del proprio territorio, l’uso di
anidride solforosa, fino ad un tenore massimo fissato conformemente
al Reg. (CE) n. 606/2009, per singola campagna.
2. Le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, sulla scorta
delle indicazioni contenute in uno specifico documento di indirizzo
«Linee Guida», emanato dal Ministero in accordo con le Regioni e
Province autonome di Trento e Bolzano entro tre mesi dell’entrata in
vigore del presente decreto, determinano i criteri che giustificano
il ricorso alla deroga ed accertano la sussistenza delle condizioni
meteorologiche. La documentazione attestante l’accertamento delle
condizioni meteorologiche eccezionali che hanno determinato il
deterioramento della situazione sanitaria delle uve biologiche a
causa di gravi attacchi batterici o micotici e’ conservata dalle
Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e tenuta a
disposizione dell’autorita’ competente nazionale.
3. Gli operatori comunicano all’Organismo di controllo, cui e’
assoggettata la propria attivita’, il ricorso alla deroga e
conservano i documenti contabili dai quali risulta che si sono
avvalsi della deroga, compreso il provvedimento regionale di cui al
paragrafo precedente, per cinque anni.
4. Gli Organismi di controllo, entro il 30 giugno della campagna
vitvinicola interessata, comunicano alle Regioni e Province Autonome
di Trento e Bolzano, competenti per territorio, l’elenco degli
operatori che si sono avvalsi della deroga.
5. Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, entro
dieci giorni dalla data di adozione del provvedimento di cui a primo
paragrafo, ne danno comunicazione al Ministero. Le Regioni e le
Province Autonome di Trento e Bolzano, entro la fine della campagna
vitivinicola interessata, devono altresi’ inviare al Ministero,
l’elenco degli operatori che usufruiscono della deroga.
L’operatore, per ciascuna campagna, trasmette una richiesta per
la fornitura dei prodotti e delle sostanze elencate e contrassegnate
con asterisco all’allegato VIII bis del regolamento (CE) n. 889/2008,
ottenuti con metodo biologico o ottenuti da materie prime biologiche,
ad almeno due fornitori.
L’operatore e’ autorizzato a utilizzare, qualora le richieste
suddette abbiano esito negativo, i corrispondenti prodotti e sostanze
non ottenuti con metodo biologico o non ottenuti da materia prime
biologiche esclusivamente per la campagna vitivinicola di
riferimento.
L’operatore inoltra le richieste a mezzo fax o posta elettronica
certificata e conserva, insieme alle relative risposte, l’intera
documentazione rendendola disponibile alle autorita’ competenti e
agli Organismi di controllo.

CLICCA QUI PER LEGGERE IL REGOLAMENTO

Dott. Alessio Santoni

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