PIANTE ORNAMENTALI: TASSAZIONE PER VIVAISTI

MANIPOLAZIONE E CURA PIANTE ORNAMENTALI IN VIVAIO

Regime fiscale applicabile alle operazioni di manipolazione su piante
ornamentali: attività vivaistica tassata in base al reddito agrario.

La risoluzione n RISOLUZIONE N. 11 /E del 29/01/2018 dell’Agenzia delle Entrate, chiarisce che la manipolazione delle piante ornamentali in vivaio, è considerata un’attività connessa tassata in base al reddito agrario.
Qui sotto trovate la risoluzione.

CLICCA QUI PER LA RISOLUZIONE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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VENDITA PRODOTTI AGRICOLI ANCHE IN FORMA ITINERANTE, DA PARTE DELLE AZIENDE AGRICOLE

La legge di Bilancio 2018 , del 27 dicembre 2017, n. 205, all’articolo 1 comma 499, prevede il cosiddetto “street food”, cioè le aziende agricole potranno vendere prodotti agricoli, anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo, mediante l’utilizzo di strutture mobili nella disponibilità dell’impresa agricola, anche in modalità itinerante su aree pubbliche o private.

Di seguito il testo: ” L’articolo 13 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228,
e’ sostituito dal seguente:
«Art. 13. (Distretti del cibo). – 1. Al fine di promuovere lo
sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, favorire
l’integrazione di attivita’ caratterizzate da prossimita’
territoriale, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto
ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e
salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le
attivita’ agricole e agroalimentari, sono istituiti i distretti del
cibo.
2. Si definiscono distretti del cibo:
a) i distretti rurali quali sistemi produttivi locali di cui
all’articolo 36, comma 1, della legge 5 ottobre 1991, n. 317,
caratterizzati da un’identita’ storica e territoriale omogenea
derivante dall’integrazione fra attivita’ agricole e altre attivita’
locali, nonche’ dalla produzione di beni o servizi di particolare
specificita’, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e
territoriali, gia’ riconosciuti alla data di entrata in vigore della
presente disposizione;
b) i distretti agroalimentari di qualita’ quali sistemi produttivi
locali, anche a carattere interregionale, caratterizzati da
significativa presenza economica e da interrelazione e
interdipendenza produttiva delle imprese agricole e agroalimentari,
nonche’ da una o piu’ produzioni certificate e tutelate ai sensi
della vigente normativa europea o nazionale, oppure da produzioni
tradizionali o tipiche, gia’ riconosciuti alla data di entrata in
vigore della presente disposizione;
c) i sistemi produttivi locali caratterizzati da una elevata
concentrazione di piccole e medie imprese agricole e agroalimentari,
di cui all’articolo 36, comma 1, della legge 5 ottobre 1991, n. 317;
d) i sistemi produttivi locali anche a carattere interregionale,
caratterizzati da interrelazione e interdipendenza produttiva delle
imprese agricole e agroalimentari, nonche’ da una o piu’ produzioni
certificate e tutelate ai sensi della vigente normativa europea,
nazionale e regionale;
e) i sistemi produttivi locali localizzati in aree urbane o
periurbane caratterizzati dalla significativa presenza di attivita’
agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree;
f) i sistemi produttivi locali caratterizzati dall’interrelazione e
dall’integrazione fra attivita’ agricole, in particolare quella di
vendita diretta dei prodotti agricoli, e le attivita’ di prossimita’
di commercializzazione e ristorazione esercitate sul medesimo
territorio, delle reti di economia solidale e dei gruppi di acquisto
solidale;
g) i sistemi produttivi locali caratterizzati dalla presenza di
attivita’ di coltivazione, allevamento, trasformazione, preparazione
alimentare e agroindustriale svolte con il metodo biologico o nel
rispetto dei criteri della sostenibilita’ ambientale, conformemente
alla normativa europea, nazionale e regionale vigente;
h) i biodistretti e i distretti biologici, intesi come territori
per i quali agricoltori biologici, trasformatori, associazioni di
consumatori o enti locali abbiano stipulato e sottoscritto protocolli
per la diffusione del metodo biologico di coltivazione, per la sua
divulgazione nonche’ per il sostegno e la valorizzazione della
gestione sostenibile anche di attivita’ diverse dall’agricoltura.
Nelle regioni che abbiano adottato una normativa specifica in materia
di biodistretti o distretti biologici si applicano le definizioni
stabilite dalla medesima normativa.
3. Le regioni e le province autonome provvedono all’individuazione
dei distretti del cibo e alla successiva comunicazione al Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali, presso il quale e’
costituito il Registro nazionale dei distretti del cibo.
4. Al fine di sostenere gli interventi per la creazione e il
consolidamento dei distretti del cibo si applicano le disposizioni
relative ai contratti di distretto, di cui all’articolo 66, comma 1,
della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
5. I criteri, le modalita’ e le procedure per l’attuazione degli
interventi di cui al comma 4 sono definiti con decreto del Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il
Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente disposizione.
6. Per le finalita’ di cui al comma 4 e’ autorizzata la spesa di 5
milioni di euro per l’anno 2018 e di 10 milioni di euro a decorrere
dall’anno 2019.
7. Al fine di valorizzare la piena integrazione fra attivita’
imprenditoriali ai sensi della lettera f) del comma 2, al comma 8-bis
dell’articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, dopo
le parole: “nell’ambito dell’esercizio della vendita diretta e’
consentito” sono inserite le seguenti: “vendere prodotti agricoli,
anche manipolati o trasformati, gia’ pronti per il consumo, mediante
l’utilizzo di strutture mobili nella disponibilita’ dell’impresa
agricola, anche in modalita’ itinerante su aree pubbliche o private,
nonche'” .

