TESTO UNICO SULLE PIANTE OFFICINALI

TESTO UNICO SULLE PIANTE OFFICINALI

CLICCA QUI : DECRETO LEGISLATIVO 21 maggio 2018, n. 75

Testo unico in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali, ai sensi dell’articolo 5, della legge 28 luglio 2016, n. 154. (18G00100)
(GU n.144 del 23-6-2018)

Vigente al: 8-7-2018

Art. 1 

Definizioni e ambito di applicazione 

1. Il presente decreto disciplina la coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione delle piante officinali.

2. Ai fini del presente decreto, per piante officinali si intendono le piante cosiddette medicinali, aromatiche e da profumo, nonche’ le alghe, i funghi macroscopici e i licheni destinati ai medesimi usi.
Le piante officinali comprendono altresi’ alcune specie vegetali che in considerazione delle loro proprieta’ e delle loro caratteristiche funzionali possono essere impiegate, anche in seguito a trasformazione, nelle categorie di prodotti per le quali cio’ e’ consentito dalla normativa di settore, previa verifica del rispetto dei requisiti di conformita’ richiesti.

3. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro della salute, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e’ definito l’elenco delle specie di piante officinali coltivate ai fini del presente decreto.

4. Il risultato dell’attivita’ di coltivazione o di raccolta delle singole specie di piante officinali puo’ essere impiegato direttamente, oppure essere sottoposto a operazioni di prima trasformazione indispensabili alle esigenze produttive, consistenti nelle attivita’ di lavaggio, defoliazione, cernita, assortimento, mondatura, essiccazione, taglio e selezione, polverizzazione delle erbe secche e ottenimento di olii essenziali da piante fresche direttamente in azienda agricola, nel caso in cui quest’ultima attivita’ necessiti di essere effettuata con piante e parti di piante fresche appena raccolte. E’ altresi’ inclusa nella fase di prima trasformazione indispensabile alle esigenze produttive qualsiasi attivita’ volta a stabilizzare e conservare il prodotto destinato alle fasi successive della filiera.

5. La coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione delle piante officinali, sono considerate attivita’ agricole, ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile.

6. Sono escluse dall’ambito di applicazione del presente decreto la coltivazione e la lavorazione delle piante di cui al comma 2 disciplinate dal testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.

7. Sono escluse dall’ambito di applicazione del presente decreto la vendita al consumatore finale e le attivita’ successive alla prima trasformazione che rimangono disciplinate dalle specifiche normative di settore. Sono altresi’ escluse le preparazioni estemporanee ad uso alimentare, conformi alla legislazione alimentare, che sono destinate al singolo cliente, vendute sfuse e non preconfezionate, e costituite da piante tal quali, da sole o in miscela, estratti secchi o liquidi di piante. Tali preparazioni sono consentite, oltre ai farmacisti, a coloro che sono in possesso del titolo di erborista conseguito ai sensi della normativa vigente.

8. Ai sensi dell’articolo 13-bis della legge 23 agosto 1988, n. 400, ogni intervento normativo incidente sul presente testo unico o sulle materie dallo stesso disciplinate va attuato mediante esplicita modifica, integrazione, deroga o sospensione delle specifiche disposizioni in esso contenute.

 

Art. 2 

Coltivazione, raccolta e prima trasformazione 

1. La coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione in azienda delle piante officinali sono consentite all’imprenditore agricolo senza necessita’ di autorizzazione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 6, e dal comma 2 del presente articolo.

2. La coltivazione e la raccolta delle piante officinali a scopo medicinale o per la produzione di sostanze attive vegetali e’ da effettuarsi in accordo alle «Good Agricultural and Collection Practice (GACP)» senza necessita’ di specifica autorizzazione; le GACP sono richiamate dall’allegato 7, punto 7, delle Good Manufacturing Practice (GMP) dell’Unione europea che sono obbligatorie sia per la produzione di sostanze attive vegetali che per i medicinali, come previsto dal titolo IV del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219.

3. Il presente decreto reca principi fondamentali in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali, ai quali le regioni si conformano nell’ambito della rispettiva autonomia normativa. Le disposizioni del presente decreto sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione. In relazione alle medesime materie, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano altresi’ la formazione, l’aggiornamento professionale dell’imprenditore agricolo e l’attivita’ di consulenza aziendale anche attraverso l’utilizzo degli strumenti di cui al regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo del Consiglio del 17 dicembre 2013.

Art. 3 

Prelievo, raccolta e prima trasformazione di piante officinali spontanee 

1. In conformita’ a quanto disposto dal regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio del 9 dicembre 1996, dalla legge 1° dicembre 2015, n. 194, dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394, nonche’ dal decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, ed in particolare dagli articoli 9, 10 e 11 del predetto decreto, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano l’attivita’ di prelievo delle specie di piante officinali che crescono spontaneamente sui rispettivi territori, in coerenza con le esigenze di conservazione della biodiversita’ locale.