clicca qui sul decreto

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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SALDO DOMANDA PAC 2017: riduzione pagamenti di un 7% .

Circolare Agea in cui si definisce una riduzione della Pac 2017, riduzione che può essere
stimata al 7%, ad eccezione dei pagamenti dei premi accoppiati di cui all’art. 52 del Reg. (UE) n.
1307/2013 e dei pagamenti in favore degli agricoltori aderenti al regime per i piccoli agricoltori.

clicca su circolare AGEA 

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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AGRICOLTORE ATTIVO AI FINI PAC, DOMANDA UNICA, PER CHI E’ ESONERATO DALLA TENUTA DELLA CONTABTILITA’

AGRICOLTORE ATTIVO
AI FINI PAC, DOMANDA UNICA,
PER CHI E’ ESONERATO DALLA TENUTA DELLA CONTABTILITA’

Chiarimento verifica requisito agricoltore attivo:
AGEA 2018 PROT. N. 6100
DEL 26 GENNAIO 2018

Con questo documento Agea ha chiarito che le aziende agricole non obbligate alla tenuta della contabilità , con un fatturato inferiore a 7000 euro, per dimostrare di essere agricoltori attivi ai fini del contributo PAC, attraverso la ricevuta delll’invio all’Agenzia delle Entrate , dello spesometro , detto ” modello di comunicazione polivalente” .

clicca qui su circolare AGEA

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GASOLIO AGRICOLO ulteriore chiarimento sui contenitori di gasolio agricolo con capacità geometrica massima sino a 9 m3

GASOLIO AGRICOLO
ulteriore chiarimento sui contenitori di gasolio agricolo con capacità geometrica massima sino a 9 m3 , presenti nelle aziende agricole e privati.

DECRETO 22 novembre 2017 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l’installazione e l’esercizio di contenitori-distributori, ad uso privato, per l’erogazione di carburante liquido di categoria C. (17A08114) (GU Serie Generale n.285 del 06-12-2017)

Decreta:

Art. 1.
Campo di applicazione
1. Il presente decreto disciplina, ai fini della preven- zione incendi, l’installazione e l’esercizio di contenitori- distributori, ad uso privato, per l’erogazione di carburanti liquidi di categoria C, così come definiti nella regola tec- nica di cui all’art. 3.
2. Le disposizioni del presente decreto non si applicano agli impianti fissi di distribuzione carburanti per autotra- zione, per i quali continuano ad applicarsi le specifiche disposizioni di prevenzione incendi.

Art. 2.
Obiettivi
1. I contenitori-distributori disciplinati dal presente de- creto sono installati e gestiti in modo da garantire il con- seguimento dei seguenti obiettivi:
a) minimizzare le cause di fuoriuscita accidentale di carburante ed il rischio di incendio;
b) limitare, in caso di evento incidentale, danni alle persone;
c) limitare, in caso di evento incidentale, danni ad edifici e locali contigui all’impianto;
d) limitare, in caso di evento incidentale, danni all’ambiente;
e) consentire ai soccorritori di operare in condizioni di sicurezza.

Art. 3.
Disposizioni tecniche
1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 2, è approvata la regola tecnica di cui all’allegato 1, che costituisce parte integrante del presente decreto.

Art. 4.
Applicazione delle disposizioni tecniche
1. Le disposizioni del presente decreto si applicano ai contenitori-distributori di nuova installazione e a quelli esistenti, ad eccezione dei casi riportati al comma 2.
2. Sono esentati dall’obbligo di adeguamento alla re- gola tecnica di cui all’art. 3 i contenitori-distributori esi- stenti alla data di entrata in vigore del presente decreto nei casi in cui:
a) siano in possesso di atti abilitativi riguardanti anche la sussistenza dei requisiti di sicurezza antin- cendio, rilasciati dalle competenti autorità, così come previsto dall’art. 38 del decreto-legge 21 giugno 2013,
n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 ago- sto 2013, n. 98;
b) siano in possesso del certificato di prevenzione incendi in corso di validità o sia stata presentata la se- gnalazione certificata di inizio attività di cui all’art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151;
c) siano stati pianificati, o siano in corso, lavori di installazione di contenitori-distributori sulla base di un progetto approvato dal competente Comando provinciale dei vigili del fuoco ai sensi degli articoli 3 e 7 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.
3. I contenitori-distributori devono essere provvisti di approvazione di tipo ai sensi del decreto del Ministro dell’interno del 31 luglio 1934, titolo I°, punto XVII ed i relativi componenti devono essere provvisti di marcatura CE ai sensi delle direttive applicabili.
4. L’installatore è tenuto a verificare che il contenitore- distributore sia idoneo per il tipo di uso e per la tipologia di installazione prevista e che il responsabile dell’attività sia informato degli specifici obblighi finalizzati a garanti- re il corretto uso, in sicurezza, dello stesso.

Art. 5.
Impiego di prodotti per uso antincendio
I. I prodotti per uso antincendio, impiegati nel campo di applicazione del presente decreto, devono essere:
a) identificati univocamente sotto la responsabilità del produttore, secondo le procedure applicabili;
b) qualificati in relazione alle prestazioni richieste e all’uso previsto;
c) accettati dal responsabile dell’attività, ovvero dal responsabile dell’esecuzione dei lavori mediante acquisi- zione e verifica della documentazione di identificazione e qualificazione.
2. L’impiego dei prodotti per uso antincendio è con- sentito se gli stessi sono utilizzati conformemente all’uso previsto, se sono rispondenti alle prestazioni richieste dal presente decreto e se:
a) sono conformi alle disposizioni comunitarie applicabili;
b) sono conformi, qualora non ricadenti nel campo di applicazione di disposizioni comunitarie, alle apposite disposizioni nazionali applicabili, già sottoposte con esi- to positivo alla procedura di informazione di cui alla di- rettiva 98/34/CE e successive modifiche, che prevedono apposita omologazione per la commercializzazione sul territorio italiano e a tal fine il mutuo riconoscimento;
c) qualora non contemplati nelle lettere a) e b), sono legittimamente commercializzati in uno degli Stati della Unione europea o in Turchia in virtù di specifici accordi internazionali stipulati con l’Unione europea ovvero le- galmente fabbricati in uno degli Stati firmatari dell’Asso- ciazione europea di libero scambio (EFTA), parte contra- ente dell’accordo sullo Spazio economico europeo (SEE), per l’impiego nelle stesse condizioni che permettono di garantire un livello di protezione, ai fini della sicurezza dall’incendio, equivalente a quello previsto nelle norme tecniche allegate al presente decreto.
3. L’equivalenza del livello di protezione, garantito dai prodotti per uso antincendio di cui al comma 2, è valutata, ove necessario, dal Ministero dell’interno applicando le procedure previste dal regolamento (CE) n. 764/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 luglio 2008.
Art. 6.
Disposizioni finali
1. Sono abrogate le seguenti disposizioni di prevenzio- ne incendi:
a) decreto del Ministro dell’interno del 19 marzo 1990 recante «Norme per il rifornimento di carburanti, a mezzo di contenitori-distributori mobili, per macchine in uso presso aziende agricole, cave e cantieri»;
b) decreto del Ministro dell’interno del 12 settembre 2003 recante «Approvazione della regola tecnica di pre- venzione incendi per l’installazione e l’esercizio di depo- siti di gasolio per autotrazione ad uso privato, di capacità geometrica non superiore a 9 m3, in contenitori-distribu- tori rimovibili per il rifornimento di automezzi destinati all’attività di autotrasporto»;
c) art. 5, comma 4 del decreto del Ministro dell’in- terno del 27 gennaio 2006 recante «Requisiti degli ap- parecchi, sistemi di protezione e dispositivi utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva, ai sensi della diretti- va n. 94/9/CE, presenti nelle attività soggette ai controlli antincendio»;
2. Il presente decreto entra in vigore il trentesimo gior- no successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER L’INSTALLAZIONE E L’ESERCIZIO DI CONTENITORI-DISTRIBUTORI, AD USO PRIVATO, PER L’EROGAZIONE DI CARBURANTI LIQUIDI DI CATEGORIA C.