2. Il decreto di cui all’articolo 1, comma 3, disciplina l’attivita’ di raccolta e prima trasformazione delle specie di piante officinali spontanee, nel rispetto del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio del 28 giugno 2007 ed, in particolare, dell’articolo 12, paragrafo 2, nonche’ delle specie e delle varieta’ da conservazione o in via di estinzione di cui alla legge 1° dicembre 2015, n. 194.

3. La raccolta di piante, alghe, funghi macroscopici e licheni cresciuti spontaneamente e destinati ad essere impiegati come ingredienti di un medicinale e’ effettuata in accordo alle Good Agricultural and Collection Practice (GACP) di cui all’articolo 2, comma 2.

Art. 4 

Piano di settore della filiera delle piante officinali 

1. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e’ adottato il Piano di settore della filiera delle piante officinali, di seguito denominato «Piano di settore», previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

2. Il Piano di settore individua gli interventi prioritari volti a migliorare le condizioni di coltivazione, di raccolta e di prima trasformazione delle piante officinali, a incentivare lo sviluppo di una filiera integrata dal punto di vista ambientale, a definire forme di aggregazione professionale e interprofessionale capaci di creare condizioni di redditivita’ per l’impresa agricola, nonche’ a realizzare un coordinamento della ricerca nel settore. Prevede, altresi’, specifiche modalita’ di conversione per la coltivazione delle specie officinali di aree demaniali incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate, anche attraverso l’affidamento a titolo gratuito della conduzione dei terreni.

3. Il Piano di settore e’ lo strumento programmatico strategico del settore destinato a fornire alle regioni un indirizzo sulle misure di interesse da inserire nei singoli Piani di sviluppo rurale.

4. All’attuazione del presente articolo si provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Art. 5 

Tavolo tecnico del settore delle piante officinali 

1. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e’ istituito il tavolo tecnico del settore delle piante officinali, con compiti consultivi e di monitoraggio in materia di piante officinali. I componenti del tavolo durano in carica tre anni.

2. Il tavolo tecnico del settore delle piante officinali e’ composto dai rappresentanti del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, del Ministero della salute, del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, del Ministero dell’economia e delle finanze, dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, delle regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, delle organizzazioni professionali agricole, delle organizzazioni dei produttori, degli importatori e dei trasformatori di piante officinali, dei collegi e degli ordini professionali, dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA), del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), nonche’ da una rappresentanza delle Universita’ competenti, della Societa’ botanica italiana, della Societa’ di ortoflorofrutticoltura italiana e della Societa’ italiana di fitochimica e delle scienze delle piante medicinali, alimentari e da profumo.

3. Ai partecipanti al tavolo tecnico non spettano compensi, gettoni di presenza, indennita’, emolumenti ne’ rimborsi spese comunque denominati. L’istituzione del tavolo tecnico non deve determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

4. Nell’ambito del tavolo tecnico e’ costituito l’Osservatorio economico e di mercato permanente, con il compito di raccogliere e di analizzare le informazioni derivanti dal monitoraggio dei dati economici del settore delle piante officinali al fine di aggiornare le indicazioni economiche, i prezzi e l’andamento del mercato.

5. Gli esperti dell’Osservatorio economico e di mercato permanente sono scelti tra i componenti del tavolo tecnico ed agli stessi non spettano compensi, gettoni di presenza, indennita’, emolumenti ne’ rimborsi spese comunque denominati.

6. Le funzioni di supporto e di segreteria saranno assicurate dagli uffici competenti del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali attraverso le risorse umane assegnate a legislazione vigente.

Art. 6 

Registri varietali delle specie di piante officinali 

1. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sono istituiti i registri varietali delle specie di piante officinali di cui all’articolo 1, comma 2, allo scopo di valorizzare le caratteristiche varietali del materiale riproduttivo o di propagazione delle singole specie.

2. Le specie di cui al comma 1 sono classificate in funzione delle caratteristiche riproduttive delle sementi e del materiale di propagazione, in modo da definire le categorie ammesse alla commercializzazione.

3. Il decreto di cui al comma 1 definisce la procedura di certificazione delle sementi, conformemente a quanto previsto dalla legge 25 novembre 1971, n. 1096, individua gli adempimenti richiesti per garantire la tracciabilita’ del materiale sementiero e di propagazione delle piante officinali e definisce le caratteristiche tecnologiche del materiale ammesso alla commercializzazione.

4. Gli oneri derivanti dalle attivita’ finalizzate all’iscrizione delle varieta’ nei registri delle varieta’ vegetali, determinati con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in misura corrispondente al costo del servizio, sono a carico del richiedente. All’attuazione del presente articolo si provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Art. 7 

Marchi collettivi di qualita’ delle piante officinali 

1. Le regioni, anche d’intesa con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, possono istituire, nel rispetto della normativa dell’Unione europea, marchi finalizzati a certificare il rispetto di standard di qualita’ nella filiera delle piante officinali.

2. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha facolta’ di proporre un marchio unico di qualita’ che le regioni possono adottare a livello regionale, interregionale o di distretto.