1. Termini, definizioni e tolleranze dimensionali.
1.1. Per i termini, le definizioni e le tolleranze dimensionali si rimanda a quanto stabilito con decreto del Ministro dell’interno del 30 novembre 1983, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 339 del 12 dicembre 1983.
1.2. Ai fini della presente regola tecnica, si definisce, inoltre:
a) liquido combustibile di categoria C: liquido avente un punto di infiammabilità da oltre 65° C sino a 125° C. Rientrano nella categoria C anche i liquidi combustibili con punto di infiammabilità inferiore a 65°C, ma non sotto i 55°C, purché la prova del grado di infiammabilità sia completata da una prova di distillazione frazionata, nella quale non si dovrà avere, a 150° C, più del 2 per cento di distillato. I metodi e le apparecchiature da utilizzare per ricercare il punto di infiammabilità e per eseguire la distillazione frazionata di tale liquido devono essere quelli previsti dal decreto del Ministro dell’interno del 31 luglio 1934;
b) contenitore-distributore: complesso di attrezzature, installate fuori terra, costituito da serbatoio, idoneo a contenere carburante liquido di categoria C, di capacità geometrica non superiore a 9 m3, collegato ad apparecchiatura per l’erogazione del liquido contenuto, il termine è equivalente a quello di contenitore-distributore rimovibile o contenito- re-distributore mobile già utilizzato nel decreto del Ministro dell’interno del 19 marzo 1990;
c) deposito di distribuzione: insieme dei contenitori-distributori di liquidi combustibili di categoria C;
d) capacità geometrica di un contenitore-distributore: volume geometrico interno del serbatoio del contenitore-distributore;
e) capacità complessiva dei depositi di distribuzione: quantità massima di carburante liquido di categoria C che può essere detenuta in più depositi di distribuzione, presenti presso l’attività.

2. Capacità del contenitore-distributore e del deposito di distribuzione.
2.1. La capacità geometrica massima del contenitore-distributore è fissata in 9 m3.
2.2. La capacità complessiva del deposito di distribuzione non può essere superiore a 9 m3. Tale capacità può essere ottenuta anche con più contenitori-distributori la cui di stanza reciproca deve essere almeno pari a 0,8 m.
2.3. Nell’ambito di una attività possono essere installati più depo- siti di distribuzione, nel rispetto della distanza di sicurezza interna di cui al successivo punto 5.1, lettera a), per una capacità complessiva non superiore a 45 m3.

3. Accesso all’area.
3.1. Ai mezzi dei vigili del fuoco deve essere garantita la possibilità di avvicinamento ai contenitori-distributori, per esigenze di soccorso.

4. Criteri di installazione e caratteristiche costruttive.
4.1.1 contenitori-distributori e i relativi dispositivi e componenti devono essere costruiti e installati secondo la regola dell’arte, in confor- mità alla normativa vigente.
A tal fine, il serbatoio può essere:
a) a doppia parete e con sistema di monitoraggio continuo dell’intercapedine; le pareti dei serbatoi possono essere:
a.1 entrambe metalliche, con la parete esterna con protezione anticorrosione;
a.2 parete interna metallica ed esterna con altro materiale non metallico, ma di classe A1 di reazione al fuoco, purché idoneo a garan- tire la tenuta dell’intercapedine tra le pareti;
a.3 entrambe le pareti in materiale non metallico, ma di classe A1 di reazione al fuoco, purché resistenti alle sollecitazioni meccaniche ed alla corrosione;
a.4 parete interna non metallica ma di classe A1 di reazione al fuoco, ed esterna in metallo, con protezione anticorrosione;
b) a parete singola con:
b.1 parete metallica con protezione anticorrosione;
b.2 parete in materiale non metallico ma di classe A1 di rea- zione al fuoco.
Nei casi b.1 e b.2, il deposito di distribuzione dovrà essere posizio- nato all’interno di un bacino di contenimento di capacità non inferiore al 110% del volume del deposito di distribuzione stesso, in grado di contenere le eventuali perdite dai serbatoi del deposito e di idonee ca- ratteristiche meccaniche.
4.2 I contenitori-distributori possono essere messi in opera se mu- niti di:
a) dichiarazione di conformità CE per i componenti, ai sensi delle disposizioni comunitarie applicabili, e di approvazione di tipo, ai sensi del decreto del Ministro dell’interno del 31 luglio 1934;
b) manuale di installazione, uso e manutenzione;
c) targa di identificazione, punzonata in posizione visibile, riportante:
c.1 il nome e l’indirizzo del costruttore;
c.2 l’anno di costruzione ed il numero di matricola;
c.3 la capacità geometrica, lo spessore ed il materiale del
serbatoio;
c.4 la pressione di collaudo del serbatoio;
c.5 gli estremi dell’atto di approvazione.
4.3 I contenitori-distributori devono essere installati esclusivamen- te su spazio scoperto al di fuori delle zone in cui possono formarsi at- mosfere esplosive.
4.4 È vietata l’installazione su rampe carrabili, su terrazze e co- munque su aree sovrastanti luoghi chiusi.
4.5 I contenitori-distributori devono essere installati in piano ed essere protetti da idonea difesa fissa atta ad impedire urti accidentali.
4.6 I contenitori-distributori provvisti di bacino di contenimento devono essere dotati di tettoia di protezione dagli agenti atmosferici re- alizzata in materiale incombustibile ad eccezione del caso in cui siano inseriti in box prefabbricato di cui al punto 4.10.
4.7 I contenitori-distributori devono essere saldamente ancorati al terreno per evitare spostamenti durante il riempimento e l’esercizio.
4.8 Lo sfiato del tubo di equilibrio deve essere adeguatamente di- mensionato, sfociante ad almeno 2,40 m dal piano di calpestio, dotato di apposito dispositivo tagliafiamma e posto ad una distanza di 1,5 m dai fabbricati o dai depositi di materiale combustibile e/o infiammabile; nel caso di box prefabbricato di cui al punto 4.10 tale tubo di equilibrio deve sfociare all’esterno, mantenendo le medesime caratteristiche sopra riportate.
4.9 Il grado di riempimento dei contenitori-distributori deve essere non maggiore del 90% della capacità geometrica degli stessi; a tal fine deve essere previsto un apposito dispositivo limitatore di carico.
4.10 Sono ammessi contenitori-distributori inseriti in appositi box prefabbricati incombustibili, assicurando una distanza dalle pareti tale da garantire l’accessibilità per le operazioni di manutenzione ed ispe- zione. I box devono essere dotati di una o più aperture permanenti di aerazione la cui superficie non deve essere inferiore ad 1/30 di quella in pianta; è consentita la protezione delle aperture di aerazione con griglia- ti metallici, reti e/o alette antipioggia a condizione che non venga ridotta la superficie netta di aerazione prevista.
5. Distanze di sicurezza.
5.1. I contenitori-distributori devono osservare le seguenti distanze minime di sicurezza esterne ed interne da:
a) fabbricati, eventuali fonti di accensione, depositi di materiali combustibili e/o infiammabili non ricompresi tra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi ai sensi dell’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica del 10 agosto 2011, n. 151: ….. 5 m;
b) fabbricati e/o locali destinati anche in parte a civile abitazio- ne, esercizi pubblici, collettività, luoghi di riunione, di trattenimento o di pubblico spettacolo, depositi di materiali combustibili e/o infiam- mabili costituenti attività soggette ai controlli di prevenzione incendi ai sensi dell’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica del 1° agosto, n. 151: ….. 10 m;
c) linee ferroviarie e tranviarie, fatta salva in ogni caso l’applica- zione di specifiche disposizioni emanate in proposito: ….. 15 m;
d) proiezione verticale di linee elettriche che superano i seguenti limiti: 1000 V efficaci per corrente alternata, 1500 V per corrente con- tinua: ….. 6 m.
5.2. Nel caso di contenitori-distributori installati all’interno di sca- li ferroviari o stazioni ferroviarie, per il rifornimento di locomotori, la distanza di cui al punto 5.1 lettera c) deve intendersi quale distanza di sicurezza esterna. In tal caso è necessario garantire il rispetto della di- stanza di cui al punto 5.1 lettera a) anche rispetto alle aree accessibili al pubblico.
5.3. I contenitori-distributori devono osservare una distanza di pro- tezione di almeno 3 m.
5.4. Le distanze di sicurezza di cui ai punti precedenti devono esse- re osservate anche per i contenitori-distributori inseriti in box prefabbri- cato di cui al punto 4.10; in tal caso le distanze sono misurate rispetto al perimetro esterno del medesimo box.
5.5. Le distanze di sicurezza di cui ai precedenti punti possono essere ridotte fino alla metà mediante interposizione di elementi di se- parazione aventi caratteristiche di resistenza al fuoco EI 60 e con le dimensioni di seguito indicate:
a) altezza: pari a quella del contenitore-distributore più alto maggiorata di 0,5 m;
b) lunghezza: pari alla dimensione maggiore dei contenitori-di- stributori più vicini a seconda dell’orientamento degli stessi, maggiorata di 0,5 m.

6. Altre misure di sicurezza.
6.1. I contenitori-distributori devono essere contornati da un’area, avente ampiezza non minore di 3 m, completamente sgombra da mate- riali di alcun genere e priva di vegetazione che possa costituire pericolo di incendio.
6.2. Appositi cartelli fissi, ben visibili, devono segnalare il divieto di avvicinamento ai contenitori-distributori da parte di estranei e quello di fumare ed usare fiamme libere. La segnaletica di sicurezza deve ri- spettare le prescrizioni del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
6.3. Apposito cartello fisso deve indicare le norme di comportamen- to e i recapiti telefonici dei vigili del fuoco, da contattare in caso di emer- genza, nonché il recapito telefonico della ditta eventualmente responsa- bile della gestione e della manutenzione del contenitore-distributore.
6.4. Il contenitore-distributore deve essere dotato di misure di si- curezza atte ad evitare l’accesso, da parte di estranei, ai dispositivi di sicurezza e controllo dello stesso.