3. Al fine di fornire migliori garanzie sulla qualita’ della pianta coltivata e sugli standard qualitativi e di sicurezza del prodotto finito, sono incentivate la diffusione e l’applicazione nelle diverse fasi della filiera delle piante officinali delle Good Agricultural and Collection Practice (GACP).

Art. 8 

Sanzioni 

1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque arreca danni alle piante di cui all’articolo 1, comma 2, e’ soggetto alla sanzione amministrativa da euro 5,16 a euro 51,65.

Art. 9 

Neutralita’ finanziaria 

1. Dall’attuazione del presente decreto non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

 
Art. 10 

Disposizioni transitorie e finali 

1. Le disposizioni del presente decreto si applicano a decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

2. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e’ abrogato il regio decreto 19 novembre 1931, n. 1793.

3. Il regio decreto 26 maggio 1932, n. 772, e’ abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 1, comma 3.

4. Alla legge 6 gennaio 1931, n. 99, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 7, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17 e 18 sono abrogati;

b) all’articolo 8, primo comma, le parole «agli artt.» sono sostituite dalle seguenti: «all’articolo» e le parole «e 7» sono soppresse.

5. Il rinvio alle norme abrogate fatto da leggi, da regolamenti e da altre norme si intende riferito alle corrispondenti disposizioni del presente decreto e dei provvedimenti ivi previsti.

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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IRAP: escluso il pagamento Irap per le aziende agricole.

ESCLUSO IL PAGAMENTO IRAP PER LE AZIENDE AGRICOLE.

L’esclusione dall’IRAP riguarda, in sostanza, le attività per le quali in precedenza si applicava l’aliquota ridotta dell’1,9 per cento, ai sensi dell’abrogato comma 1 dell’art. 45 del citato d.lgs. n. 446 del 1997.

L’imposta continua, quindi, ad applicarsi con l’aliquota ordinaria per:
a) l’attività di agriturismo;
b) l’attività di allevamento di animali con terreno insufficiente a produrre
almeno un quarto dei mangimi necessari;
2
c) le altre attività connesse rientranti nell’art. 56-bis del TUIR.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA RISOLUZIONE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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CONTENITORI GASOLIO AGRICOLO: cerchiamo di fare chiarezza.

DEPOSITO CARBURANTE NELLE AZIENDE AGRICOLE: di seguito i due decreti.

DECRETO 22 novembre 2017:  CLICCA QUI

DECRETO 10 maggio 2018 : CLICCA QUI

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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AGRICOLTORE ATTIVO AL FINE DELL’INCASSO DELLA DOMANDA PAC (DOMANDA UNICA)

AGRICOLTORE ATTIVO: requisiti per percepire il premio PAC (domanda unica).

MASSIMA ATTENZIONE

Da prestare massima attenzione per la riscossione della Pac 2018: l’importanza di essere agricoltori attivi, altrimenti il premio PAC non verrà percepito dall’azienda agricola che non lo rispetta.
Sono agricoltori attivi:
– coloro che percepiscono un contributo pac annuale inferiore a 5000,00 euro nelle zone svantaggiate o montane
– coloro che nella altre zone, percepiscono un contributo pac inferiore a 1250,00 euro annui.
– chi percepisce nelle altre zone un contributo pac superiore a 1250,00 euro annui, debbono avere: o iscrizione INPS in qualità di IAP o Coltivatori Diretti, oppure avere partita iva e tenere la contabilità (se si ha un fatturato inferiore a 7000 euro annui, basta presentare invece lo spesometro).

di seguito il regolamento AGEA:   CLICCA QUI

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ESONERO CONTRIBUTIVO INPS ALLE AZIENDE AGRICOLE PER CALAMITA’ NATURALI

ESONERO CONTRIBUTIVO INPS ALLE AZIENDE AGRICOLE, PER CALAMITA’ NATURALI
Esoneri per calamità alle aziende agricole ai sensi del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, come modificato dal decreto legislativo 18 aprile 2008, n. 82. Chiarimenti e precisazioni.

Si conferma che per gli eventi calamitosi verificatisi a decorrere dal 20 maggio 2008 (data di entrata in vigore del D.lgs n. 82/2008), sono ammesse al beneficio in commento le imprese agricole di cui all’articolo 2135 del codice civile, ivi comprese le cooperative che svolgono l’attività di produzione agricola, iscritte nel registro delle imprese o nell’anagrafe delle imprese agricole istituita presso le Province autonome.


In tali casi, al fine della verifica dei requisiti, è necessario acquisire copia delle delibere regionali dalle quali si evinca il territorio danneggiato, le colture interessate e le relative percentuali di danno, nonché richiedere alle singole aziende, tramite comunicazione bidirezionale, ogni utile documentazione, quali fatture, fotogrammi, bilancio o altra documentazione idonea a dimostrare la percentuale di danno alla produzione lorda vendibile.

Di seguito il comunicato INPS:

CLICCA QUI PER IL COMUNICATO INPS

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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