7. Impianto elettrico e messa a terra.
7.1. Gli impianti e le apparecchiature elettriche, ove presenti, de- vono essere realizzati ed installati in conformità a quanto previsto dalla legge 1° marzo 1968, n. 186 e dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del 22 gennaio 2008 n. 37, ove applicabile.
7.2. Il contenitore-distributore deve essere dotato di dispositivo di blocco dell’erogazione che intercetti l’alimentazione elettrica al motore del gruppo erogatore in caso di basso livello carburante nel serbatoio.
7.3. Il contenitore-distributore deve essere provvisto di idonea messa a terra.

8. Estintori.
8.1. In prossimità di ogni contenitore-distributore deve essere ga- rantita la presenza di almeno due estintori portatili con capacità estin- guente non inferiore a 21A-89B. Nel caso in cui la capacità complessiva del deposto di distribuzione sia superiore a 6 m3, deve essere garantita anche la presenza di un estintore carrellato con capacità estinguente non inferiore a B3, raggiungibile con un percorso effettivo non superiore a 20 m rispetto al contenitore-distributore più lontano.

9. Norme di esercizio.
9.1. L’esercizio e la manutenzione del contenitore-distributore de- vono essere effettuati secondo la regola dell’arte ed essere condotti in accordo alla regolamentazione vigente ed a quanto indicato nelle norme tecniche pertinenti e nel relativo manuale d’uso e manutenzione.
9.2. Il manuale d’uso e manutenzione del contenitore-distributore è predisposto dall’installatore o dal fabbricante, anche sulla base dei dati forniti dai fabbricanti dei componenti installati ed è fornito al respon- sabile dell’attività.
9.3. Devono essere rispettate le seguenti norme di esercizio:
a) Il responsabile dell’attività deve:
a.1 garantire, nel tempo, l’assenza di perdite e l’efficienza del- le apparecchiature a corredo del contenitore-distributore stesso;
a.2 rispettare e far rispettare i divieti per le aree al contorno del contenitore-distributore.
b) Il personale addetto al rifornimento deve essere adeguatamen- te formato sull’uso del contenitore-distributore e deve essere in grado di adottare le misure di lotta antincendio e gestione delle emergenze che possono verificarsi.

c) Il personale addetto al riempimento del deposito-distributore deve osservare le norme che regolano il trasporto delle merci pericolo- se secondo la disciplina vigente dell’ADR; il medesimo personale non deve, inoltre, dare inizio alle operazioni di riempimento se riscontra l’assenza delle condizioni per operare in sicurezza e senza danni per l’ambiente. In particolare, prima di iniziare le operazioni, deve:
c.1 assicurarsi della quantità di prodotto che il deposito-distri- butore può ricevere;
c.2 effettuare il collegamento equipotenziale tra l’autocisterna ed il punto di riempimento;
d) La distribuzione del gasolio non deve avere luogo se non dopo l’arresto del motore del veicolo;
e) È vietato fumare e/o accendere fiamme libere entro un raggio di 3 metri dal contenitore-distributore;
f) Mantenere pulito e lavare frequentemente il suolo, intorno al contenitore-distributore;
g) Verificare, almeno una volta l’anno, che la rete metallica dell’estremità superiore del tubo di equilibrio del serbatoio, sia in buono stato;
h) Il contenitore-distributore deve essere movimentato scarico;
i) Adeguata cartellonistica di sicurezza deve indicare i divieti e le misure di esercizio sopra indicate.

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Dott. Alessio Santoni

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CERTIFICAZIONE ANTIMAFIA AI FINI DOMANDA PAC

 

La circolare di Agea chiarisce i termini per la presentazione del certificato antimafia ai fini domanda PAC:
– sino al 31/12/2018 : da 0 a 25000 euro di contributo sono esentati, mentre al di sopra devono presentare il certificato,

– poi dal 01/01/2019: da 0 a 5000 euro di contributo sono esentati, mentre al di sopra devono presentare il certificato.

Nei prossimi giorni Agea emanerà la circolare in cui descriverà come presentare i certificati antimafia.

qui di seguito il link della circolare:   http://www.agea.gov.it/portal/pls/portal/docs/1/6072205.PDF

 

Domande di pagamento: data di presentazione  

 

Soglia

 

Comunicazione antimafia

 

Informazione antimafia

 

Inizio periodo di applicazione della disciplina

Termine periodo di applicazione della

disciplina

 

Fino al 18

novembre 2017

Fino a

150.000 euro

No No —- —-
Oltre

150.000 euro

No Si —- —-
 

Dal 19 novembre

2017

Fino a

25.000 euro

No No 19 novembre

2017

31 dicembre

2018

Oltre 25.000

euro

No Si 19 novembre

2017

31 dicembre

2018

Dal 19 novembre

2017

Fino a 5.000

euro

No No 1° gennaio

2019

—-
Dal 19 novembre

2017

Oltre    5.000

euro

No Si 1° gennaio

2019

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Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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GASOLIO AGRICOLO : ASSEGNAZIONE ANCHE CON COMODATO GRATUITO

GASOLIO AGRICOLO
Assegnazione gasolio agricolo alle aziende agricole, anche con comodato non registrato.

L’Agenzia delle Dogane con la nota 5049 del 16 gennaio 2018, ha stabilito e chiarito che l’azienda agricola che coltiva un terreno agricolo in comodato gratuito, può richiedere l’assegnazione del gasolio agricolo con semplice dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000 con la quale attesta, sotto la propria responsabilità e consapevole delle conseguenze derivanti da dichiarazioni mendaci, ai sensi degli artt. 75 e 76 del
D.P.R. n. 445/2000, dichiara l’esclusiva disponibilità del terreno (indicare numero particella fondiaria ed estensione) sul quale dovranno essere eseguite le lavorazioni agricole. Stessa cosa dovrà eseguire la dichiarazione il proprietario del terreno che ha ceduto il terreno in coltivazione.
DI SEGUITO LA NOTA DELL’AGENZIA DELLE DOGANE
Roma, 16 Gen. 2018

NOTA N 5049

La Direttiva n. 104162 RU del 15 settembre 2017, nel confermare l’estensione dell’applicazione dell’aliquota ridotta di accisa al gasolio ed alla benzina consumati in lavori agricoli effettuati su terreni condotti in comodato, ha introdotto, per tale tipologia di contratto, l’obbligo di forma scritta e registrazione, rinviandone la decorrenza alla successiva assegnazione annuale.
Ferma restando la imprescindibile necessità di addivenire al riconoscimento univoco del soggetto legittimato all’agevolazione, che trova titolo nel possesso e nell’utilizzo esclusivo del terreno, si pone l’esigenza di dover ovviare ad annunciate difficoltà di adempimento dell’obbligo, dovute all’elevato numero delle casistiche segnalate, ammettendo la possibilità di comprovare il titolo di conduzione su base dichiarativa attenendosi alle modalità procedurali sottospecificate.
Per fruire dei carburanti ad aliquota ridotta di accisa, l’esercente comodatario, in luogo del contratto di comodato scritto e registrato, può allegare alla richiesta di ammissione all’agevolazione, di cui all’art. 2, comma 3, del D.M. n. 454/2001, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000 con la quale attesta, sotto la propria responsabilità e consapevole delle conseguenze derivanti da dichiarazioni mendaci, ai sensi degli artt. 75 e 76 del
D.P.R. n. 445/2000, l’esclusiva disponibilità del terreno (indicare numero particella fondiaria ed estensione) sul quale dovranno essere eseguite le lavorazioni agricole. Stessa dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, resa ai sensi dell’art. 47 del
D.P.R. n. 445/2000, deve essere presentata dal proprietario fondiario comodante che attesta, sotto la propria responsabilità e consapevole delle conseguenze derivanti da dichiarazioni mendaci, ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. n. 445/2000, l’avvenuta attribuzione della piena disponibilità del terreno (indicare numero particella fondiaria ed estensione) al soggetto comodatario, che lo detiene per l’esercizio di lavori agricoli.
La dichiarazione sostitutiva dell’esercente comodatario e quella del proprietario comodante, che possono essere rese anche in forma congiunta, sono presentate contestualmente alla suddetta richiesta all’Ufficio incaricato dalle regioni o dalle province autonome, che procede al rilascio del libretto di controllo ai sensi dell’art. 3, comma 2, del D.M. n. 454/2001, previa acquisizione e verifica della regolarità formale delle stesse dichiarazioni.
Anche nei casi di ulteriori forme di conduzione dei fondi rustici fondate su semplificazioni procedurali correlate alla limitata estensione degli stessi, il soggetto iscritto all’anagrafe delle aziende agricole provvederà ad allegare alla richiesta di ammissione all’agevolazione, di cui all’art. 2, comma 3, del D.M. n. 454/2001, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000 con la quale attesta, sotto la propria responsabilità e consapevole delle conseguenze derivanti da dichiarazioni mendaci, ai sensi degli artt. 75 e 76 del
D.P.R. n. 445/2000, l’esclusiva disponibilità del terreno (indicare numero particella fondiaria ed estensione) sul quale dovranno essere eseguite le lavorazioni agricole.
Ogni variazione dei dati dichiarati dovrà essere oggetto di apposita comunicazione da presentare, entro 30 giorni dal verificarsi della variazione, all’Ufficio che ha provveduto al rilascio del libretto di controllo.

CLICCA —->> QUI PER LEGGERE LA CIRCOLARE UFFICIALE DELL’AGENZIA DELLE DOGANE

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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VITICOLTURA – CONTRIBUTI DA PARTE DELLA REGIONE MARCHE

INVESTIMENTI NEL SETTORE VITIVINICOLO 2017/2018: LE DOMANDE ENTRO IL 15 FEBBRAIO

 

Scade il 15 febbraio 2018 il termine di presentazione delle domande per beneficiare dei contributi destinati al settore vitivinicolo, campagna 2017/2018. A disposizione delle aziende marchigiane (agricole e di trasformazione) ci sono 3 milioni di euro comunitari per impianti di trattamento, infrastrutture vinicole e la promozione del vino sui mercati dei Paesi terzi. La Giunta ha approvato le disposizioni regionali di attuazione della misura denominata “Investimenti”, sostenuta dai fondi europei assegnati annualmente dal ministero Agricoltura alle Regioni tramite l’Ocm vino (l’Organizzazione comune del mercato che regolamenta il settore vitivinicolo), rimodulando le risorse del programma: oltre i 3 milioni per i nuovi investimenti, altri 444 mila euro verranno utilizzati per il saldo delle domande del biennio 2016/2017. Risorse importanti per riqualificare uno dei comparti di punta dell’agricoltura marchigiana che necessita di investimenti per conquistare quote di mercato, consolidare quelle acquisite, puntare su nuovi consumatori. L’atto adottato dalla Giunta regionale recepisce la scadenza stabilita dal Ministero, le condizioni di accesso ai contributi da parte delle imprese, gli investimenti ammissibili, i criteri di priorità, i tempi di realizzazione degli investimenti (annuali e biennali). Le priorità previste permiano le richieste che prevedano risparmio energetico, processi ecocompatibili, produzioni certificate Dop e Igp (per almeno il 70% del totale aziendale) e biologiche, titolare aziendale giovane (tra i 18 e i 40 anni), adesione a consorzi di tutela dei vini, localizzazione in zone particolari (svantaggiate, aree colpite dal sisma, ad alto valore paesaggistico).

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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LEGGE DI STABILITA’ 2018 – NOVITA’ SETTORE AGRICOLO

NOVITA’ PER IL SETTORE AGRICOLO
approvate con la legge di stabilità, legge di bilancio 2018
Il settimanale Terra e Vita (edagricole) ha schematizzato le novità previste per il settore agricolo nella legge di stabilità.
Le più importanti sono:
– SETTORE ZOOTECNIA BOVINI E SUINI: viene innalzata la percentuale di compensazione Iva per le carni vive bovine e suine prevedendo che sia stabilita in misura non superiore, rispettivamente, al 7,7% e all’8% per ciascuna delle annualità 2018, 2019 e 2020
– APICOLTURA: esenzione dalla base imponibile Irpef dei proventi degli apicoltori con meno di venti alveari ricadenti nei comuni classificati come montani
– CERTIFICATO ANTIMAFIA PER PAC: differimento al 31 dicembre 2018 dell’obbligo di presentare l’informazione antimafia per i titolari di terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei fino a 25mila euro
– CONTRIBUTI PREVIDENZIALI PER GIOVANI CHE SI INSEDIANO: è previsto un esonero contributivo totale per i primi tre anni e uno sgravio contributivo, al 66% nel quarto anno e al 50% nel quinto anno, a favore degli imprenditori agricoli che non hanno raggiunto i 40 anni di età e che si iscrivono per la prima volta alla previdenza agricola tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018
– AFFIANCAMENTO GIOVANI AGRICOLTORI: introduzione dell’istituto del contratto di affiancamento tra i giovani di età compresa tra i diciotto e i quarant’anni e gli imprenditori agricoli o coltivatori diretti di età superiore a sessantacinque anni o pensionati. Il contratto permette l’accesso prioritario ai mutui agevolati per gli investimenti
– ENOTURISMO: in particolare, si dispone che le attività di ricezione ed ospitalità, compresa la degustazione di prodotti aziendali e l’organizzazione di attività ricreative, culturali e didattiche, svolte da aziende vinicole, vengano ricondotte, ai fini fiscali, alle attività agrituristiche.
Inoltre determinazione forfettaria del reddito imponibile con un coefficiente di redditività del 25 per cento e applicazione del regime forfettario Iva solo in caso di coincidenza tra attività di enoturismo e imprenditore agricolo

Dott. Alessio Santoni

Dott. Alessio Santoni , laureato in scienze agrarie , libero professionista

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